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E45, la rabbia dei sindaci: "Dal Governo decisione inspiegabile"

"Ad ormai 80 giorni dalla chiusura dell’E45, sono 75 le imprese e 13 i lavoratori (per un danno dichiarato ben oltre il milione di euro) che hanno segnalato i propri disagi", evidenziano i sindaci

"La notizia del mancato riconoscimento dell’emergenza nazionale da parte del Governo, per quanto è accaduto dopo la chiusura del viadotto Puleto dell’E45, ci rammarica fortemente". E' quanto affermano Marco Baccini, sindaco di Sindaco di Romagna, Paolo Lucchi, sindaco di Cesena, Monica Rossi, sindaco di Mercato Saraceno, Fabio Molari, sindaco di Montiano, Enrico Salvi, sindaco di Verghereto, ed Enrico Cangini, sindaco di Sarsina

"Noi tutti, che abbiamo sotto gli occhi quel che è capitato - gravi disagi economici e personali per tanti cittadini, veri e propri stati di crisi per tante imprese -, non riusciamo infatti a comprendere questo diniego - evidenziano i sindaci -. Non si comprendono poi le motivazioni comunicate ai presidenti delle Regioni Emilia-Romagna, Toscana e Umbria in una lettera della Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento nazionale di Protezione civile. Nel nostro caso, infatti, non si sarebbe in presenza di una situazione “imprevista e imponderabile”, perché i problemi sollevati dovrebbero essere risolti “in via ordinaria” dagli enti competenti. Quanto poi all’assistenza alla popolazione, si tratterebbe di attività “limitate” e quindi, anche in questo caso, da attuare “in via ordinaria”, così come sulle misure di sostegno alle attività economiche, che “non possono essere ricomprese nelle categorie di intervento” previste nelle norme di riferimento".

"La sintesi è che nulla è successo - tuonano gli amministratori -. Non è successo nulla di grave, tutto è normale o quasi e risolvibile in quattro e quattr’otto; quanto hanno vissuto le famiglie e gli studenti e stanno ancora vivendo imprese e lavoratori - di Cesena, Mercato Saraceno, Bagno di Romagna, Verghereto, Roncofreddo e Sogliano al Rubicone, Sant’Agata Feltria e Sarsina  – non è sufficientemente grave per avere l’attenzione e le risorse da parte del Governo. Tutto questo non ci può trovare concordi. A smentire la nota, bastano i dati, perché noi siamo abituati a far riferimento a quelli, con concretezza e pragmatismo. E le cifre sono impietose".

"Ad ormai 80 giorni dalla chiusura dell’E45, sono 75 le imprese e 13 i lavoratori (per un danno dichiarato ben oltre il milione di euro) che hanno segnalato i propri disagi e che ci lanciano da settimane una richiesta d’aiuto - viene rimarcato -. Ed Unioncamere ha valutato in 5 milioni il danno per l’autotrasporto, in 700.000 euro al mese per il turismo, in milioni quelli per i cittadini. Per questo sappiamo che, purtroppo, la situazione è destinata a peggiorare, inevitabilmente, poiché nessuno sa quando riaprirà la strada e quando cesseranno gli effetti di una chiusura che dal punto di vista dell’immagine ci ha isolati dall’Italia. Ovviamente non possiamo far finta di nulla, noi amministratori locali abbiamo la responsabilità di dare risposte agli occhi e agli sguardi dei tanti che da soli non ce la farebbero mai a riacquistare quella serenità che la chiusura dell’E45 ha tolto".

"A questo punto il Tavolo di Emergenza per l’E45 convocato sabato 13 aprile a Bagno di Romagna, diventa ancor più importante - sottolineano i sindaci -. Sarà lì, in Piazza Martiri, che assieme a sindacati ed associazioni d’impresa, confermeremo ai nostri cittadini e imprenditori che non li lasceremo soli e che non ci arrenderemo neppure di fronte a questa incomprensibile decisione della Presidenza del Consiglio dei Ministri. E ci auguriamo che i Ministri invitati ed i parlamentari del nostro territorio, vogliano venirci a spiegare il senso di una decisione inspiegabile e si attivino per dare nuove prospettive: il microfono sarà aperto per loro e per tutti i cittadini e gli imprenditori che in questi mesi stanno vivendo nell’incubo causato dalla chiusura dell’E45 e che non accettano l’invito del Governo ad arrenderci". 

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