Donna Rachele, Edda Negri Mussolini racconta sua nonna in un libro

Il volume tratta dei rapporti che una delle autrici, Edda Negri Mussolini, figlia dell'ultima nata di Benito Mussolini e orfana di madre in piccola età ebbe con la Rachele che gli fece oltre che da nonna anche da madre

Un centinaio di persone venerdì sera hanno assistito alla presentazione del libro di Edda Negri Mussolini e Emma Moriconi “Donna Rachele mia nonna. La moglie di Mussolini” edito da Minerva. Il volume tratta dei rapporti che una delle autrici, Edda Negri Mussolini, figlia dell'ultima nata di Benito Mussolini e orfana di madre in piccola età ebbe con la Rachele che gli fece oltre che da nonna anche da madre. Un libro intenso, vissuto con gli occhi di una bambina che da un lato non capiva, ma vedeva dipanarsi intorno a sé la storia di una famiglia unica che tanta importanza ebbe nella storia italiana. Rachele Guidi fu la moglie di quello che un tempo era chiamato il 'duce' e a lui fu sempre legata in maniera indissolubile nonostante i suoi molti tradimenti e il fatto che al suo fianco a Giulino di Mezzegra  morì  sotto i colpi di un  mitragliatore francese Mas 38, poi donato a Stalin (ancora oggi non è ben chiaro chi lo maneggiò), Claretta Petacci, ultima della serie.

"La mia è una famiglia - ha esordito Edda Negri Mussolini - che in quanto a morti e tragedie familiari non si è fatta mancare nulla", facile sarebbe rispondere che questo non venne neanche risparmiato a milioni di famiglie italiane per colpa di una guerra sciagurata scatenata dal nonno Benito, tuttavia non si può restare indifferenti allo scorrere del tempo rappresentato dalle pagine del libro e dalle parole della signora Mussolini. Si scopre con piacere che la famiglia Mussolini era una famiglia come tante altre figlia di una Romagna contadina e il fulcro fu Rachele con la sua saggezza e il suo comportamento da un lato di ferro e dall'altro dolce e caro come le donne romagnole sanno essere. Il dolore per un passato recente e forse ancora non del tutto stemperato nelle famiglie, quanti ancora tengono in casa foto in bianco e nero di chi non tornò più a casa dalle sabbie dell'Africa e dalla neve della steppa russa, si stempera sentendo le parole che Edda Negri ha nei confronti della nonna.

"In casa teneva tutto sotto controllo - ha continuato - fu povera perchè non ebbe mai nessuna pensione se non negli ultimi anni in quanto il nonno non percepì mai stipendi di sorta né aveva soldi di suo e quindi non maturò mai nulla per la famiglia e per il suo futuro. Rachele non si diede per vinta ma continuò una normale vita contadina come in realtà lo fu sempre anche se il destino la portò per un ventennio ad essere Donna Rachele". Un libro da leggere, da meditare, da comprendere al di là del fatto storico, perchè ormai, nonostante gli irriducibili dall'una e dall'altra parte, il fascismo è storia e il passato non torna se non nei libri. Grazie Signora Edda per questa testimonianza che sta ad indicare che forse se il potere fosse in mano alle donne le cose andrebbero meglio, molto meglio.

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