In carrozzina dall'età di 17 anni: "E' rimasto solo e rischia di essere buttato fuori di casa"

Alessandro, in carrozzina a causa di un incidente, ha perso entrambi i genitori e rischia di perdere la casa. Arriva un accorato appello dalla cugina

"Alessandro è un ragazzo tetraplegico di 53 anni affetto anche da siringomielia, in carrozzina da quando aveva 17 anni". Comincia così l'accorato appello social della cugina Elisa, che accende i riflettori su una storia che potrebbe sembrare simile a tante altre.

Alessandro ha perso il padre qualche anno fa, e circa una settimana fa si è spenta anche l'adorata mamma 79enne che si prendeva cura di lui. Ma perchè Alessandro si trova su una carrozzina? Bisogna fare un salto indietro di 36 anni. "Alessandro è sempre stato un grande appassionato di motori - racconta la cugina Elisa - aveva solo 17 anni, stava tornando a casa sulla sua amata Vespa quando per evitare un anziano in bici, che viaggiava contromano, è finito in un fosso. Da quel momento la vita di Alessandro non è stata più la stessa. "E' stato campione regionale di automodelli a scoppio radiocomandati, nel 1983 arrivò ai campionati europei, custodisce gelosamente più di 60 trofei. Dopo essere rimasto tetraplegico, ha avuto la grande gioia di conoscere di persona il suo idolo Valentino Rossi".

La vita, già difficile di Alessandro, si è ulteriormente complicata proprio in questi giorni, con la perdita della mamma. "E' rimasto solo - spiega Elisa - ha bisogno di assistenza e cure h 24, voglio sottolineare il lavoro encomiabile degli assistenti del reparto disabilità gestito dal Comune. Ma la sitauzione è veramente difficile, io faccio quel che posso, mi chiama spesso e io corro, faccio al spesa, pago le bollette, come cugina mi sento in dovere di farlo".

La situazione di Alessandro è quella di tante persone con una disabilità grave, che perdono entrambi i genitori. Secondo le statistiche Istat sono circa 40mila, è un problema complesso e delicato, che lo Stato ha deciso di affrontare con una legge,  in gergo tecnico la 112 del 2016 "assistenza in favore dei soggetti affetti da grave disabilità privi di sostegno familiare". Quella che è stata definita, da chi ha a cuore questa questione, la legge sul "Dopo di noi". Il legislatore affronta il tema prevedendo una serie di misure a favore di queste persone. In primis con l'istituzione di un fondo, che ha stanziato 184 milioni di euro in un triennio. L'obiettivo è quello di supportarli nella gestione della quotidianità, che spesso grava pesantemente sui parenti.

La legge prevede interventi di "supporto alla domiciliarità in abitazioni o gruppi-appartamento che riproducono le condizioni abitative e relazionali delle abitazioni familiari" e prevede la "permanenza temporanea dei soggetti disabili in soluzioni abitative extrafamiliari solo per fronteggiare situazioni di emergenza". Non mancano soluzioni innovative volte a creare "alloggi di tipo familiare e di co-housing che offrano ospitalità a non più di cinque persone".

La legge promuove inoltre in diversi modi la costituzione in favore del disabile, di una sorta di patrimonio “separato” per garantirgli assistenza e protezione per tutta la vita, e questo soprattutto quando queste persone si ritrovano in completa solitudine.

La storia di Alessandro è simile a tante altre ma anche drammaticamente diversa. "Alessandro rischia di essere buttato fuori dalla sua casa di Torre del Moro - la cugina Elisa non nasconde tutta la sua preoccupazione - l'abitazione in cui vive è gravata da due ipoteche con due banche diverse. Se la prima banca ha collaborato, non posso dire altrettanto per la seconda. Il credito è in sofferenza, già nel 2016 c'è stata una prima ingiunzione, ora la banca è tornata alla 'carica'. Gli interessi del mutuo sono molto alti, la mamma di Alessandro, fino alla morte di una settimana fa, faceva enormi sforzi per pagare, ora chi pagherà? Proprio la prossima settimana avrò un incontro con la banca e spero e confido nel loro buonsenso". 

Una prospettiva davvero drammatica per il 53enne, con già alle spalle un vissuto complicato. "Se qualcuno prova solo ad accennargli che dovrà cambiare casa, urla che si ammazzerà, in quella casa ha tutti i suoi ricordi". Oltre al trauma psicologico, bisogna considerare che nella sua casa Alessandro ha l'attrezzatura di cui ha bisogno una persona con la sua grave disabilità. In un momento così cruciale per la vita del 53enne, in cui la cugina Claudia spera che la banca "si metta una mano sulla coscienza", proprio lei ha voluto, tramite Facebook, lanciare una raccolta fondi. https://www.facebook.com/donate/2370011096383579/2704575676249635/

"E' stato un modo per denunciare la drammaticità della situazione".  Per chi volesse aiutare Alessandro in questo frangente così delicato è disponibile anche un'iban di un conto aperto sempre da Elisa che sta facendo di tutto per lui: IT64G3608105138290026590033, a cui poter effettuare una donazione. "Qualunque aiuto può essere importante perché le spese sono tantissime e l'aiuto del Comune e di noi parenti non basta più".

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