Dolci malatestiani, successo nei forni cesenati: ecco la 'brazadela' di Andrea Malatesta

Si e' completata la gustosa collana dei dolci malatestiani, che da anni viene singolarmente realizzata dall'associazione cesenate 'I Forni malatestiani', presieduta dal panificatore Roberto Reggiani che associa sei forni cittadini

Si e' completata la gustosa collana dei dolci malatestiani, che da anni viene singolarmente realizzata dall'associazione cesenate 'I Forni malatestiani', presieduta dal panificatore Roberto Reggiani che associa sei forni cittadini, uniti in un sodalizio che promuove iniziative culturali in collaborazione con la città e il mondo scolastico. Un unicum romagnolo, quello di abbinare la creazione di prelibatezze da forno alla rivisitazione di antiche ricette che si tramandarono gli avi della nostra comunità, con passione, rigore certosino e professionalità, un contributo culturale di grande spessore alla città e alla Romagna.

“Abbiamo lanciato e sta ottenendo un ottimo gradimento di pubblico - dice Reggiani del forno Bolognese di Cesena - la “Brazadela” di Andrea Malatesta, secondo signore di Cesena, dolce malatestiano realizzato dai forni aderenti all'associazione 'I Forni malatestiani', che viene sfornato a compimento di una serie di creazioni dolciarie malatestiane ed è in vendita nei nostri forni”. Erano anni durissimi quelli di Andrea Malatesta, secondo signore di Cesena, zio di Malatesta e successore di Galeotto, dopo la terribile strage dei mercenari bretoni del 1377 che aveva ridotto la nostra città a un cumulo di miserie e di disperazione. Andrea fu un signore illuminato, non dedito solo alle imprese militari. Avviò il restauro delle mura civiche, introdusse i capitoli dell'Arte della lana per incentivare e tutelare un'importante attività manifatturiera di Cesena e a lui. si deve la realizzazione dell'odierna piazza del Popolo avvenuta nel 1401 sotto il Garampa che venne inaugurata con uno spettacolare torneo cavalleresco di gran grido con competitori provenienti da tutta la Romagna. La devozione e l'affetto di Novello, signore di Cesena, per il valente zio risulta dalle epigrafi che ritmano il pavimento della Malatestiana.

“Si spiega con questi fulgidi trascorsi – rimarca il presidente Reggiani -  la scelta del luogo della presentazione, l'odierna piazza del Popolo. Con questa iniziativa il nostro sodalizio sforna dunque la quarta prelibatezza di una serie di dolci malatestiani dedicati nell'ordine a Novello, Violante Galeotto e questa volta Andrea. Ancora una volta il giornalista e ricercatore storico Gabriele Papi ha indagato sui trascorsi di questo antico dolce correlandolo all'epoca di Andrea Malatesta, il creatore di piazza del Popolo, il luogo per eccellenza di Cesena, il suo cuore. Quella dedicata a Galeotto era una torta salata, ora siamo torniamo al classico dolce, che affonda le sue radici nel XIII secolo. Queste creazioni malatestiane, che puntano sulla genuinità dei prodotti prepararti con cura artigianale, hanno rinsaldato i nostri rapporti con la clientela e riscosso grande interesse anche da parte di persone che per l'occasione hanno cominciato a frequentare i nostri forni e siamo molto gratificati da come sia è stata recepito dalla cittadinanza il nostro messaggio fondamentale: e cioè che i prodotti genuini di forno sono l'espressione profonda della cultura di una comunità che si tramanda di generazione in generazione ricette con tutti i crismi di documenti storici su cui innestare la necessaria innovazione partendo però sempre dalla conoscenza dei capisaldi della tradizione”.

La 'brazadela' è la declinazione terminologica dialettale della ciambella. Per secoli anche in Romagna, almeno fino alla prima metà del Novecento, i rivenditori ambulanti nelle feste e nelle sagre vendevano grossi bracciatelli inanellati nei rami di una punta. Il termine 'brazadela' compare già nel XIII secolo in antichi scritti romagnoli. Ma proviamo a entrare nel segreto della ricetta utilizzata dai forni produttori. “La “Brazadela” di Andrea Malatesta – svela  Reggiani - è in pratica una ciambella col buco, i cui ingredienti sono costituiti da farina integrale, burro, uova, zucchero grezzo (ai tempi di Andrea Malatesta c'era il miele, ma si è deciso di non utilizzare questo ingrediente perché avrebbe compromesso la riuscita della ciambella), il tutto decorato con fichi. Non tutte le ciambelle riusciranno col buco, ma questa sì: perfettamente. Gustare per credere”.

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