Cronaca

Covid come un mostro da combattere, la reazione dei ragazzi con disabilità in una mostra

“Per scongiurare il rischio dell’abbandono i volontari di ‘Quelli di sempre’ hanno proposto alle famiglie e ai ragazzi una serie di attività da svolgere a casa e online"

Il rischio dell’abbandono c’era ma tutti hanno affrontato i mesi difficili in compagnia dei propri amici. È una conferma che arriva direttamente dai genitori dei ragazzi con disabilità che frequentano l’Associazione “Quelli di sempre”, che si prefigge l’obiettivo della creazione di reti amicali fra persone diversamente abili favorendo l’integrazione extrascolastica nel contesto sociale ed ambientale che ci circonda. I mesi dell’emergenza sanitaria da COVID-19 hanno sacrificato la socialità e ridotto al minimo le occasioni di comunità. In questo modo le giornate degli oltre 30 ragazzi e ragazze aderenti alla Associazione cesenate diventavano lunghe e vuote.

“Per scongiurare il rischio dell’abbandono – commenta l’Assessora ai Servizi per la Persona e per le famiglie Carmelina Labruzzo – i volontari di ‘Quelli di sempre’ hanno proposto alle famiglie e ai ragazzi una serie di attività da svolgere a casa e online che hanno consentito a tutti loro di continuare a lavorare insieme, seppure a distanza. Prima dell’insorgere della pandemia, i ragazzi erano abituati a incontrarsi per l’allenamento a basket condotto da un’allenatrice e da ragazzi che praticano questo sport per consentire la realizzazione di partitelle ed esercizi strutturati. La domenica pomeriggio era dedicata alla gestione del tempo libero. Tutte le attività partono sempre dalla priorità di creare ‘relazione’ fra i ragazzi, scambi di idee, preferenze, desideri, sensazioni, emozioni, conquiste dell’autonomia. Il risultato è stato straordinario: ciascuno di loro ha realizzato una serie di lavori oggi esposti negli spazi dei Servizi Sociali, in Municipio, e a disposizione di tutti coloro che – attraverso questo laboratorio di narrazione pittorica – intendono conoscere il loro modo di raccontare la pandemia”.

I laboratori sono stati seguiti da Vittorio Belli e Olivia Balestra, referenti dell’Associazione, oltre che da altre realtà del territorio da anni impegnate nel terzo settore. “La mostra ‘La sedia magica’ – commentano i due coordinatori del progetto – è il frutto di mesi difficili in cui i nostri ragazzi e le nostre ragazze si sono uniti oltremodo. Nel corso degli incontri online e delle videochiamate spesso veniva affrontato il tema dell’emergenza in corso e si parlava del COVID-19 come il nemico da affrontare. Non comprendevano la ragione dell’isolamento e del fermo improvviso e ingiustificato delle attività settimanali. Attraverso i loro racconti, trasformati in disegni ed opere pittoriche, sono riusciti a condividere apertamente il loro stato d’animo”.

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