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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Salute, analogie fra il ragionamento medico ed i modelli investigativi

Si è discusso di diagnostiche mediche alla conviviale del Rotary Club Cesena, presieduto da Domenico Scarpellini, tenutasi la scorsa settimana al ristorate “Le scuderie”

Si è discusso di diagnostiche mediche alla conviviale del Rotary Club Cesena, presieduto da Domenico Scarpellini, tenutasi la scorsa settimana al ristorate “Le scuderie”. “Le analogie fra metodo clinico e scienza dell’investigazione, fra grandi clinici e grandi detective nonché i richiami incrociati fra medico e detective, fra crimine e malattia - ha spiegato il professor Claudio Rapezzi, direttore responsabile del reparto Cardiologia dell’Ospedale S. Orsola-Malpighi di Bologna intervenuto alla conviviale - sono abbondantemente presenti nella letteratura, nel cinema e nella televisione".

"Sia il medico sia il detective hanno, come finalità principale del loro agire, l’identificazione del colpevole di una situazione abnorme e pericolosa, la diagnosi della malattia da un lato e l’identificazione del criminale dall’altro - ha aggiunto -. Per arrivare a ciò entrambi debbono, inoltre, reperire, archiviare e gestire una notevole quantità di informazioni sia tecnico-scientifiche, sia di cultura generale”. Gli aspetti comuni alle due discipline sono numerosissimi.

"Se il medico è colui che indagando i segni del male cerca di scoprirne la causa e di ripristinare l’originario stato di benessere – ha detto Rapezzi - l’investigatore individua, isola e distrugge il criminale, cioè quella sorta di vero e proprio agente patogeno dell’ordinata convivenza civile in grado di minare l’ordine costituito e la certezza nei poteri di controllo dello stato. Se c’è una singola particolarità che caratterizza il clinico maturo è la sua capacità, una volta formulato un orientamento diagnostico, di percepire le eventuali discrepanze fra i singoli rilievi clinici e strumentali, valorizzando non solo ciò che c’è ma anche ciò che manca e quindi di ripartire correggendo l’errore".

"Per lui - ha concluso - la clinica non è, all’interno dell’iter diagnostico, semplicemente ciò che attiene all’anamnesi e all’esame obiettivo, bensì la capacità di stabilire collegamenti trasversali fra i singoli esami e i vari rilievi semeiologici per ricercare congruenze e incongruenze”.

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