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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Covid, Angelini (Ausl): "Difficile convincere i no vax, bisogna rivolgersi a chi non si vaccina per paura"

“Ci sono persone che hanno fatto del loro essere contrarie alla vaccinazione qualcosa di identitario, una convinzione fortissima. Con queste persone è difficile pensare di convincerli e non ha senso farlo"

Lavorare con pazienza sulle persone che non prendono il vaccino anti-Covid solo per paura e che pur non essendo coperti non si possono definire “no vax”: è la ricetta che viene applicata dall'Ausl Romagna, spiegata al programma di Rainews24 'Parliamone' da Raffaella Angelini, direttrice del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Ausl Romagna. “Dobbiamo dare una risposta a chi ci indica delle paure, senza minimizzarle, perché vanno comprese e bisogna farsene carico come sistema”, spiega Angelini. Nella trasmissione Rai Angelini risponde ad una serie di domande, a partire dal cosiddetto 'Caso Rimini', che come Trieste e Bolzano può essere definita una roccaforte no-vax in Italia.

Casi in notevole aumento ma la regione non cambia colore

Spiega Angelini: “Anzitutto non c'è alcun caso Rimini, la Regione Emilia-Romagna è tra quelle in cui i tassi di copertura della vaccinazione sono tra i più alti d'Italia, per cui in questo quadro guardiamo con particolare attenzione la porzione della regione, vale a dire la provincia di Rimini, dove la copertura è più bassa, ma che vede pur sempre un dato superiore al 75%, vale a dire che 3 su 4 cittadini riminesi sono regolarmente vaccinati. Non bisogna quindi enfatizzare la situazione, ma lavorare per migliorare questo dato”. 

Ma perche proprio a Rimini il dato più basso rispetto alla media? “E' una tendenza che vediamo da decenni – continua Angelini -, da prima del Covid. A Rimini si sono aggregate associazioni ostili alla vaccinazione, e questo ha determinato sul territorio un effetto sulla percezione dei benefici e dei rischi. Dove ci sono associazioni che diffondano informazioni contrarie ai vaccini è ovvio che ci sono cittadini, pur non contrari, ma che ascoltano questo tipo di voce rispetto alla voce della scienza  che arriva dai canali scientifici e dal proprio medico di base. Questo ha determinato una situazione di flessione dei vaccini, ma solo in alcune fasce di età, in particolare in quella 30-50 anni”.

Tuttavia, aggiunge Angelini, “non vanno definiti tutti 'no vax'”. Spiega la direttrice della Sanità Pubblica: “Ci sono persone che hanno fatto del loro essere contrarie alla vaccinazione qualcosa di identitario, una convinzione fortissima. Con queste persone è difficile pensare di convincerli e non ha senso farlo. Dobbiamo invece rivolgere massimamente la nostra attenzione alle persone che hanno paura,  si tratta di persone preoccupate più del vaccino che della malattia. Bisogna agire con loro, non perdere la pazienza e offire delle proposte. Per esempio nell'Ausl Romagna abbiamo messo in piedi un sistema  col centro di allegologia, per vincere una delle paure più frequenti cioè quella della reazione allergica. In tal caso mettiamo il cittadino in contatto con specialisti e se è necessario li vaccianiamo in un ambiente protetto, in presenza di un rianimatore o medico dell'emergenza. Dobbiamo dare una risposta a chi ci indica delle paure senza minimizzarle perché vanno comprese e bisogna farsene carico come sistema”. 

Inquietà il dato dei 137 operatori sanitari che non si sono vaccinati nell'Ausl Romagna. Commenta a riguardo Angelini: “Chi sceglie di fare il mestiere del medico, dell'infermiere e dell'operatore sanitario in genere, sceglie di prendersi cura degli altri e quindi prima di tutto non danneggiarli. Vaccinarsi è un dovere morale prima ancora che deontologico. Ed è difficile pensare che dei colleghi possano fare scelte così diverse, ma questo numero rappresenta solo l'1,5% del personale dell'Azienda Usl, mentre tutti gli altri hanno aderito e lo hanno fatto molto presto, nelle primissime fasi della campagna vaccinale. Anche coi colleghi non vaccinati bisogna avere lo stesso approccio. Qualcuno di loro è bloccato dalla paura, su questi si può agire. Gli altri sono invece ideologicamente contrari e per loro si arriva al provvedimento di sospensione”. 

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