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"Le basi per una rete oncologica integrata": ecco il Dipartimento Testa-Collo dell'Ausl Romagna

"L’avvento della Azienda Unica Romagna, - spiega Claudio Vicini, direttore del Dipartimento - pone le premesse per la realizzazione di una vera e propria rete integrata oncologica"

Oltre duecento partecipanti alla presentazione del Dipartimento Testa-Collo dell'Ausl Romagna avvenuta sabato al Technogym Village di Cesena. Il convegno, corganizzato dall’Ausl Romagna ed Irst di Meldola, con la collaborazione dall’Università degli Studi dell’Insubria di Varese, ha illustrato gli aspetti più innovativi della moderna oncologia testa-collo. “L’avvento della Azienda Unica Romagna, - spiega Claudio Vicini, direttore del Dipartimento - pone le premesse per la realizzazione di una vera e propria rete integrata oncologica, che presuppone una salda base metodologica di interdisciplinarietà e le trasferisce su concreti modelli organizzativi di differenti livelli di complessità a seconda della importanza della patologia trattata. L’intento e’ di confrontarsi per una giornata sul tema della diagnosi e terapia integrata dei tumori del distretto cefalico. Il titolo cerca di riassumere in una frase (dalla terapia massima tollerata alla minima efficace) la rivoluzione “copernicana” nella cura di molti tumori,inclusi quelli del capo-collo". Un Dipartimento che si presenta come una rete integrata di professionisti fortemente motivati, che dovrà occuparsi di problemi oncologici del distretto cefalico per oltre un milione di persone, non solo in Romagna, ma anche  tutti pazienti che afferiranno agli ospedali della Romagna da altre Regioni.

E al convegno erano presenti tantissimi giovani specializzandi provenienti da Oriente ed Occidente, a Forlì per apprendere dal vivo le tecniche chirurgiche del professor Vicini. Come il giovane dottor Muath Al Rawashden, specializzando in otorinolaringoiatria, che viene dall’Università della Giordania per apprendere nel nosocomio forlivese tutte le tecniche relative alla cura del testa-collo, o il dottor Mohamed Salah, direttamente dall’Università dell’Egitto in fellowship a Forlì per due anni. Oppure il dottor Yng Shou Hsu che da Taiwan è arrivato per imparare dal professor Vicini la tecnica di trattamento con il robot per Osas per la sleep endoscopy. In questi giorni si stanno formando nelle sale operatorie e nelle corsie del dipartimento anche molti giovani medici provenienti da diversi ospedali italiani, dal dottor Giovanni Cammaroto, che arriva da Messina per apprendere le tecniche di chirurgia robotica alla dottoressa Giulia Marciante, specializzanda in Orl che proviene dall’ospedale San Paolo di Milano per osservare il percorso chirurgico forlivese.

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