Cronaca

Sconti su un immobile e pass per gli stadi: accuse di corruzione nell'Agenzia delle Entrate

La figura centrale del presunto sistema corruttivo sarebbe stato lo stesso vertice locale del Fisco, in particolare l'ex direttore provinciale dell'Agenzia delle Entrate Angelo Gasbarro

Un giro di corruzione intorno all’Agenzia dell’Entrate di Forlì-Cesena: è quanto è stato ricostruito dalla Procura della Repubblica di Forlì, che, al termine di una minuziosa indagine, ha emesso tre avvisi di conclusione indagine nei confronti di tre indagati. La figura centrale del presunto sistema corruttivo sarebbe stato lo stesso vertice locale del Fisco, in particolare l’ex direttore provinciale dell'Agenzia delle Entrate Angelo Gasbarro, 65 anni, che, secondo quanto ipotizzato dalle accuse, avrebbe ottenuto vari favori da imprenditori sottoposti, con le loro società, a procedure fiscali.

Che tipo di favori? Dalle indagini spiccherebbe in particolare uno sconto per l’acquisto di una villetta a Forlimpopoli che Gasbarro stava acquistando da una società presieduta da un imprenditore in quel momento sottoposto a verifica fiscale da parte della Guardia di Finanza, il cesenate Gianluca Salcini. Un beneficio che, secondo le indagini curate dal procuratore capo Sergio Sottani e dal pm Lucia Spirito, avrebbe portato il direttore dell’Agenzia delle Entrate a convocare i vertici della Finanza di Cesena per avere informazioni sulle verifiche in corso. Il mese successivo, quindi, si sarebbe completata la compravendita immobiliare con una sospetta riduzione di almeno 50mila euro del prezzo di vendita dell’immobile. Nel frattempo Gasbarro, sempre secondo le accuse, avrebbe comunicato allo stesso imprenditore amico e ad un suo commercialista delle direttive interne dell’Agenzia delle Entrate che secondo il capo d'accusa sarebbero dovute rimanere riservate 

Ma non finisce qui: tra le accuse emerge anche un altro episodio, rubricato dalla Procura come un traffico di influenze illecite a favore di un altro imprenditore, il ravennate Alberto Mambelli, che avrebbe ricevuto delle informazioni, con una rideterminazione del reddito d'impresa, su un accertamento in corso all’Agenzia delle Entrate di Ravenna relativa ad una società di cui era socio al 50%, tramite una presunta “mediazione” del direttore forlivese. In queste relazioni sarebbero anche passate tre tessere per accedere gratis alle partite di calcio in tutti gli stadi d'Italia, finite sempre nelle mani dell’ex direttore provinciale di Forlì, in quanto Mambelli è dirigente anche della Lega Nazionale Dilettanti. Le difese hanno ora alcuni giorni per presentare le loro memorie o farsi interrogare, dopo di ché la Procura dovrà decidere se procedere con la richiesta di rinvio a giudizio.

L'AGENZIA DELLE INTRATE - In una nota l'Agenzia delle Entrate fa sapere che "sull'indagine che coinvolge l'ex direttore della Direzione provinciale di Forlì-Cesena, l'Agenzia delle Entrate Emilia-Romagna assicura la piena collaborazione agli inquirenti per far luce sulla vicenda. In attesa che si definisca il procedimento penale, il dirigente già da tempo è stato assegnato a nuovo incarico. Non appena saranno disponibili gli atti della Procura, l'Agenzia delle Entrate adotterà tutti i provvedimenti contemplati dalla disciplina legale e contrattuale".

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