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Dacia, un'artista da Milano alle colline di Cesena per vivere in una "Casa selvatica"

Dal centro di Milano si è trasferita prima sulle colline di Bologna per studiare all'Accademia di Belle Arti, poi sulle colline di Santarcangelo e due anni fa ha voluto spingersi in una zona ancor meno antropizzata

Dal centro di Milano si è trasferita prima sulle colline di Bologna per studiare all'Accademia di Belle Arti, poi sulle colline di Santarcangelo, subito dopo su quelle di Rimini e due anni fa ha voluto spingersi in una zona ancor meno antropizzata, nel cuore dei boschi di Montecodruzzo, sopra Cesena. La prima casa è a 3 chilometri. Ma a Dacia Manto, artista di 45 anni, la compagnia non manca. A dividere con lei uno spazio molto grande, chiamato "Casa Selvatica" dove Dacia dipinge e prepara le mostre che girano in tutta Italia (lavora anche con la galleria Marcolini di Forlì), sono una trentina di cani. Per lo più sono randagi, provengono dal sud Italia dove la situazione di abbandono è molto più seria di quella del Nord. Tra questi c'erano anche Selva e Cosmo,  morti alcuni giorni fa per aver ingoiato polpette avvelenate nel bosco che circonda la casa dove vivono. 

Dacia il suo futuro l'aveva scelto già da piccola quando allattava i gattini che trovava per strada, si prendeva cura dei cuccioli in giardino. E i genitori, metropolitani nell'anima, speravano fosse solo una passione passeggera, una cosa da bambini. Ma con l'età il suo amore verso gli animali è aumentato fino a condizionare la scelta del luogo in cui vivere. "Mi sono spostata più lontano possibile dalla città - spiega Dacia - per dare un luogo immerso nella natura per vivere con i suoi animali e non arrecare disturbi alle persone. Non mi aspettavo proprio che anche qui potessero verificarsi episodi simili. La morte di Selva e Cosmo mi ha spezzato il cuore. Sono giorni che piango ma ora voglio tornare alla razionalità".

"Ho già contattato il Corpo Forestale e so che la Procura ha avviatole sue indagini, non sarà difficile capire chi ha sparso le polpette in un'area in cui le uniche persone che transitano sono cacciatori. So che spesso buttano esche avvelenate per i predatori così hanno più cacciagione quando inizia la stagione." Infatti nella bocca di Lupa hanno trovato un'esca con veleno. Del resto è difficile immaginare altre ipotesi. Ora a stare in allerta, però, non è solo Dacia ma anche il Corpo Forestale e le forze dell'ordine. "Speriamo che non si verifichino più tragedie simili - conclude Dacia, la donna che corre coi lupi (per dirla col titolo di un famoso libro molto in voga alcuni ani fa) - e che chi ha commesso, con cattiveria e tanta leggerezza, un omicidio simile si renda conto del male che ha fatto". 

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