Dopo anni di violenze allontanato dalla moglie, la tempesta di messaggi: ora finisce in carcere

Si sono spalancate nuovamente le porte del carcere per un cittadino bulgaro trentasettenne. Arrestato dalla Polizia

L’incapacità di rassegnarsi alla separazione di fatto dalla moglie, la mancanza di una qualche forma di autocontrollo, l’inosservanza al provvedimento cautelare adottato nei suoi confronti dall’Autorità Giudiziaria solo un mese prima, hanno spalancato nuovamente le porte del carcere ad un cittadino bulgaro, trentasettenne, arrestato martedì scorso dalla Polizia di Stato di Cesena.

L’uomo, residente in città, l’ottobre scorso era stato tratto in arresto in flagranza di reato per   maltrattamenti, da una pattuglia dell’Ufficio Controllo del Territorio, intervenuta nell’abitazione familiare dopo la disperata richiesta d’aiuto della moglie giunta sulla linea di emergenza 112. 

L’episodio era solo l’ultimo atto di una serie di vessazioni, e percosse continue e sistematiche subite dalla donna, ormai provata da uno stato psicologico di prostrazione e paura. Alla convalida dell’arresto aveva fatto seguito l’allontanamento dell’uomo dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla coniuge e comunicazione con qualsiasi mezzo con la stessa, disposti dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Forlì. Misura cautelare idonea al fine di evitare la reiterazione degli episodi di violenza e tutelare l’incolumità della vittima.

Gli investigatori dell’unità violenze di genere, delegati dall'autorità giudiziaria, facendo seguito al provvedimento restrittivo applicato, hanno svolto una delicata attività giudiziaria che ha cristallizzato il quadro della situazione familiare con le dichiarazioni rese dalla vittima sui fatti pregressi, evocando episodi di violenze subite che hanno coinvolto, in alcune circostanze, la figlia minorenne della coppia come vittima di violenza assistita.

I tentativi di riavvicinamento e riappacificazione tenuti dal trentasettenne che, violando il divieto di comunicare con qualsiasi mezzo con la coniuge, le inoltra svariati messaggi telefonici, tentando di parlare con lei approfittando delle videochiamate fatte alla figlia,  strumentalizzando cosi l’avvicinamento alla minore, hanno acuito lo stato di tensione e di intimidazione della donna che, terrorizzata dall’evolversi dell’infrenata condotta del marito, si è rivolta alla Polizia.

Da qui l’invio della comunicazione di reato sulla condotta tenuta dall’indagato, correlata dall’attività investigativa svolta, al Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Forlì che ha richiesto l’aggravamento della misura cautelare adottata, al fine di infrenare il rischio di reiterazione dell’atteggiamento finora tenuto dall’uomo. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Forlì ha accolto la richiesta, revocando la misura cautelare precedentemente adottata, applicando nei confronti dell’indagato la custodia cautelare in carcere.

Alle prime luci dell’alba, personale della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cesena, ha rintracciato il destinatario della misura nell’abitazione di un congiunto. Esperite le formalità di rito, l’arrestato è stato condotto nella casa circondariale di Forlì.

Il Dirigente del Commissariato, Nicola Vitale, in relazione all’arresto operato, segnala che dall'inizio dell’anno numerosi sono i casi di violenze di genere trattati dagli investigatori. Le importanti risposte date in termini di sicurezza, tutela e supporto a favore delle vittime sono frutto della sinergia tra le forze dell’ordine, la Procura di Forlì e gli enti preposti dei servizi sociali, da cui emerge la forza ed il coraggio di denunciare i maltrattamenti e le violenze subite fra le mura domestiche, infrangendo l'isolamento ed il silenzio.

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