Politiche per la salute, in aumento donatori e trapianti: i dati del 2012

Aumentano i donatori utilizzati, i tessuti e gli organi trapiantati in Emilia-Romagna. I dati di attività della Rete regionale di donazione e trapianto confermano l’efficienza del sistema e registrano risultati al di sopra della media nazionale

Aumentano i donatori utilizzati, i tessuti e gli organi trapiantati in Emilia-Romagna. I dati di attività della Rete regionale di donazione e trapianto confermano l’efficienza del sistema e registrano risultati al di sopra della media nazionale. Nel 2012 i donatori utilizzati sono stati 110 pari a 25,3 per milione di abitanti (21,8 nel 2011; 18,9 la media nel 2012 a livello nazionale), il numero complessivo di organi prelevati è stato 315 (23 in più rispetto al 2011) e, di questi, 283 sono stati trapiantati (l’89,8%, anche in questo caso 23 in più rispetto al 2011); i tessuti trapiantati in Emilia-Romagna sono stati 4.046 (3.353 nel 2011).

Le opposizioni al prelievo sono state 25,3% (inferiori alla media nazionale, pari a 29,3%). Durante la presentazione del Rapporto sulle attività di donazione e trapianto in Emilia-Romagna (aggiornato al 31 dicembre 2012) pubblicato dal Centro riferimento trapianti dell’Emilia-Romagna (CRT-ER), l’assessore regionale alle politiche per la salute Carlo Lusenti ha evidenziato che «i dati sono buoni, tipici di un sistema storicamente solido e di qualità che, anche in una fase molto difficile come questa di risorse calanti, riesce ogni anno a migliorare i propri risultati. Resta da parte nostra l’impegno, non solo a difendere l’esistente, ma introdurre quegli elementi di innovazione che ci consentiranno di fare ulteriori passi in avanti».

Inoltre, l’assessore Lusenti ha sottolineato che «nel caso dei trapianti il principale fattore limitante non è la capacità di risposta dei servizi ma la disponibilità di organi utilizzabili. Infatti il sistema di espianto e trapianto è costruito proprio per adattarsi a tale disponibilità. Da qui l’importanza della donazione, una scelta di grande responsabilità». Lorenza Ridolfi, presidente AIRT e responsabile del Centro riferimento trapianti dell’Emilia-Romagna, ha aggiunto che «l’AIRT costituisce un sistema di integrazione interregionale (riunisce Le Regioni Piemonte, Valle d'Aosta, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia e la Provincia Autonoma di Bolzano), che ha permesso di sviluppare, attraverso programmi collaborativi, le attività di donazione e trapianto nell’area, raggiungendo i livelli delle Regioni più avanzate d’Europa».

Lusenti ha presentato inoltre una sperimentazione avviata in Emilia-Romagna per favorire la donazione di midollo osseo, il cui trapianto è molto importante per curare alcune malattie del sangue, come la leucemia. In alternativa al prelievo di sangue che viene solitamente effettuato per diventare donatori ed essere quindi iscritti nel registro mondiale, oggi in Emilia-Romagna, prima regione in Italia e tra le pochissime al mondo, viene proposta anche una modalità meno invasiva: un semplice strisciata, attuata con una piccola spatola, della mucosa orale; in questo modo vengono prelevate un po’ di cellule del donatore sulle quali si eseguono gli esami necessari.
 

Donazione e trapianto in Emilia-Romagna - i dati al 31 dicembre 2012 - Sono stati dunque 110 nel 2012 i donatori utilizzati in Emilia-Romagna, pari a 25,3 per milione di abitanti (pmp). L’età media è stata di 59,1 anni (era stata di 58,4 anni nel 2011). Il protocollo regionale per la sicurezza del donatore e la qualità degli organi donati ha consentito di utilizzare con buoni risultati donatori che solo pochi anni fa non erano considerati idonei dalla comunità internazionale (di questi, 20 i donatori di età superiore a 75 anni).
Le opposizioni al prelievo sono state il 25,3% (28,4% nel 2011, 27,1% nel 2010; 29,3% la media nazionale nel 2012). Nel 2012, le fasce di età pediatrica e tra i 25 e i 34 anni sono quelle dove le opposizioni hanno raggiunto i livelli più elevati, pur in presenza di numeri bassi, quindi statisticamente poco significativi.

Rene - Sono stati 149 i trapianti di rene (136 nel 2011) nei tre Centri di Parma (Ospedale Maggiore), Modena (Policlinico), Bologna (S. Orsola-Malpighi). Di questi 21 i trapianti da donatore vivente consanguineo o affine. Rispetto alla popolazione regionale, il numero di trapianti di rene è stato di 29,5 per milione di abitanti, sempre al di sopra della media nazionale (26,8 pmp). L’indice di trapianto (percentuale di reni impiantati rispetto a quelli prelevati in regione), che fornisce un riscontro significativo della qualità del processo di donazione e prelievo, è stato dell’85,9%.

