Unione Valle Savio, Rai al buio: verso una risoluzione del problema

A suggerirlo è il parlamentare Enzo Lattuca in una lettera inviata lunedì ai sindaci dei sei Comuni per aggiornarli

Potrebbe passare dall’erogazione in forma gratuita del servizio Tv Sat, la prima, parziale soluzione all’annoso problema della cattiva ricezione del segnale Rai in ampie zone dell’Unione dei Comuni della Valle del Savio. A suggerirlo è il parlamentare Enzo Lattuca in una lettera inviata lunedì ai sindaci dei sei Comuni per aggiornarli. “Sono a me ben note - scrive il deputato dem - le diverse sollecitazioni che in più occasioni avete attivato e che in questi anni abbiamo cercato di portare all’attenzione del Ministero dello Sviluppo Economico e della Rai stessa, attraverso diversi atti di sindacato ispettivo ed uno specifico incontro con il Sottosegretario con delega alle Telecomunicazioni, Antonello Giacomelli, a cui parteciparono i sindaci Baccini e Rossi. A distanza di anni dal passaggio al digitale terreste e dalla conclusione della fase di transizione dal sistema via etere a quello del digitale terrestre, si sono registrate ripetute problematiche di ricezione nei territori dei Comuni della Valle del Savio, a cui hanno fatto seguito ripetute e pronte sollecitazioni da parte delle vostre Amministrazioni comunali per denunciare il cattivo servizio erogato dalla televisione pubblica, a fronte del puntuale pagamento del canone da parte degli utenti abbonati".

Ora, però, il parlamentare cesenate intravvede un barlume di speranza nello schema del nuovo Contratto di Servizio, approvato nelle scorse settimane dal Cda della Rai. Tale documento definisce, in una trentina di pagine, gli obblighi della tv pubblica, per i prossimi cinque anni e l’Onorevole Lattuca si sofferma in particolare sull’articolo 18, dedicato alla “Neutralità Tecnologica”, e più precisamente su quanto riportato dai commi 3 e 4. Qui, da un lato, si specifica che la Rai è tenuta a perseguire la qualità tecnica audiovisiva “valorizzando su ciascuna piattaforma tecnologica le specifiche potenzialità di evoluzione degli standard tecnici”, e dall’altro si dice che, per assicurare una copertura integrale, la Rai è tenuta ad adottare “le più idonee modalità di criptaggio al fine di garantire in forma gratuita l’accesso all’intera programmazione trasmessa in simulcast via satellite".

"Sono consapevole - osserva Lattuca - che quanto sopra esposto non rappresenti la soluzione auspicata, realizzabile solo attraverso la disponibilità di Rai Way ad investire su nuovi impianti di trasmissione. Ritengo, in ogni caso, importante attivarsi per valutare l’opportunità offerta, che potrebbe concretizzarsi nell’erogazione in forma gratuita del servizio Tv Sat per tutti i cittadini che stanno continuando a riscontrare problemi nella ricezione dei canali del digitale terrestre". La proposta avanzata dal parlamentare cesenate è stata accolta con favore dagli Amministratori dell’Unione, vale a dire i sindaci Paolo Lucchi di Cesena, Marco Baccini di Bagno di Romagna, Monica Rossi di Mercato Saraceno, Fabio Molari di Montiano, Enrico Salvi di Verghereto e il Vicesindaco di Sarsina  Gianluca Suzzi.

"Attraverso un continuo lavoro di sollecitazione e coordinamento - dichiarano congiuntamente i sei amministratori -, grazie alla collaborazione del deputato Lattuca, ci stiamo avvicinando in modo sempre più concreto al risultato previsto. Auspichiamo che il prossimo incontro con i vertici Rai possa rappresentare il momento della svolta definitiva per il nostro territorio, con il sigillo di un accordo di programma che detti tempi e modalità di intervento per raggiungere l'obiettivo della copertura totale del segnale".

"Il problema della ricezione del segnale Rai - ricordano gli amministratori dell’Unione - è oggetto di costante attenzione e lavoro. Quello che ci preme è raggiungere l'obiettivo della completa copertura del segnale nel territorio dei nostri Comuni per fornire alle nostre comunità una buone ricezione dei canali pubblici. La questione non è solo di connessione dei cittadini alle reti televisive, ma anche di giustizia e uguaglianza sociale, posto che ogni cittadino dell'Unione paga il canone Rai così come i residenti nei maggiori centri urbani e, pertanto, deve aver diritto ad un servizio quanto meno uguale a quello del resto della popolazione".

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