Covid-19, i casi attivi nel Cesenate sono 34. Il richiamo di Venturi: "Non dimentichiamo le tre regole base"

Dall'inizio della pandemia i casi nel Cesenate sono 925, dato che comprende 84 morti e 707 guariti. In provincia i casi complessivi sono saliti a 1801, di cui 1553 guariti

Salgono a 34 i casi attivi di covid-19 nel territorio Cesenate. L'Ausl ha confermato un'altra positività nelle ultime 24 ore a Cesenatico. La situazione aggiornata a lunedì pomeriggio vede quattro pazienti ricoverati e 30 in isolamento domiciliare che non necessitano di cure ospedaliere. Dall'inizio della pandemia i casi nel Cesenate sono 925, dato che comprende 84 morti e 707 guariti. In provincia i casi complessivi sono saliti a 1801, di cui 1553 guariti. Oltre alla positività accertata a Cesenatico si aggiungono una a Forlì ed una a Bertinoro. Complessivamente i ricoverati con sintomi sono cinque, mentre coloro che si trovano in isolamento domiciliare sono 49. Nel Forlivese i casi attivi sono 20, mentre i dimessi guariti dall'inizio dell'emergenza sono 846. E' stabile a 110 il numero delle vittime.

La situazione in Emilia Romagna

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 29.220 casi di positività, 42 in più rispetto a domenica, di cui 27 persone asintomatiche individuate nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. La gran parte dei nuovi contagi sono riconducibili a focolai o a casi già noti e a persone rientrate dall’estero. I tamponi effettuati da domenica sono 2.302, per un totale di 578.586. A questi si aggiungono anche 1.040 test sierologici. I guariti salgono a 23.645 (+7): l’81% dei contagiati da inizio crisi. I casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a lunedì sono 1.298 (32 in più di domenica).

Purtroppo, si registrano tre nuovi decessi: 1 in provincia di Piacenza, 1 in quella di Parma e 1 in quella di Bologna. Riguardano 2 uomini e una donna. Le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 1.201(+24). Scendono a 6 i pazienti in terapia intensiva (-2 da domenica), salgono a 91 (+10 rispetto a domenica) quelli ricoverati negli altri reparti Covid. Le persone complessivamente guarite salgono a 23.645 (+7 rispetto a domenica): 201 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 23.444 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.577 a Piacenza (+1), 3.747 a Parma (+6), 5.056 a Reggio Emilia (+7, di cui 3 sintomatici), 4.050 a Modena (+8, di cui 4 sintomatici), 5.153 a Bologna (+8, di cui 5 sintomatici); 406 a Imola (invariato), 1.070 a Ferrara (invariato); 1.131 a Ravenna (+7, di cui 1 sintomatico) e 2.233 a Rimini (+2,  di cui 1 sintomatico).

Il monito di Venturi

Intanto l'ex commissario per l'emergenza sanitaria in Emilia-Romagna, Sergio Venturi, in un lungo post su Facebook torna a parlare dell'epidemia e della diffusione della Covid-19, richiamando tutti alle proprie responsabilità. "Tutto dipende da noi, è tutto nelle nostre mani. Cerchiamo di fare in modo che questo tempo, fino al vaccino o alla cura con gli anticorpi, passi e ci lasci indenni", scrive in un passaggio l'ex assessore alla Sanità.

"Ognuno di noi vorrebbe che l’estate servisse a portare a zero i nuovi contagi ma non sarà così. Già è tantissimo che siano andati a zero nella nostra regione i decessi e anche quelli del Paese sono numeri assolutamente contenuti - afferma Venturi -, non riusciamo a eradicare il virus soprattutto per responsabilità che ci riguardano direttamente. Ci sono soltanto tre cose da fare per impedire nuove infezioni e le conosciamo bene: distanziamento fisico, mascherine e igiene delle mani e delle superfici, non è difficile ma un po’ ce lo stiamo dimenticando".

Poi Venturi fa il punto sulla situazione focolai in Italia: "Qualche infezione arriva di ritorno da nostri connazionali che tornano dalle vacanze o da qualcuno che torna per lavoro in Italia, ma i numeri sono molto contenuti e tutto sommato tranquillizzanti. Sta succedendo in Italia quello che in Corea sono abituati a vedere e a fronteggiare da diversi mesi: qualche nuovo piccolo focolaio. Le sedi dei nuovi focolai sono tutto sommato prevedibili – prosegue l'ex commissario ad acta – qualche festa e qualche area dove la troppa sicurezza fa qualche brutto scherzo come in alcuni magazzini e come alcune sedi della catena del freddo come impianti di lavorazione alimentare. Dobbiamo imparare a convivere con questo virus fin tanto che non ci saranno gli anticorpi monoclonali che sono in fase di sperimentazione e promettono bene, oppure i nuovi vaccini. Sei mesi? Nove mesi? Non tanto".

Cruciale, secondo l'ex assessore, il rispetto delle regole che abbiamo imparato negli ultimi mesi: "In questo periodo non dobbiamo mollare o dimenticarci quello che è accaduto e quindi continuare a rispettare le regole che insieme abbiamo imparato. I nuovi casi sono mediamente più leggeri tanto che nella nostra regione le persone ricoverate sono da qualche tempo meno di 100 e meno di 10 quelle in terapia intensiva. La carica virale, grazie alle mascherine che portiamo, all’igiene che sappiamo praticare e al distanziamento fisico è assai bassa. Per questo la malattia è mediamente più lieve".

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