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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Covid, impennata di Omicron passata in 3 settimane dal 7 al 70%. Emilia Romagna "gialla": cosa cambia

Superata la soglia di 'guardia', l'Emilia Romagna cambia colore a partire dalla prossima settimana, tingendosi di giallo. In realtà non cambierà molto dal 10 gennaio

La variante Omicron dilaga in Emilia-Romagna e traina la crescita dei casi positivi in regione, venerdì 17.119. "Il 2022 è iniziato con l'impennata dei casi positivi trainati da Omicron, che ha un altissimo grado di contagiosità. L'incidenza dal 31 dicembre a 6 gennaio: 2.153 casi su 100.000. Un'incidenza così non l'abbiamo mai avuta", testimonia l'assessore regionale alla Sanità, Raffalele Donini, presentando gli ultimi provvedimenti della Regione. "Significa che la circolazione del virus è una circolazione massiva - aggiunge -. Stimiamo una prevalenza della variante Omicron attorno al 70%, dal 7% di tre settimane fa. Ormai è quasi tutto Omicron".

Superata la soglia di 'guardia', l'Emilia Romagna cambia colore a partire dalla prossima settimana, tingendosi di giallo. A domenica, ha spiegato Donini, "le terapie intensive della regione erano piene al 15%, mentre i ricoveri per covid negli altri reparti sono saliti al 20%". Vista l'impennata dei dati sulla pressione del virus sui nostri nosocomi, così come quella dei nuovi contagi, schizzati oltre i 18mila, il nostro territorio cambia dunque zona da colore. 

Le regole nuove regole  

Cosa cambierà dunque dal prossimo lunedì 10 gennaio? Di fatto per i cittadini poco cambia: la differenza più grande era l'obbligo di indossare la mascherina anche all'aperto. Inizialmente prevista dalla zona gialla in poi, la misura è stata invece estesa a tutta Italia a partire dal giorno di Natale. L'introduzione del super green pass - che si ottiene solo con la vaccinazione o la guarigione dal covid - ha poi fatto in modo che le differenze tra bianco e giallo divenissero quasi nulle.

Mascherine obbligatorie

Oltre all'obbligo di indossare la mascherina all'aperto in tutte le regioni, è stato introdotto l'obbligo di usare le FFP2 in luoghi chiusi come cinema e teatri, sui mezzi di trasporto pubblico (sia quelli cittadini che quelli a lunga percorrenza), e per partecipare a eventi pubblici sportivi al chiuso e all'aperto, come le partite allo stadio. Provvedimento, questo, che durerà fino al termine dello stato di emergenza, che al momento è fissato al 31 marzo. Per il resto già sono attive le norme nazionali che impongono l'ingresso in bar e ristoranti al chiuso, oltre che in cinema, teatri e musei solo a chi ha il green pass rafforzato.

In giallo, come in bianco, è confermato l'obbligo del green pass - ora basta quello base, ma dal 10 gennaio servirà il "super" - per i mezzi pubblici nelle città e per i mezzi a lunga percorrenza. Resta sempre possibile uscire dal proprio comune e dalla propria regione. Anche in giallo negozi e centri commerciali restano aperti sempre, senza nessun limite d'orario. Per le consumazioni al bancone dei locali serve il super green pass sia in zona gialla che in bianca, per effetto dell'ultimo decreto. All'aperto, al momento, non è necessaria la certificazione verde, ma dal 10 gennaio servirà quella rafforzata. Anche in zona gialla per i tavoli al chiuso è necessario il super green pass e cade l'obbligo di far sedere massimo quattro persone al tavolo. Chiuse sia le discoteche, almeno fino al 31 gennaio.  

Gli spostamenti

Gli spostamenti con mezzi propri sono liberi in zona bianca così come nella gialla, le cose cambiano in zona arancione dove ci si può spostare sia in altri comuni della stessa regione che in altre regioni solo per lavoro, necessità, salute o per servizi non sospesi ma non disponibili nel proprio comune. Ok invece agli spostamenti da comuni di massimo 5.000 abitanti, verso altri comuni entro i 30 km, eccetto il capoluogo di provincia.

Come cambia la quarantena 

Da sabato primo gennaio è sparita la quarantena per chi è stato a contatto un con positivo, ma non ha i sintomi del Covid. A patto che si abbia già ricevuto la dose booster del vaccino o sia abbia finito il primo ciclo vaccinale (prima e seconda dose) nei quattro mesi precedenti al contatto. Si può anche aver avuto il Covid ed essere guariti da meno di 120 giorni. Invece della quarantena c’è un regime di auto sorveglianza ( ci si monitora nello stato di salute) per cinque giorni, con l’obbligo di girare con la mascherina Ffp2 per almeno altri dieci. Chi è vaccinato da oltre quattro mesi, se asintomatico, deve invece fare una quarantena di cinque giorni, dunque non può uscire di casa. Non cambia nulla per i non vaccinati: la quarantena resta di dieci giorni. 

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