Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Covid, Dad e lockdown, ma il trasporto pubblico locale chiude in utile. Nel 2020 -50% di passeggeri

L'obiettivo per noi era non chiudere in perdita. Anche perché a fronte di 9 milioni di euro in meno di titoli di viaggio e una diminuzione del 50% di passeggeri, era molto dura fare bene

Nonostante la brutta annata, contrassegnata da covid, didattica a distanza e lockdown, Start Romagna ha chiuso il bilancio con 40 mila euro in attivo. "Sono molto soddisfatto del risultato spiega Roberto Sacchetti, presidente di Start Romagna - L'obiettivo per noi era non chiudere in perdita. Anche perché a fronte di 9 milioni di euro in meno di titoli di viaggio e una diminuzione del 50% di passeggeri, era molto dura fare bene. Abbiamo compensato le perdite con la riduzione dei servizi e con i ristori del governo, arrivati per 4 milioni e 700 mila euro. Anche il 2021 sarà un anno difficile, prevediamo una riduzione di passeggeri intorno al 25% mentre nel 2022 speriamo di fermarci al 7%".

La pandemia, infatti, ha chiesto uno straordinario sforzo di adeguamento per rispondere alla domanda di servizio e a quella di sicurezza del viaggio, tenendo conto dei vari limiti di capienza susseguitisi nel corso dei mesi e del ricorso alla collaborazione delle aziende private per incrementare la flotta.

Complessivamente il totale del valore della produzione è stato di 81,5 mln di euro, in calo di 4,9 milioni rispetto al 2019. I ricavi nel 2020 sono stati di 64,2 milioni (70,8 milioni nel 2019).

A fine 2020 Start Romagna contava 954 dipendenti (età media di 47,7 anni), 909 dei quali con contratto a tempo indeterminato. 711 sono gli autisti, gli stessi del 2019 e dieci in più del 2018. Sono aumentate le ore medie di formazione, 21 pro capite, sostanzialmente quasi raddoppiate rispetto agli anni precedenti.

La pandemia ha influito anche sui chilometri percorsi dai mezzi. Nel 2020, 561 mezzi di Start Romagna hanno compiuto 18.929.137 km, due milioni in meno del 2019; e 31,3 milioni sono stati i passeggeri trasportati (48 milioni risultano essere nell’attività a regime nei due anni precedenti).

Nel 2020 si sono registrate diverse variazioni sia di km sia di tipologie di servizi. Dal 24 febbraio 2020 al 6 giugno 2020 il servizio è stato ridotto notevolmente, passando da un servizio scolastico a un servizio non scolastico e/o festivo a seguito del lock-down stabilito dal governo. Tutti i servizi nel periodo estivo, dal 7 giugno al 13 settembre 2020, sono stati svolti in misura ridotta, senza i normali potenziamenti previsti nei mesi di luglio e agosto.

Dal 14 settembre 2020, data in cui è iniziato il nuovo anno scolastico, a seguito della riduzione della capienza dei mezzi al 80% dei posti totali, sono stati inseriti dei mezzi da noleggio con conducente dei vettori privati per sopperire alla riduzione di carico dovendo trasportare il 100% degli studenti.

"Apprezziamo l'aspetto prudente dal punto di vista economico di Start Romagna - ha spiegato Acerbi, l'assessore comunale al Bilancio di Cesena, commentando il suo sì all'approvazione del piano industriale della società di trasporti che opera nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini - ma apprezziamo anche il fatto che il piano industriale non sia solo un mantenimento del parco mezzi ma preveda anche squarci importanti sull'innovazione, come lo sviluppo della tecnologia idrogeno nel deposito di Ravenna, la digitalizzazione e l'utilizzo della tecnologia nei pagamenti".

Il nuovo Piano Industriale, reso necessario per effetto della Pandemia, infatti, si caratterizza per una forte spinta verso la digitalizzazione, sia per la pianificazione dei servizi sia per dare risposte più efficienti ai passeggeri.

Il nuovo Piano 2021-2024 conferma l’impegno per una progressiva riduzione dell’impatto ambientale. La strategia per gli investimenti relativi alla flotta dei mezzi prevede l’acquisto di 228 bus, per un investimento complessivo di 68 milioni di cui 19,2 milioni in autofinanziamento, orientandosi su mezzi con alimentazione a basso impatto ambientale.

Infine il secondo Bilancio di Sostenibilità nella storia di Start Romagna dà una fotografia di una realtà aziendale dinamica attenta all’ambiente e alla sicurezza sia dei passeggeri che del proprio personale.

L’età media dei bus è di 10,76 anni (10,53 nel 2019, 11,24 nel 2018). Nel dettaglio il 2020, nel rallentamento del ringiovanimento della flotta a causa del Covid, ha visto l’acquisto di 28 nuovi bus, 20 sono stati dismessi.

