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Martedì, 5 Luglio 2022
Cronaca

Cristina Golinucci compirebbe oggi 46 anni, il criminologo: "Tanti furono gli errori nelle indagini"

Oggi una signora di Ronta di Cesena compie quarantasei anni, ma non festeggerà con la sua famiglia perchè si chiama Cristina Golinucci e scomparve misteriosamente

Oggi una signora di Ronta di Cesena compie quarantasei anni, ma non festeggerà con la sua famiglia perchè si chiama Cristina Golinucci e scomparve misteriosamente, nelle prime ore del pomeriggio, il primo settembre del 1992 dopo aver parcheggiato la piccola Fiat 500 nel piazzale del convento dei Padri Cappuccini dove si era recata per confessarsi dal proprio padre spirituale  frate  Lino. Stasera, mercoledì, per ricordarla e mantenere accesa la fiammella del ricordo nella sede del quartiere Cesuola in via Giovannini nella sala ex Conad di Ponte Abbadesse si terrà alle 21, a ingresso libero lo spettacolo “I Fiori di Cristina” organizzata dall'Associazione Penelope e da Quinte Dimensioni – Teatro delle Lune.

La domanda che molti si pongono è che di  Cristina rimane solo il ricordo di una ragazza solare molto religiosa e senza grilli per la testa, oppure ancora oggi a ben venticinque anni dai fatti qualcuno continui a cercarla viva o morta che sia? Ne parliamo con Giacomo Franchi, giovane criminologo di Cesena, che si è occupato a lungo del caso pubblicando il libro “Il Caso Cristina Golinucci, indagini e interrogativi” edito dalla Società Editrice Il Ponte Vecchio di Cesena. “Non c'è una risposta definitiva– dice Franchi – comunque il tempo non aiuta. Tanti anni passati e soprattutto le indagini che non furono attivate al momento della denuncia di scomparsa, se non  in maniera  capillare solo due anni dopo perdendo informazioni preziose. L'auto di Cristina fu demolita, la sua stanza e i suoi abiti non ci sono più e questo renderebbe oltremodo difficoltoso reperire qualcosa di concreto che alla luce delle moderne tecniche di indagine potrebbero essere trovato. Ricordiamoci che la tecnologia investigativa in un quarto di secolo ha fatto immensi progressi, pensiamo solo al Dna”.

“Tuttavia – continua Giacomo Franchi – qualcosa da approfondire ci potrebbe essere. Una testimonianza che esiste agli atti, ma io non ho citato nel libro,  forse meriterebbe di essere ulteriormente accertata. Un testimone dichiarò agli inquirenti  di avere visto, più o meno nell'orario  della scomparsa di Cristina, una Renault 4 di colore rosso percorrere in discesa la strada che porta al parcheggio del convento  con dentro due ragazzi e una ragazza che si dimenava. Non era certo se scherzassero oppure si trattava d'altro, come non era sicuro neanche del giorno, purtroppo questi dubbi temporali, comprensibili in quanto venne sentito molto tempo dopo i fatti, fecero si che gli inquirenti lasciassero cadere la testimonianza”.

“Comunque la madre di tutti gli errori – continua il criminologo – fu sottovalutare la scomparsa da parte degli inquirenti anche perchè  a quei tempi oltre a  mancare la cultura della ricerca, Cesena era a bassissima criminalità e quindi mancava anche il personale di polizia specializzato nelle ricerche. Oggi è molto diverso e in caso di scomparsa ci sono precisi protocolli per far partire subito al momento della denuncia la macchina della ricerca e del soccorso”. A questo punto è di prammatica chiedere a Franchi se ci potrà essere qualche speranza futura di svelare l'arcano della scomparsa della Golinucci. “Cristina potrebbe anche essere viva – sottolinea lo scrittore – in qualche convento dove è  dedita alla ricerca di Dio, a riguardo a suo tempo non mancarono queste ipotesi, ma penso che non sia possibile scomparire in questo modo, oppure è morta magari non a Cesena e in questo caso il suo corpo potrebbe essere stato sepolto in forma anonima dalle autorità in qualche luogo. Senza nome però ma qualche qualcosa che era con  il corpo che so un pezzo di abito, un oggetto personale o altro potrebbe essere conservato in qualche archivio. Tutto è possibile, certo  però le indagini si scontrerebbero con spese non indifferenti e con la burocrazia che rallenterebbe tutto . Ad esempio si deve dire  che in molti obitori giacciono da anni cadaveri di sconosciuti che non possono essere visti da nessuno, forse rendendo l'accesso più facile potrebbero essere identificati dai parenti. Attualmente esiste una banca del Dna, fattore sconosciuto ai tempi di Cristina, ma anche questa è di difficile consultazione se non dopo lunghi percorsi legali”.

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