Dipendente di Soilmec morto in un cantiere in Turchia, aperta un'inchiesta

Soilmec, colosso dell'edilizia, con cantieri in tutto il mondo, è un'azienda fiore all'occhiello del territorio cesenate, all'avanguardia anche per le precauzioni e la sicurezza sul lavoro

Foto di repertorio

E' stato aperto un fascicolo d'indagine, in Procura a Forlì, sulla morte di Marino Iannello, il 46 anni  dipendente di Soilmec morto in un grave incidente sul lavoro a Istanbul, in Turchia. L'addetto, nel cantiere che Soilmec ha tuttora aperto nella megalopoli turca per la realizzazione del nuovo porto di Galata, è morto durante un'operazione con un macchinario, anche se l'esatta dinamica su quanto successo è tuttora da capire. E proprio per gettare luce sulla dinamica e le eventuali responsabilità è stata avviata l'indagine a Forlì, che è la sede giudiziaria di competenza sia per l'azienda che impiegava il lavoratore, sia come residenza del deceduto stesso e della sua famiglia, che vive nel Forlivese.

Il corpo dell'operaio edile è rientrata in Italia e giunta al cimitero di Forlì è stata bloccata, a disposizione dell'autorità giudiziaria che dovrà valutare gli esami da operare. Il decesso sarebbe datato a giovedì 23 febbraio, quindi ormai più di una quindicina di giorni fa. Il corpo dopo essere stato liberato dalla polizia turca sarà quindi esaminato anche dalle autorità italiane, per poi consegnarlo il più rapidamente possibile alla famiglia, prostrata da questa tragedia. Sul caso, in assenza di una dinamica chiara, i sindacati di categoria e le Rsu non si sono ancora espressi: “Siamo in attesa di un incontro di quelli già calendarizzati con l'azienda per capire esattamente che cosa è successo”, spiegava Roberto Ferrari del sindacato della categoria dei metalmeccanici Uilm-Uil

Soilmec, colosso dell'edilizia, con cantieri in tutto il mondo, è un'azienda fiore all'occhiello del territorio cesenate, all'avanguardia anche per le precauzioni e la sicurezza sul lavoro, a detta anche di coloro che sulla sicurezza non transigono mai in nessun caso, come i sindacati. La nuova indagine, quindi, permetterà di capire se c'è stato qualcosa che non ha funzionato nella rete di salvaguardia del lavoratore o se si è trattato di un errore umano fatale. I colleghi, molto colpiti da questo decesso, hanno avviato una colletta per la famiglia del deceduto, che ha già permesso di mettere assieme migliaia di euro.

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