Fo spiega Picasso: "Distruggere quello che la tv ha creato"

Il Premio Nobel Dario Fo porterà in scena a Forlì, al Teatro Fabbri, una commedia in anteprima incentrata su Picasso. "Non possiamo più limitarci ad appendere i quadri ai muri"

ph Alessandro Mazza

“La pittura è anche satira politica. E' un atteggiamento molto più difficile da avere. Per questo pittura e teatro si sono mossi assieme”. A sostenerlo è il Premio Nobel Dario Fo che a breve debutterà a Forlì, al Teatro Fabbri venerdì 31 agosto (ore 21, ingresso gratuito) con una commedia in anteprima incentrata su Picasso. Non l'artista che si legge nei libri di testo ma... “un Picasso senza la reverenza al Maestro per estrapolarne gli aspetti umani.Direttamente e indirettamente ne sono stato allievo”. E non mancheranno le sorprese, insomma Fo assicura: “Non sarà un monologo di chiacchiere e noia”.

La prima chicca della commedia è la riproposizione delle opere del pittore che “saranno messe a fuoco” e proiettate in sala. Fo le spiegherà per far apprezzare allo spettatore una nuova concezione dell'arte e dello spettacolo che trova nel premio Nobel un perfetto portabandiera.
“Bisogna cambiare registro – ha aggiunto – non possiamo più limitarci ad appendere i quadri ai muri; bisogna ricominciare daccapo e avere il coraggio di distruggere quello che la tv ha creato”.



Fo ha ricevuto la stampa nella sua abitazione di Sala dove ha ripercorso la sua vita in Romagna. Sono figlio di ferrovieri, io e mio fratello siamo arrivati qui quando avevo cinque anni. Poi, dopo la guerra, ho iniziato a fare l'attore e il mio primo premio l'ho vinto proprio a Cesena. Erano anni in cui il teatro provocava delle reazioni nel pubblico e alcune anche molto violente contro di noi, visto che hanno bruciato dei teatri in cui recitavamo”.

“La maggior parte dei miei lavori li ho fatti proprio qui a Cesenatico, cinquanta commedie su settanta le ho scritte e qui è nato il teatro alternativo”. Fo ha scelto di esibirsi a Forlì portando al Diego Fabbri l'anteprima di quello che porterà in scena a Milano. “Se il pubblico di Forlì apprezza vuol dire che quello che ho preparato funziona”. Prima di salutare ha lasciato un po' di mistero per il finale: “Chissà che non ci sia qualche personaggio a sorpresa...”

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