Disturbi di personalità e pericolosità sociale: giovedì un convegno

Il seminario è il terzo appuntamento interdisciplinare di Psichiatria e Giurisprudenza che si svolge Cesena sul tema della Pericolosità Sociale

Esplorare le problematiche della valutazione della capacità di intendere e di volere e della pericolosità sociale nelle persone con Disturbi Gravi di Personalità responsabili di reati. E’ quanto si propone il seminario “Disturbi di personalità Gravi, Imputabilità e Valutazione della Pericolosità Sociale”, organizzato dal Servizio Salute Mentale Dipendenze Patologiche e Salute nelle Carceri della Regione Emilia Romagna, in collaborazione con l’Ausl di Cesena e la Camera Penale della Provincia di Forlì, per giovedì, dalle ore 15 alle 19, nell’aula magna della Scuola di Psicologia e Scienze della Formazione di Cesena (Piazzale Sanguinetti, 180).

Il seminario è il terzo appuntamento interdisciplinare di Psichiatria e Giurisprudenza che si svolge Cesena sul tema della Pericolosità Sociale. Analoghi incontri interdisciplinari erano stati organizzati infatti nel 2011 e nel 2012, contribuendo, nel segno della continuità, ad un dibattito tra esperti che coinvolge operatori dei Servizi di Salute Mentale, avvocati, Servizi Sociali e studenti di materie giuridiche, psichiatriche e criminologiche. Magistrati, avvocati ed esperti di psichiatria clinica e forense si confronteranno sulla relazione tra psicopatologia delle personalità e condizioni di non imputabilità dovute ad infermità mentale.

La sentenza della Suprema Corte di Cassazione – Sezioni Unite Penali del 8 marzo 2005, ha affermato che anche i Disturbi di Personalità Gravi, e non solo le malattie ben definite individuate dalla nosografia psichiatrica, possono comportare l’incapacità di intendere e di volere di un soggetto che abbia commesso reati. Questa determinazione, che ha superato i precedenti orientamenti giurisprudenziali, è fondata sulle acquisizioni della moderna psicopatologia. Prima fra tutte, l’inadeguatezza del concetto di malattia mentale, che è stato progressivamente sostituito da quello di Disturbo Psichico, non ancorato a rigidi modelli organicistici. Lo scenario apertosi con la predetta sentenza, richiede un adeguamento degli orientamenti pratici della Psichiatra Forense, chiamata a misurarsi con l’individuazione delle condizioni specifiche che, in concreto, possono determinare, l’incapacità di intendere nei Disturbi Gravi di Personalità.

 “Da un lato occorre impedire che i Disturbi di Personalità siano stigmatizzati e appiattiti sul tema del rischio di comportamenti violenti che sono l’eccezione e non la regola tra le persone che soffrono a causa di queste condizioni - dice Michele Sanza, Direttore del Ser.T del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’Azienda USL di Cesena, tra gli organizzatori del seminario - “dall’altra è necessario individuare nei casi concreti, quali sono i meccanismi psichici specifici che possono limitare la capacità di intendere e di volere nei Disturbi di Personalità”. “Il rigoroso esame delle funzioni psichiche poste a sostegno del corretto esame di realtà – continua Sanza - deve proteggere da rischiosi automatismi che facciano leggere i comuni meccanismi psicologici criminogeni come un disturbo psichico.”

Il tema, fonte di discussione e ricerca sia in ambito medico psichiatrico sia in ambito giuridico, ha un forte impatto sui percorsi assistenziali dei Dipartimenti di Salute Mentale cui compete la gestione terapeutica di persone non imputabili riconosciute socialmente pericolose da una sentenza del Tribunale.

Apriranno l’incontro Simona Benedetti (Assessore alle Politiche per il Benessere dei Cittadini Comune di Cesena), Andrea De Vito (Coord. Aggiornamento Ordine dei Medici FC), Franco Falcini (Direttore Generale Ausl Cesena), Mila Ferri (Responsabile Servizio Salute Mentale, Dipendenze Patologiche e Salute nelle Carceri Regione Emilia Romagna), Giovanni Piraccini (Psichiatra, Direttore DSM-DP Ausl Cesena) e Bruna Zani (Presidente Scuola di Psicologia e Scienze della Formazione Università di Bologna). La prima sessione, dedicata al tema dell’inquadramento dell’imputabilità nei disturbi di personalità grave, sarà coordinata da Giovanni Majo (Avvocato, Foro di Forlì-Cesena)  e Michele Sanza (Psichiatra, Direttore Ser.T AUSL Cesena) e vedrà gli interventi di Luisella De Cataldo Neuburger (Presidente Associazione Nazionale di Psicologia Giuridica), Fabio Madeddu (Ordinario di Psichiatria Università Bicocca – Milano), Anna Mori (Giudice di Corte di’Appello Tribunale di Bologna) e Luca Ferrini (Avvocato, Foro di Forlì-Cesena).

Nel corso della seconda sessione il dibattito, moderato da Luigi Ferrarini (Agenzia Sanitaria Regione Liguria) e Luca Ferrini, si sposterà sui percorsi assistenziale dei pazienti affetti da disturbi gravi di personalità non imputabili. Su questo tema interverranno: Anna Cilento (Responsabile Area Salute nelle Carceri Regione Emilia Romagna), Antonio Pellegrino (Psichiatra DSM Torino 2), Alessandro Trinci (Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Forlì), e Angelo Fioritti (Direttore DSM DP Bologna). L’evento è patrocinato dalla Società Italiana di Psichiatria Sezione Dipendenze Patologiche.

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