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Covid, ospedale Bufalini saturo: "Riconvertiamo reparti e professionisti, rimandiamo gli interventi"

La terza ondata Covid fa paura. In quest'ultima settimana anche l'ospedale Bufalini di Cesena è stato messo a dura prova dai ricoveri (attualmente sono 150 in tutto con 7 pazienti in terapia intensiva e 35 in terapia subintensiva)

La terza ondata Covid fa paura. In quest'ultima settimana anche l'ospedale Bufalini di Cesena è stato messo a dura prova dai ricoveri (attualmente sono 150 in tutto con 7 pazienti in terapia intensiva e 35 in terapia subintensiva). Per fare il punto della situazione abbiamo parlato col dottor Carlo Lusenti, direttore degli ospedali del Cesenate, già primario e assessore regionale alla Salute.

Dottor Lusenti un numero enorme di ricoveri?
Sì un dato simile non l'avevamo mai raggiunto, nemmeno nella prima ondata. Ma non è solo un problema di Cesena, è un dato che viene registrato in moltissime parti d'Italia.

Si è fatto un'idea del perché?
Io mi occupo di ospedali, non di sanità pubblica quindi per me è difficile dare una spiegazione scientifica. Posso dire quello che sento, che si tratta delle varianti, di una maggiore circolazione delle persone. Io registro una crescente pressione sull'ospedale Bufalini che porta i ricoveri a dei livelli mai raggiunti. Quindi quello che devo fare è concentrarmi su cosa fare per accogliere i pazienti che necessitano un ricovero e rispondere con prontezza a tutte le emergenze.

E' stato necessario trasformare alcuni reparti per mettere a disposizione nuovi letti?
Assolutamente sì. Abbiamo rivisto grandemente l'organizzazione del Bufalini. 150 letti non si fanno in più, si fanno invece, al posto di qualcosa. E' in atto una radicale riconversione e non solo di reparti ma anche di infermieri e di medici. Stiamo riconvertendo professionalità. Ci sono professionisti, come i rianimatori, gli internisti e gli pneumologi, che dai primi momenti si sono occupati di pazienti covid, ma ora no bastano più. Per fare assistenza ai ricoverati abbiamo riconvertito colleghi con altre specializzazioni, e penso a urologi, ortopedici...

E i reparti?
Abbiamo ridotto il reparto di cardiologia per la parte di terapia intensiva e le chirurgie.

State spostando gli interventi in programma?
Alcuni sì, altri no. Sulla base delle indicazioni regionali abbiamo ridotto le attività programmate differibili, mentre le prioritarie e le urgenze, ovviamente vengono mantenute. Insomma operiamo ancora.

Quanto andrà avanti questa situazione?
Penso che sia sbagliato perdersi in previsioni, il nostro compito è concentrarsi al massimo in quello che stiamo facendo.

E se aumentassero ancora di più i ricoveri?
Non c'è nessuno che può sostituirsi agli ospedali, quindi dobbiamo arrangiarci, fare altro posto. Ma voglio rassicurare tutti perché, nonostante l'emergenza, l'ospedale Bufalini e tutto il suo staff stanno tenendo bene, stiamo facendo tutto quello che bisogna fare.

Ma trasferire i pazienti sarebbe possibile?
E dove? Tutti gli ospedali in zona sono messi come noi. Anzi Bologna è in condizioni peggiori.

Avete bambini o adolescenti ricoverati?
No, per ora non ne abbiamo. E' vero però che questa terza ondata colpisce un'età più bassa e si presenta con una sintomatologia più acuta. Già dopo un giorno dall'esordio abbiamo pazienti che necessitano il ricovero. 

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