La depressione post-partum in poesia, Chiara Dall'Ara: "Non bisogna vergognarsene"

Questa poesia, dal titolo "Interezza" fa parte del libro "Racconti di straordinaria quotidianità" scritto dalla cesenate Chiara Dall'Ara che sabato sarà premiata

"D’improvviso si presenta il ritorno in forma di precipizio. Rotolo giù. Mi schianto mi frantumo. Frammenti di spine e lacrime lacerano l’anima. Riposo un po', distaccata da tutto, incapace di ricompormi per tornare su. Rivedo lei inerme, piccolo essere risiede nel cuore, fra le pieghe di un infinito dolore. Mi ridesto dalle ceneri, invocando la fenice salvatrice insita in me. Risalgo in cima, carica del fardello gravoso, di nuovo lassù a guardare l’inesauribile Contenuto nella dolcezza dei monti". 

Questa poesia, dal titolo "Interezza" (di cui abbiamo riportato solo un passo) fa parte del libro "Racconti di straordinaria quotidianità" scritto dalla cesenate Chiara Dall'Ara che sabato sarà premiata all'Hotel Assinos di Giardini Naxos (Messina) per il Concorso Letterario dedicato a Filippo Maria Tripolone (XVI° edizione). Il tema del concorso era la depressione, malattia per la quale il giovane nel 1995 ha perso la vita. Chiara è dal 2015 che riceve riconoscimenti a questo concorso: nel 2015 con il libro edito “Essenze di giorni sognanti” (Casa Editrice Senso Inverso di Ravenna): segnalazione di merito; nel 2016 con il diario inedito “Un cammino di rinascita”: terzo posto sezione inediti; e quest'anno col libro edito “Racconti di straordinaria quotidianità (Casa Editrice Il Ponte Vecchio di Cesena): menzione di onore. 

Il libro parla di lei, dagli anni dell’infanzia e dell’adolescenza nella sua amata Valdoca, alla maturità, rappresentata dalla maternità vissuta in modo drammatico. Chiara, infatti, dopo aver avuto una gravidanza difficile, ha sofferto di depressione post partum. La poesia di cui abbiamo riportato un brano racconta proprio il suo umore altalenante, la sua instabilità e il suo immenso dolore davanti a quel frugoletto di pochi mesi che chiedeva solo di essere amato mentre lei si sentiva impotente e senza volontà.

"Non bisogna vergognarsi di questa malattia - spiega Chiara - anzi, bisogna parlarne con gli amici giusti, quelli che ti ascoltano e non ti giudicano. E prima di tutto bisogna farsi aiutare da medici esperti, perché è una patologia che non va sottovalutata. I consigli che mi sento di dare a chi sta vivendo una situazione simile a quella che ho vissuto io è di uscire, camminare, cercare di muoversi anche quando, lo so bene, verrebbe solo da dormire. E' importante sapere di non essere sole. Tante altre donne soffrono di questo problema e fa molto bene anche leggere di esperienze simili sia per conoscere più a fondo il problema che per condividerlo, alleviare un po' il peso. Io, per esempio, lessi il libro "E poi venne la pioggia" di Brooke Schields, un'attrice che anche lei a sofferto di depressione post partum, e mi ricordo che mi fece sentire un po' meglio". Chiara non ha smesso di scrivere. La sua passione, scoperta proprio durante la depressione, l'aiuta a sentirsi carica e a volere bene a lei e agli altri che le stanno a fianco. Ora sta lavorando a un nuovo libro, edito sempre dal Ponte Vecchio, sulla Cesena di una volta. Un libro scritto insieme a un altro autore che, come lei, è dovuto andare via da Cesena per lavoro ma che ama in modo viscerale la sua città. Non ci resta che aspettare. 

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