Dal "nevone" anche benefici: nel 2012 record di bonifiche d'amianto

Il 2012 resterà nella memoria collettiva del territorio cesenate come “l’anno del nevone”: gli effetti di questi straordinari fenomeni meteorologici si sono fati sentire anche sul patrimonio edilizio

Il 2012 resterà nella memoria collettiva del territorio cesenate come “l’anno del nevone”: gli effetti di questi straordinari fenomeni meteorologici si sono fati sentire anche sul patrimonio edilizio, specie quello di minore qualità, causando il crollo di oltre 100 strutture specialmente ad uso produttivo, zootecnico e di servizio all’agricoltura, collocate in prevalenza nei comuni collinari. L’effetto delle straordinarie nevicate si è quindi sovrapposto al trend positivo della rimozione  dell’amianto nel cesenate, in linea con gli anni precedenti, comportando un incremento esponenziale nel numero di pratiche di bonifica e rimozione presentate al Servizio Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro (SPSAL), la struttura del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda Usl di Cesena deputata al controllo delle attività di smaltimento svolte sul territorio e alla quale sono segnalate tutte le operazioni di bonifica eseguite. Ma soprattutto ha portato a raddoppiare i quantitativi di materiali contenenti amianto smaltiti nel 2012 rispetto all’anno precedente.

Questa la fotografia del Rapporto Amianto 2012, redatto dallo SPSAL  in collaborazione con le unità operative Sanità Animale e Igiene e Sanità Pubblica. Il rapporto dice che, a fronte di 814 piani/notifiche per lo smaltimento di materiale contente amianto (+45% rispetto al 2011), nel 2012 sono state smaltite oltre 4.136 tonnellate di materiale (di cui 1448 per edifici crollati o danneggiati in seguito alle nevicate). Un anno straordinario di bonifiche, dove in dodici mesi sono stati rimossi e allontanati quantitativi di materiale che di solito vengono bonificati in 2-3 anni. Naturalmente gli andamenti del 2012 non possono essere assunti come standard, in ogni caso l’evento straordinario non ha impedito di leggere in senso positivo anche i trend generali delle bonifiche, dove si è riscontrata comunque la sostanziale tenuta rispetto ai risultati degli anni precedenti. Questo a dimostrazione di come continuino ad essere positivi gli effetti delle politiche incentivanti che stanno trainando da qualche anno il comparto, e che riescono ancora a mantenere elevati i tassi di attività.

“Degli 814 interventi di rimozione di amianto di cui abbiamo seguito le procedure – sottolinea l’ingegnere Luca Scarpellini, dirigente addetto alla sicurezza e curatore del Rapporto Amianto – 3 erano relativi a rimozione di amianto in matrice friabile, quello più pericoloso e da rimuovere con massima priorità. In particolare, 2 di questi hanno riguardato parti bruciate rimaste dopo che incendi avevano interessato manufatti con copertura in eternit; in questi casi l’azione del fuoco, specie se vengono raggiunte elevate temperature di combustione, può destrutturare l’eternit, con un maggior rischio potenziale di rilascio di fibre. Altre 7 pratiche hanno invece riguardato la manutenzione di tubazioni idriche con parti in cemento amianto di competenza di Hera, del Consorzio di Bonifica e della Società delle Fonti – Romagna Acque. I restanti 804 piani si riferivano a operazioni di rimozione di amianto in matrice compatta e quindi di minor pericolosità; tra questi principalmente l’eternit usato nei componenti dell’edilizia: lastre di copertura, pannelli per tamponamento, canne fumarie ma anche parapetti di balconi, piccoli serbatoi, tubazioni, ecc.”

Tutti i comuni compresi nel territorio di competenza dell’Ausl di Cesena sono stati interessati da operazioni di regolare smaltimento, a testimonianza del consolidamento di una cultura civica attenta alla presenza di materiali contenenti amianto e soprattutto all’effettuazione corretta delle operazioni di bonifica. La maggior parte degli interventi riguardano il territorio di Cesena, il comune demograficamente più importante, dove si è svolta praticamente il 50% dell’attività di bonifica del 2012: in totale sono state smaltite oltre 2 mila tonnellate di amianto. Legate sempre agli andamenti meteorologici invernali sono le performance straordinarie di comuni dell’alta collina. Roncofreddo è in assoluto il caso più eclatante: nel 2012 sono state smaltite 352,324 tonnellate di amianto, con un trend di crescita del 5.283%. Seguono, in ordine di rilevanza, le perfomance registrate dai comuni di Borghi, dove sono state smaltite 130,529 tonnellate di amianto (+930%), Montiano (66,1 tonnellate smaltite, + 660%), Bagno di Romagna (135,64 tonnellate smaltite, +351%), Mercato Saraceno (296,238 tonnellate smaltite, +195%).

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Rimangono sostanzialmente coerenti con le annate precedenti gli andamenti nelle zone di pianura, verso il mare e verso il Rubicone. In aumento nel 2012 anche le verifiche ispettive nei cantieri. “Nel corso dell’anno - precisa Scarpellini - sono state compiute 176 verifiche ispettive (115 nel 2011) per un totale di 155 cantieri controllati (93 nel 2011), individuati dando la precedenza alle situazioni di maggiore criticità. A queste si sono aggiunte 14 campagne di campionamento dell’aria per verificare con precisione gli esiti delle operazioni di bonifica realizzate, per un totale di 37 campionamenti ambientali effettuati. In tutti i casi l’esito delle verifiche è stato positivo”.

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