Crack Sapro, dopo le condanne c'è il conto: Comune esposto per 800mila euro

Per quanto riguarda i terreni, venduti in un periodo in cui gli immobili hanno avuto grandissimi ribassi, a Cesena sono stati "piazzati" quasi tutti. Mancano solo dei lotti a Case Castagnoli

"Una vicenda dolorosa, una vicenda che ora non potrebbe più ripetersi. Prima che scoppiasse la crisi mondiale era normale fare debiti, anzi i debiti andavano di moda, ora non più. E questo è confermato dal fatto che tutte le società in capo al Comune di Cesena a oggi sono sane, senza debiti". A parlare così è il vicesindaco Carlo Battistini intervenuto, dopo la sentenza del Tribunale di Forlì che ha visto in totale 6 condanne, alla quinta commissione consiliare del Comune di Cesena, presieduta da Natascia Guiduzzi, per discutere della vicenda Sapro  mercoledì sera.

Oltre al vicesindaco era presente anche l'avvocato Giorgio Fabbri che ha rappresentato il Comune di Cesena in sede penale come parte offesa (ha scelto di non costituirsi come parte civile). Ricordiamo che il 4 maggio scorso il Tribunale di Forlì ha emesso la sentenza di primo grado che ha assolto 11 componenti degli organi sociali succedutisi e ha condannato il direttore Bruno Lama e 5 amministratori (Vittorio Croci, Luigi Barilari, Giuseppe Corzani, Gabriele Borghetti, Romeo Zanzani), rigettando la richiesta di risarcimento danni. Le motivazioni si potranno leggere entro 90 giorni. 

Dopo aver ripercorso i fatti salienti della vicenda Sapro - dalla costituzione nel 1995 a seguito della trasformazione dell'ex Consorzio Provinciale per lo Sviluppo Industriale dei Comprensori di Forlì e Cesena alla messa in liquidazione della società e all'istanza di fallimento - i consiglieri comunali hanno fatto le loro domande, quasi tutte rivolte a capire quanto sia l'ammontare dell'esposizione a livello economico del  Comune di Cesena dopo il  "buco" lasciato da Sapro. 

A parlare sono stati Vincenzo Serra di Cesena Siamo Noi, Andrea Suzzi Barberini del M5S, Corzani del M5S e Marco Casali di Libera Cesena. "Il Comune - ha precisato Battistini - si era impegnato con una lettera di patronage, considerata un impegno di fare e non una fideiussione, nei confronti dell'ex Cassa di Risparmio di Cesena per una cifra che può essere valutata intorno ai 700/800 mila euro. Il fatto è che l'ex Cassa di Risparmio la considera una fideiussione e quindi ha fatto causa al Comune di Cesena, come al Comune di Forlì e alla Provincia, in sede civile (se ne sta occupando l'avvocatura comunale). Mentre per chi la firmò venne considerata come un impegno per fare tutto quello che era possibile fare per far rientrare Sapro dei soldi prestati dalla Cassa di Risparmio (complessivamente 2 milioni di euro circa). La causa, a livello civile, è ancora in corso".

Per quanto riguarda i terreni, venduti in un periodo in cui gli immobili hanno avuto grandissimi ribassi, a Cesena sono stati "piazzati" quasi tutti. Mancano solo dei lotti a Case Castagnoli. Il consigliere Marco Casali ha sottolineato anche un problema politico riguardante alcune frasi messe a verbale da un componente del Cda in occasione delle elezioni comunali del 2009, quando la crisi di Sapro era già evidente a chi voleva vederla ma non era ancora scoppiata in modo conclamato. Il componente del Cda avrebbe affermato che gli sarebbe stato detto da qualcuno di "non mettere grane", un messaggio abbastanza chiaro, secondo Marco Casali, per invitare il Cda di Sapro a tenere tutto a tacere fino al termine delle nuove elezioni. 

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