Da Coldiretti ai sindacati: l'abbraccio di benvenuto a Papa Francesco

Sono numerosi i soggetti che danno il benvenuto al Pontefice nell’ambito della storica visita pastorale che coincide con le celebrazioni per i 300 anni della nascita di papa Pio VI, il cesenate Braschi

L'abbraccio a Papa Francesco. Da Coldiretti ai sindacati. Sono numerosi i soggetti che danno il benvenuto al Pontefice nell’ambito della storica visita pastorale che coincide con le celebrazioni per i 300 anni della nascita di papa Pio VI, il cesenate Braschi. Il Pontefice arriverà alle ore 8 in elicottero all'Ippodromo del Savio e su auto scoperta raggiungerà Piazza del Popolo. Dopo un breve saluto alla città, percorrerà via Zeffirino Re, con sosta davanti al Palazzo del Ridotto dove verrà scoperta una targa che inaugura Largo Pio VI, e giungerà infine in cattedrale, dove terrà un secondo discorso insieme al Vescovo Douglas Regattieri.

Il presidente di Coldiretti Forlì-Cesena, Andrea Ferrini, rappresenterà l’intera ‘famiglia’ degli agricoltori locali Coldiretti che ha voluto far sentire la propria vicinanza al Santo Padre sponsorizzando le centinaia di cappellini gialli con lo stemma della visita papale che saranno calzati dai tanti volontari impegnati da settimane e fin dal primissimo mattino al fine di garantire la migliore riuscita dell’evento. “Siamo ben felici di poter fare la nostra parte per far sentire a Papa Francesco – da sempre attento alla custodia della terra, alle problematiche produttive e ambientali e a quei concetti di impresa etica e sostenibile che sono al centro del progetto Coldiretti - l’affetto e la vicinanza della comunità locale e degli agricoltori del territorio. Per noi - commenta Ferrini - è un vero onore averlo tra noi, qui in Romagna, in questa domenica speciale che di certo ricorderemo per sempre”.

I sindacati

"Il Santo Padre ha mostrato in diverse occasioni di avere particolarmente a cuore il tema del lavoro, in diverse occasioni ha dichiarato che il lavoro è “ un aspetto fondamentale per affermare la dignità del singolo e della comunità - affermano Silla Bucci, Filippo Pieri e Marcello Borghetti, rispettivamente segretari generali di Cgil Cesena, Cisl Romagna e Uil Cesena -. Oggi il lavoro continua ad essere una “emergenza sociale” per tanti uomini, donne e giovani, ma è anche l’unica strada per evitare un “disagio sociale” che, come Organizzazioni Sindacali, tocchiamo con mano nel nostro lavoro quotidiano.  La crisi nel nostro territorio la si percepisce in modo diverso, rispetto al dato generale del nostro Paese, abbiamo dei timidi segnali di ripresa, ma non sono sufficienti per dire che gli effetti di questi lunghi anni di crisi siano stati assorbiti. In questi anni difficili abbiamo provato a tutelare la condizione economica e sociale di lavoratori, e pensionati, a difendere posti di lavoro e  sistemi di protezione sociale, a ridurre le disuguaglianze, ad affermare diritti per tutti e tutte a prescindere dal colore della pelle, dalla condizione sociale, dall' età anagrafica".

"Non sempre è stato facile, non sempre ci siamo riusciti, ma non abbiamo mai smarrito il valore della solidarietà e dell'uguaglianza, sono valori fondanti di Cgil, Cisl e Uil nell'essere un soggetto collettivo. L'attenzione di Papa Francesco sui drammi provocati dai licenziamenti, dalla disoccupazione, dalla ricerca del lavoro per i giovani e meno giovani, conforta e da sostegno a tutti, Cgil, Cisl e Uil non possono che condividere le parole del Santo Padre, poiché abbiamo a cuore il destino delle persone e la loro dignità. Lavoro e diritti devono stare insieme per dare dignità e libertà di scelta alle persone nel renderle autonome - proseguono i sindacati -. Come Cgil, Cisl e Uil lavoriamo affinché nel nostro Paese si riaffermi l' idea che il lavoro e la qualità del lavoro siano aspetti fondamentali per ricostruire la coesione sociale, ridurre le disuguaglianze, insieme alle priorità dell'inclusione, della coesione sociale e della lotta alla povertà. Il rilancio del Paese deve necessariamente partire dalla condizione materiale degli uomini, delle donne, dei giovani, degli anziani e dei migranti, anche per questo la visita di Papa Francesco, amato, rispettato, da credenti e non, ci rende orgogliosi".

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