In Emilia-Romagna è attiva la lista di attesa unica per il trapianto di rene, che assicura ogni trapianto al ricevente più compatibile con il donatore (indipendentemente dalla sede di iscrizione in lista: Bologna, Modena, Parma). Al 31 dicembre 2012 le persone in lista d’attesa erano 1.171. I tempi medi di attesa delle persone iscritte in lista sono di poco superiori ai 3 anni. La sopravvivenza dei pazienti trapiantati in Emilia-Romagna a 5 anni dal trapianto è vicina al 94% (un po’ superiore al dato nazionale, intorno al 92%). Rispetto alla prevenzione, prosegue il progetto dedicato all’insufficienza renale progressiva (PIRP): sono 13.755 le persone inserite nel registro regionale e seguite congiuntamente da nefrologi e medici di famiglia per ritardarne al massimo, se non evitare, l’entrata in dialisi.

Cuore - I trapianti di cuore eseguiti dal Centro del S. Orsola-Malpighi di Bologna sono stati 20, di cui 1 combinato con fegato (4,6 per milione di abitanti). Il dato è inferiore a quello dello scorso anno (32 trapianti nel 2011, il numero più alto in Italia) ed è in linea con un complessivo calo a livello nazionale. Diminuiscono, fortunatamente, i donatori più giovani perché diminuiscono le morti per trauma da incidente stradale; l’età media dei donatori, più elevata, ha dunque influenzato il risultato del 2012.

Il programma interregionale “Adonhers”, avviato in Emilia-Romagna e Toscana, ha l’obiettivo di ampliare il numero dei potenziali donatori di cuore e prevede lo studio dei donatori non ottimali per valutarne meglio l’idoneità, attraverso l’esecuzione di un’indagine sulla funzionalità dell’organo (eco stress farmacologico con dipiridamolo) prima della donazione. L’indice di trapianto è stato pari al 90,9%, a dimostrazione dell’efficienza del Centro trapianti nell’utilizzo degli organi provenienti anche da altre regioni. Al 31 dicembre 2012 le persone in lista d’attesa erano 53. I tempi medi di attesa per le persone in lista sono di poco superiori di 1 anno. La sopravvivenza in Emilia-Romagna a 5 anni dal trapianto è dell’82,5% (il dato per l’Italia è 75%).

Fegato - Sono stati 119 i trapianti di fegato (105 nel 2011), nei Centri di Bologna (S. Orsola-Malpighi) e Modena (Policlinico). Uno di questi trapianti è stato effettuato con la tecnica split, che permette da un donatore di effettuare trapianti su due persone. Due trapianti sono stati invece effettuati con la tecnica “domino” che consente di utilizzare il fegato di una persona affetta da una malattia metabolica, l’amiloidosi, e sottoposta a trapianto, e di trapiantarlo in un altro paziente affetto da patologie epatiche in fase terminale, consentendogli una aspettativa di vita di almeno altri venti anni. Rispetto alla popolazione regionale, il numero di trapianti è stato di 27,4 per milione di abitanti, che supera i livelli di eccellenza mondiale (tradizionalmente raggiunti dalla Spagna). L’indice di trapianto si conferma molto alto: 117,2%, a conferma dell’efficienza dei Centri trapianto regionali che utilizzano organi non trapiantati per vari motivi in altre regioni.

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In Emilia-Romagna è attiva la lista di attesa unica per il trapianto di fegato. Questo prevede l’allocazione di ogni organo donato al ricevente in condizioni più gravi, indipendentemente dalla sede di iscrizione in lista (Bologna o Modena). Al 31 dicembre 2012, le persone in lista d’attesa erano 226. I tempi medi di attesa sono di circa 2 anni. La sopravvivenza in Emilia-Romagna a 5 anni dal trapianto è superiore al 70% (paragonabile al dato italiano).

Polmone - Sono stati 3 i trapianti di polmone, 1 bipolmonare e 2 singoli, effettuati al S. Orsola-Malpighi di Bologna. Al 31 dicembre 2012 le persone in lista d’attesa erano 15. Il tempo medio di attesa è di 1 anno e mezzo circa.

Intestino – Multiviscerale - Nel 2012 non sono stati effettuati trapianti di intestino multi viscerali. I follow-up delle 50 persone che hanno ricevuto il trapianto negli anni precedenti sono in linea con i dati internazionali (Bologna è l’unico Centro nazionale attivo per questo tipo di trapianti).

Tessuti e cellule - L’attività delle banche regionali dei tessuti ha permesso di trapiantare in Emilia-Romagna 624 corrnee (476 nel 2011) e 82 sclere (membrana bianca dell'occhio, 57 nel 2011), 16  valvole cardiache (9), 79 segmenti vascolari (67), 174 trapianti di cute (157), 616 sono stati i trapianti di segmenti ossei massivi (569) e 2.253 quelli di osso lavorato (1.896), 202 (122) quelli di membrana amniotica. In Emilia-Romagna sono stati inoltre eseguiti 118 trapianti allogenici (erano stati 109 nel 2011) di cellule staminali emopoietiche (fonte delle cellule il midollo osseo, il sangue periferico o il sangue del cordone ombelicale donato dalle donne che partoriscono); sono stati inoltre eseguiti 326 trapianti di midollo osseo autologo (cellule dello stesso paziente, erano stati 384 nel 2011). Sono state raccolte e certificate dalla Banca regionale 260 unità di sangue cordonale, pronte per essere utilizzate in bambini affetti da leucemia in tutto il mondo.

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