Per usare spazi e sale pubbliche bisogna ripudiare il fascismo: approvata la delibera

A stabilirlo una delibera appena approvata dalla Giunta Comunale di Cesena che, in questo modo, fa un ulteriore passo nella direzione indicata lo scorso anno dal Consiglio comunale

D’ora in poi, chiunque richiede l’occupazione di spazi e aree pubbliche o l’utilizzo di sale di proprietà comunale dovrà presentare, insieme alla domanda, una dichiarazione in cui esprime la sua adesione ai principi della Costituzione italiana e ripudia esplicitamente il fascismo e il nazismo. A stabilirlo una delibera appena approvata dalla Giunta Comunale di Cesena che, in questo modo, fa un ulteriore passo nella direzione indicata lo scorso anno dal Consiglio comunale con due ordini del giorno (il primo, approvato nel luglio 2017, relativo all’introduzione del reato di propaganda fascista, il secondo, del settembre 2017, teso a garantire sul territorio comunale – attraverso l’adeguamento degli strumenti regolamentari – il rispetto dei principi di integrazione, antifascismo, tolleranza e democraticità). Da questi atti era scaturita, nel novembre 2017, la modifica del Codice di Convivenza civile, con l’introduzione dell’articolo 23 bis, con il quale si è indicato che “ogni attività politica e/o propagandistica svolta nei luoghi pubblici dovrà essere riconducibile ai valori costituzionali” e si è vietato nei luoghi pubblici  attività lesive dei principi della Carta e contrassegnate da "comportamenti fascisti, razzisti, sessisti o discriminatori dell’orientamento sessuale".

"Abbiamo assunto questa nuova delibera - spiega il sindaco Paolo Lucchi - per garantire ancora meglio il rispetto dei valori costituzionali, che sono alla base della nostra comunità  e in cui crediamo fermamente. Le modifiche al Codice di Convivenza civile ci hanno messo nelle condizioni di intervenire nei casi in cui si verifichino comportamenti contrari a quei valori, ma non ci hanno fornito strumenti per prevenirli. Proprio per questo abbiamo deciso di individuare ulteriori modalità, anche sulla scorta di quanto accaduto in altre città italiane. La richiesta che facciamo è molto semplice: chi intende promuovere iniziative in aree pubbliche o in una sala comunale dovrà sottoscrivere un documento in cui dichiara di riconoscersi nei principi e nelle norme della Costituzione e, quindi, di ripudiare il fascismo e il nazismo; di non professare e non fare propaganda di ideologie neofasciste e neonaziste, di non perseguire finalità antidemocratiche, esaltando, propagandando, minacciando o usando la violenza come metodo di lotta politica o propugnando la soppressione di libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la Costituzione stessa; di non compiere manifestazioni esteriori inneggianti alle ideologie fascista o nazista. Non ci sembra una richiesta disdicevole o nociva per la libertà di nessuno: in fin dei conti chiediamo solo il rispetto della Costituzione, che è un impegno a cui sono tenuti tutti gli italiani. Non a caso, lo stesso Consiglio di Stato ha di recente validato questo tipo di iniziativa dichiarando che la richiesta di ripudiare l’ideologia fascista non può essere considerata lesiva per la libertà di pensiero e di associazione, dal momento che ‘se tale libertà si spingesse fino a fare propri principi riconducibili all’ideologia fascista sarebbe automaticamente e palesemente in contrasto con l’obbligo e l’impegno al rispetto della Costituzione italiana’".

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