Cronaca

Difesa Sociale in piazza: "No alla svendita di immobili comunali"

Il comitato: ""Tra le dismissioni ci sono ben 16 alloggi popolari, nonostante in città ci siano più di un centinaio di famiglie in attesa di sfratto"

Il Comitato di Difesa Sociale di Cesena invita i cittadini al presidio a difesa dei beni comuni e dei diritti, mercoledì 14 novembre, in concomitanza con lo sciopero indetto dai sindacati di Spagna, Portogallo e Grecia, presso il banchetto usuale di Galleria Urtoller, di fronte al Palazzo del Capitano, per dare lettura alle proposte in difesa dei territori. Il presidio avviene a ridosso del Consiglio Comunale di Cesena del 15 novembre, dove verrà proposta la delibera conclusiva relativa al Piano di Alienazioni 2012: “Si tratta della svendita di beni immobiliari ed aree verdi comunali socialmente indispensabili” scrive il comitato.

Il Comitato di Difesa Sociale ha più volte denunciato l’imminente dismissione di tutte le proprietà comunali. “Questa – si legge in una nota - è una delle ultime svendite che avvengono per consentire al Comune di fare cassa. Le dismissioni future andranno a copertura del debito monetario e dei buchi delle banche, non ai Comuni”.

“Tra le dismissioni, - spiegano - ci sono ben 16 alloggi popolari di Edilizia Residenziale Pubblica (già tenuti ingiustificatamente vuoti e inutilizzati da tempo), nonostante in città ci siano più di un centinaio di famiglie in attesa di sfratto e una lista d'attesa di oltre 500 famiglie richiedenti una casa popolare”.

Tre le proposte del comitato. “I lavoratori e le altre vittime della “crisi” si uniscano per invertire la rotta delle dismissioni e privatizzazioni di servizi e beni comunali. Le autorità locali abbiano il coraggio di denunciare i trattati europei Fiscal Compact e Mes che attribuiscono qualità permanente e progressiva allo svuotamento delle casse pubbliche e ai tagli ai trasferimenti di fondi ai Comuni. Infine che vengano studiate le soluzioni già praticate in altri paesi, con le quali le autorità statali e locali mantengono, anche in condizioni di crisi, le loro possibilità di spesa”.

“Sbagliano – conclude il comitato - coloro che, anche a Cesena, invocano semplicemente una revisione della spesa comunale, perchè costoro vogliono ignorare il carattere permanente e progressivo dei tagli, dettati dal grande capitale che presidia gli organi europei. Ignorano anche che il debito di eurozona si riproduce comunque. Accettare di tagliare rimescolando le voci di spesa è politica di brevissimo respiro che non ci salverà dalle imposizioni esterne del Fondo Monetario Internazionale e della Commissione Europea. Chi accetta i tagli alla spesa, ignora che ogni decurtazione oggi è un disoccupato in più domani. Solo la spesa pubblica di stato e comuni può agire contro la crisi.
 

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