Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Covid e Romagna rossa, l'Ausl: "Allerta massima, c'è l'incidenza più alta rispetto all'intera regione"

Il direttore generale dell'Ausl romagnola Carradori: "Il virus corre, 837 casi su 100mila"

Sono numeri "pesanti" quelli che hanno obbligato il passaggio in zona rossa di tutta la Romagna, dove "il virus corre più che altrove". Lo spiega il direttore generale dell'Ausl romagnola, Tiziano Carradori, sabato pomeriggio in diretta sulla pagina Facebook del deputato di Italia viva, Marco Di Maio. Il campanello d'allarme, ricorda Carradori, scatta quando si registrano 500 casi ogni 100.000 abitanti su due settimane. "Siamo in una situazione di massima allerta, anche se non ancora al collasso- sottolinea il direttore Ausl- in Romagna siamo a 873 e non c'è nessuna provincia sotto: 873 a Rimini; 943 a Cesena con l'area del Rubicone sopra i mille; 677 a Forli'; 710 a Ravenna con il territorio di Faenza sopra i 1.100". Nell'ultima settimana, continua Carradori, "il tasso di incidenza è cresciuto del 37% in Romagna, con un picco del 55% a Cesena e del 50% a Forlì".

In forte affanno anche i reparti. "Nel panorama regionale siamo coloro che soffrono meno per l'occupazione di posti letto- sottolinea il direttore dell'Ausl Romagna- i posti occupati in terapia intensiva sono però aumentati del 67% in una settimana, da 24 a 40: ne abbiamo un centinaio in tutto e vanno protetti se vogliamo usarli anche per altre patologie". L'occupazione degli altri letti covid, invece, "sono aumentati del 20%, da 434 a 522, tanto che abbiamo dovuto ricominciare a convertire i letti". In Emilia-Romagna, spiega Carradori, l'Rt era 1,28 al 21 febbraio, ma "ora presumibilmente è ben superiore". In questo quadro, "i territori di Forlì-Cesena e Rimini insieme a Bologna hanno un livello di incidenza pù alto e con Ravenna sono le province con una crescita dell'incidenza superiore a tutte le altre province dell'Emilia-Romagna. Quindi in Romagna il virus ha una velocità maggiore al resto", spiega il direttore dell'Ausl.

Il direttore dell'Ausl della Romagna aggiunge: "Capisco che siano decisioni molto difficili, anzi secondo me le chiusure vanno centellinate e mirate, perche' hanno comunque un effetto sulla salute". Ma i contagi in Romagna "hanno avuto un'esplosione nell'ultima settimana, con un incremento di casi positivi oltre il 50%- insiste Carradori-e questa situazione riguarda tutti gli ambiti territoriali". Questa impennata, spiega il direttore, ha peraltro una distribuzione diversa tra le fasce di età. "Abbiamo un crollo del 70% tra gli over80 dall'inizio delle vaccinazioni- segnala Carradori- come percentuale tra i positivi siamo al 16% contro il 26% dei mesi scorsi". Anche tra i sanitari i contagi si sono ridotti "di cinque volte". In parallelo, invece, "abbiamo un aumento di oltre il 50% negli under 19. I focolai attivi nelle scuole dall'8 febbraio all'1 marzo sono passati da 81 a 159 con un aumento del 96%. Si sono invece ridotti di oltre sei volte i focolai nelle strutture residenziali per anziani". Carradori, infine, valuta "comprensibile la difficoltà del sindaco di Forli' a chiudere le scuole, ma questi tassi di crescita dimostrano che Forlì non è più un'eccezione in Romagna". Nell'incontro di ieri coi sindaci "ho rilevato con particolare positività la possibilità di dialogare coi sindaci- aggiunge il direttore Ausl- che hanno preso coscienza di quello che sta accadendo e condiviso le decisioni". (Agenzia Dire)

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