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Cronaca

"Il crocifisso di Villachiaviche è miracoloso": la storia del Cristo ligneo agonizzante

Venerdì sera sarà celebrata una messa di preparazione alla festa da Padre Giacomo Cola, Cappuccino di Sant’Agata Feltria mentre sabato si terrà la messa alle 19 e la commedia dialettale degli amici di Sant’Egidio “Svuitemma al sachi”

Interessante, quanto importante, scoperta nella chiesa di Villachiaviche. Volendo pian piano comporre un libro sulla storia di Villachiaviche, il parroco don Daniele ha consultato l’Archivio di Stato e le pubblicazioni esistenti riguardanti la demolita chiesa di San Giuseppe de’ Falegnami, situata in Corso Sozzi dove ha sede l’attuale Banca Popolare, esattamente dove ora c’è la galleria.

Questo perché nel 1961, costruendo la chiesa di Villachiaviche, al parroco don Marino vennero consegnati tutti gli arredi mobili e suppellettili esistenti nella chiesa, prima della demolizione. Tra questi c’era anche un crocifisso di medie dimensioni, in legno, che circa venti anni fa venne appeso in alto, sul soffitto del presbiterio. Don Bosi, nel 2013, volle portarlo più in basso fino a farlo scendere sopra l’altare. Il Cristo ligneo agonizzante, dai tratti molto particolari specie in volto, insieme alla Croce, anche questa molto particolare per la presenza di spine e spirali bianche e blu nei bracci orizzontale e verticale, venne  scolpito da un francese, del quale non conosciamo il nome, e commissionato da Sebastiano Brazzi, Patrizio di Cesena.

Il Crocifisso miracoloso di Villachiaviche

Tra i documenti dell’Archivio di Stato è apparso un opuscoletto del 1752 redatto in occasione di una lite tra il parroco di San Zenone e il rettore di San Giuseppe dove si è potuto apprendere che questo Crocifisso era considerato Miracoloso, e già nel 1684 veniva venerato e portato in processione varie volte l’anno. In legno, era contenuto fino al trasferimento degli arredi nella grande ancona secentesca con tanto di baldacchino incorporato, anch’essa a Villachiaviche, dentro una nicchia aperta nel muro e coperta dalla tela raffigurante le donne al sepolcro, sempre conservata a Villachiaviche. Tale tela veniva abbassata per rendere visibile il Crocifisso contenuto nella nicchia.

“Non sappiamo quante persone, abbiano ricevuto miracoli o grazie in seguito alla preghiera davanti a questi crocifisso - spiega il parroco - chiediamo di donare a noi, gente del Terzo Millennio, grazie e miracoli secondo il suo cuore, senza negarci il dono più grande: la fede in Lui”. Il parroco ha anche composto, approvata dal Vescovo, la preghiera al crocifisso di Villachiaviche e un canto al Crocifisso, con nuovo testo e musica. Venerdì sera sarà celebrata una messa di preparazione alla festa da Padre Giacomo Cola, Cappuccino di Sant’Agata Feltria mentre sabato si terrà la messa alle 19 e la commedia dialettale degli amici di Sant’Egidio “Svuitemma al sachi”. Si terrà anche in caso di pioggia, sotto al grande tendone. Domenica le messe alle 7.30 – 9.30 – 11 – 20 con preghiera e canto al Crocifisso Miracoloso.

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