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Pasticcio delle detrazioni Tasi, Confcommercio: "Contribuenti cornuti e mazziati"

"Il pasticcio della restituzione dei soldi ai contribuenti per le detrazioni sulla Tasi non richieste per la complessità della presentazione della denuncia Isee è stata la cartina di tornasole di un assetto impositivo"

“Il pasticcio della restituzione dei soldi ai contribuenti per le detrazioni sulla Tasi non richieste per la complessità della presentazione della denuncia Isee è stata la cartina di tornasole di un assetto impositivo che, come Confcommercio rimarca da sempre, penalizza doppiamente i malcapitati contribuenti”: lo rileva Corrado Augusto Patrignani, presidente Confcommercio cesenate, sulla questione scottante della gestione delle detrazioni Tasi a Cesena.

La metà dei contribuenti, infatti, ha rinunciato alla richiesta delle detrazioni per la lunga burocrazia per ottenere la certificazione Isee e pagherà quindi la tassa intera. Dice Patrignani: “Da una parte la penalizzazione maggiore riguarda il peso insostenibile della tassazione, con l'aliquota Imu al massimo, e una serie di tasse a contorno che penalizzano i contribuenti imprenditori e cittadini, i quali si sono visti quest'anno incrementare l'addizionale Irpe e una Tasi che a conti fatti, sostituisce inasprendola la vecchia Imu.”

“Mentre il Governo Renzi a livello centrale riduce le tasse anche alle imprese con la legge di stabilità, a livello locale si marcia in senso opposto. La contraddizione è enorme. Dall'altra parte, la penalizzazione riguarda anche il modo di far pagare le tasse con il cittadino trattato da suddito e costretto addirittura a portare la posizione del proprio conto corrente per il pagamento di una tassa. Ora, francamente, non si capisce neppure bene come mai potrà avvenire questa fantomatica restituzione del danaro non fruito (da più della metà degli aventi diritto su un fondo di oltre tre milioni!) e come potrà essere calcolato con esattezza l'importo spettante a ciascuno. L'impressione è quella di una uscita populista e demagogica dopo che l'amministrazione si è resa conto del pasticcio combinato, unico comune dell'Emilia-Romagna ad aver adottato questo sistema di pagamento della Tasi”.

Conclude Patrignani: “La morale che si deve ricavare da questa vicenda? La prima è che si deve tassare di meno. Bastava mettere una Tasi più bassa che non sarebbero rimasti tanti soldi messi a disposizione di detrazioni complessissime da usufruire. In secondo luogo che si deve far pagare le tasse ai cittadini senza farli impazzire. La buona politica parte da qui. Il bilancio preventivo 2015 del comune di Cesena e degli altri Comuni comprensorio è dietro l'angolo. L'amministrazione dimostri di aver capito la lezione: abbassi l'Imu per le imprese produttive, azzeri l'odiosa tassa di occupazione pubblica e di soggiorno, reimposti la Tasi che, stando a quel che si apprende, potrebbe addirittura sparire sin dal 2015. Se così fosse, i cesenati si ritroverebbero cornuti e mazziati, dopo il pasticcio delle detrazioni non fruite”.

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