Demografia in provincia, saldo naturale negativo: popolazione stabile per i flussi migratori

Con riferimento alla provincia di Forlì-Cesena, al 31 dicembre 2019 la popolazione residente totale è pari a 394.833 persone, in aumento rispetto al 31/12/2018 (+0,2 per mille)

I dati, riferiti al 2019, riportano, nel territorio Romagna, residenti stabili per effetto dei movimenti migratori in entrata (sia nazionali sia esteri), età media superiore a quella nazionale, saldo naturale negativo e incidenza della popolazione anziana (e relativo carico sociale) in aumento. La Camera di commercio della Romagna, all’interno dell’Osservatorio Economico, monitora le dinamiche e le caratteristiche strutturali della popolazione con riferimento ai territori di sua competenza (province di Forlì-Cesena e di Rimini).

 Dinamica e struttura demografica in provincia di Forlì-Cesena

Con riferimento alla provincia di Forlì-Cesena, al 31 dicembre 2019 la popolazione residente totale è pari a 394.833 persone, in aumento rispetto al 31/12/2018 (+0,2 per mille) (+0,9 per mille Emilia-Romagna, -3,1 per mille Italia). La dinamica del 2019 mostra un saldo naturale (differenza tra nati e deceduti) negativo di 1.806 unità, conseguente ad un indice di natalità (6,6 nati vivi ogni 1.000 residenti) inferiore a quello di mortalità (11,1); il saldo migratorio risulta positivo (+1.870, differenza tra iscritti e cancellati, comprensivo anche dei movimenti anagrafici) e tale da recuperare il deficit naturale. Il tasso migratorio netto (saldo migratorio per 1.000 abitanti, comprende il movimento migratorio di stranieri e italiani, N.d.R.) appare positivo (pari a 7,3 immigrati netti per 1.000 abitanti).

La densità demografica provinciale è pari a 166 abitanti per chilometro quadrato, inferiore al dato medio regionale (199) e nazionale (199). Strutturalmente la popolazione si concentra per il 54,5% nei grandi centri urbani (Comune di Forlì e di Cesena); Il comprensorio più popoloso risulta quello di Cesena con 209.286 residenti (il 53,0% del totale provinciale) e 187 abitanti per kmq; il Comune con maggiore densità è quello di Gambettola (1.379 abitanti per kmq).

Al 31/12/2019 gli stranieri residenti nel territorio di Forlì-Cesena risultano 44.205 (+2,4% nei 12 mesi), pari all’11,2% della popolazione totale, incidenza inferiore a quella regionale (12,5%), ma superiore al dato nazionale (8,8%). Nel corso del 2019 si sono verificate 5.596 iscrizioni all’Anagrafe (per nascita, trasferimento da altri comuni, dall’estero e altri motivi) e 4.571 cancellazioni (di cui 800 per acquisizione della cittadinanza italiana). I principali Paesi di provenienza dei residenti non italiani sono: Romania (con il 18,2% dei residenti stranieri), Albania (15,1%), Marocco (13,0%), Cina (8,0%) e Ucraina (4,8%).

Incrociando i dati del bilancio demografico della popolazione residente con quelli della straniera residente emerge che, nel corso del 2019, 474 cittadini italiani si sono cancellati dall’Anagrafe per destinazioni estere, mentre 404 sono rientrati dal’estero. Tali dati non tengono ovviamente in considerazione dei trasferimenti temporanei e di quei movimenti da e per l’estero senza cambio di residenza, tuttavia sono un efficace indicatore circa il movimento da e per altri Paesi da parte di cittadini non stranieri residenti in provincia.

I principali indicatori demografici evidenziano le caratteristiche strutturali della popolazione del territorio in esame al 31/12/2019 e ne completano l’analisi demografica. La componente femminile della popolazione residente in provincia è leggermente prevalente rispetto a quella maschile (tasso di mascolinità pari a 95,0). La popolazione anziana (da 65 anni in poi) costituisce il 24,5% di quella totale e gli over 60 superano gli under 30 (rapporto 1,1); l’indice di vecchiaia (rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione di 0-14 anni) è pari a 189,1 (in aumento), superiore al dato regionale (186,4) e nazionale (178,4). L’età media è pari a 46 anni, superiore al dato nazionale (45,2) e in linea con quella regionale (45,9).

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Nel territorio in esame, il totale della popolazione in età non attiva (quindi per definizione da 0 a 14 anni e da 65 anni in poi) costituisce il 59,8% di quella in età attiva (indice di dipendenza) e al suo interno è prevalente la componente anziana; l’indicatore si presenta superiore al dato medio regionale (58,8%) e nazionale (56,6%). Ancora più evidente è lo squilibrio all’interno della popolazione in età attiva (indice di struttura e indice di ricambio): infatti, le persone da 40 a 64 anni sono il 53% in più rispetto ai residenti da 15 a 39 anni e quelle con età compresa fra i 60 e i 64 anni (potenzialmente in uscita dal mercato del lavoro) sono il 43% in più rispetto a quelle di età compresa tra i 15 e i 19 anni (potenzialmente in entrata nel mercato del lavoro).

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