Il Bilancio di Sostenibilità riporta anche dati sulla soddisfazione dei clienti. Nel 2020, la tradizionale rilevazione compiuta da AMR – causa pandemia – ha modificato la modalità di rilevazione con interviste in presenza, passando a un’indagine telefonica con modalità “CATI” con 3.600 interviste ad utilizzatori del servizio di TPL. I risultati confermano l’alto livello di qualità dell’offerta pur in una situazione di criticità; in qualche caso si rileva addirittura un miglioramento degli indicatori. Interessante l’approfondimento sulla percezione, da parte degli utenti, dei servizi di trasporto pubblico in epoca di pandemia globale. Il 63,2% degli utilizzatori sostiene di non aver cambiato frequenza di utilizzo del trasporto pubblico a seguito del lockdown della primavera 2020. Gli utilizzatori che invece denunciano un minor uso dei mezzi pubblici, nel 72,7% dei casi lo motivano con le cambiate esigenze di mobilità (es. smartworking, didattica a distanza, minori occasioni di spostamento, etc.).
La percezione della sicurezza a bordo e alle fermate è considerata positivamente, con un voto medio pari a 6,7 (scala 1-10), equamente valutata tra servizi Urbani ed Extraurbani dei tre diversi bacini provinciali. Rispetto alle scelte future, si osserva una marcata fiducia verso il trasporto pubblico: quasi il 90% degli utenti del servizio conferma l’intenzione di voler utilizzare i servizi come nel periodo antecedente la pandemia.

E il futuro prossimo? "Per il futuro prossimo abbiamo stilato cinque punti da tenere a ben chiari nei nostri progetti - spiega il direttore di Start Romagna Giampaolo Rossi - Proseguirà l’installazione di sistemi di protezione del posto di guida avviato nel 2020. Si valuterà la sperimentazione dell’utilizzo di membrane con superfici virucide ed antibatteriche applicate per incrementare i livelli di sicurezza rispetto al contagio da Covid-19. Saranno rafforzate le dotazioni per l’igienizzazione dell’ambiente a bordo dei mezzi, con l’utilizzo periodico di sistemi di nebulizzazione di prodotti virucidi all’interno dei condotti di aerazione e filtrazione dell’aria. Sarà realizzato un sistema di monitoraggio delle capienze sui mezzi dotati di tecnologia Streamax. I dati saranno disponibili ai dispositivi elettronici di fermata e nelle applicazioni digitali utilizzate della clientela (MyCicero, Roger, Moovit).  Si procederà all’elettrificazione delle linee 1,2 e 4 e del deposito di Rimini tramite uno studio supportato dal gruppo Enel X, che provvederà alla progettazione e infrastrutturazione delle linee e del deposito comprendente tecnologie di Smart City. Sarà sviluppata la tecnologia idrogeno nel deposito di Ravenna, con il supporto di HERA S.p.A. Si porterà avanti la conversione da alimentazione a gasolio a GNL del traghetto Baleno, operante tra Porto Corsini e Marina di Ravenna. E in ultimo potenzieremo il coinvolgimento degli stakeholders per consentire al Gestore di aprire un confronto concreto sulle azioni da intraprendere".

"Il trasporto pubblico locale sarà chiamato a breve ad una riforma strutturale nella quale al viaggiatore dovrà essere offerto un “prodotto” da sartoria - spiega Roberto Sacchetti - il sistema dovrà fornire sempre più assistenza e flessibilità, la digitalizzazione potrà consentire di fornire servizi cuciti addosso alle esigenze dei singoli, attraverso servizi a chiamata o pianificazione del viaggio comprensivo di interscambi e titoli di viaggio unici. Infine vorrei sottolineare le importanti ricadute che Start Romagna genera per il territorio servito, se si pensa che degli oltre 71 milioni di euro di valore distribuito fra dipendenti e fornitori in Romagna ne rimangono circa 55".

Un capitolo a parte sarà la ripresa della scuola a settembre e i mezzi a disposizione. "Siamo in attesa di capire cosa accadrà a settembre - conclude Sacchetti - Purtroppo ci vorrebbe una sfera di cristallo che nessuno ha. Una cosa certa è che abbiamo rodato il rapporto coi privati. Abbiamo lavorato con 150 mezzi privati di una ventina di ditte sul territorio. Il problema è che in Italia (al contrario degli altri Paesi europei) è stata dimezzata la capacità di trasporto. Trasportare al 50% significa caricare solo tre persone al metro quadrato. Pochissime su un mezzo pubblico, già all'80% significa caricarne 5 al metro quadrato. Quello che abbiamo dovuto fare è lavorare sulla comunicazione. I ragazzi non possono muoversi solo in gruppo, devono capire che un tot possono prendere il primo bus, poi un altro tot il secondo e così via. Invece, spesso, capita che si accalchino tutti sul primo, creando confusione e quelle foto che lasciavano immaginare una calca poco sicura". 

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