Coronavirus, tutte le ipotesi della "fase due": chi e come potrà riaprire

La task force di esperti e il Governo sono al lavoro per la cosiddetta "fase due" dell'emergenza sanitaria, che dovrebbe prevedere una lieve riapertura, seppur parziale e con diverse regole a cui sottostare

La task force di esperti e il Governo sono al lavoro per la cosiddetta "fase due" dell'emergenza sanitaria, che dovrebbe prevedere una lieve riapertura, seppur parziale e con diverse regole a cui sottostare. Il premier Conte ha avuto moto di parlare in video collegamento con il pool capeggiato da Colao, l'obiettivo è quello di individuare "nel breve periodo" le indicazioni per uscire "gradualmente dal lockdown", finalizzate a un "progressivo e graduale ritorno alla normalità".

Secondo quanto riportano le agenzie di stampa, il presidente del Consiglio ha chiesto al comitato di individuare, in stretto raccordo con il comitato tecnico-scientifico, le modalità più efficaci e innovative per uscire gradualmente dal lockdown, favorendo la ripresa delle attività produttive, anche attraverso l’elaborazione di modelli organizzativi che consentano la riapertura di fabbriche e aziende nelle condizioni di massima sicurezza per i lavoratori.

L'altro compito affiato da Conte alla task force sarebbe quello di elaborare proposte da offrire al Governo per il progressivo e graduale ritorno alla normalità con riguardo alle più generali relazioni di comunità. Il presidente Colao e i membri intervenuti hanno mostrato la massima disponibilità a perseguire gli obiettivi indicati. Colao ha assicurato che sarà dato massimo impulso all’attività del comitato, in coerenza con l’esigenza, manifestata dal presidente Conte, di individuare soluzioni urgenti e efficaci.

Coronavirus, tutte le ipotesi sulla fase due

Meno di tre settimane. Questo il tempo a disposizione degli esperti per far ripartire l'Italia e dare inizio alla fase due il prossimo 4 maggio. Una ripresa graduale che sarà comunque condizionata dall'evolversi della curva epidemica, diversa tra le Regioni: la missione è quella di ripartire, ma evitando una nuova ondata di contagi. 

Come potrebbe essere questa fase due? Dimentichiamo ancora per un po' i baci e gli abbracci: con l'eventuale riapertura di negozi e uffici ci saranno nuove regole da seguire. I luoghi di lavoro dovranno essere sottoposti ad una pulizia approfondita almeno due volte al giorno, così come i sistemi di areazione. Negozi e uffici dovranno essere dotati di erogatori del disinfettante, mentre chi lavora a contatto con il pubblico dovrà obbligatoriamente indossare la mascherina protettiva e i guanti. Guanti obbligatori anche per chi acquista cibi e bevande, con la distanza di un metro tra le persone che continuerà ad essere una regola da rispettare.

L'ingresso nei negozi avverrà a scaglioni in base anche alla grandezza dei locali. La misura di riferimento dovrebbe essere i 40 metri quadri: nei negozi di queste dimensioni potrà entrare solo un cliente per volta. Nonostante la fase due preveda la riapertura di diverse attività, ne esistono alcune, come bar, ristoranti, parrucchieri e centri estetici, per cui è difficile rispettare il distanziamento di un metro. Per la cura della persona il Governo sta valutando l'obbligo di lavorare solo su appuntamento e sempre con guanti e mascherina, mentre per le attività di ristorazione sarà necessaria una riorganizzazione che garantisca la distanza di un metro tra lavoratore e cliente, e di almeno due metri tra i tavoli.

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Per quanto riguarda il trasporto pubblico, le corse verranno intensificate e a bordo si potrà stare soltanto seduti, con alcuni posti che dovranno rimanere vuoti per garantire la distanza di un metro. Queste sono soltanto alcune delle ipotesi sul tavolo in merito alla fase due, ma ci sarà tempo fino al 3 maggio per capire con quale strategia ripartire, soprattutto in base all'evoluzione dell'epidemia.

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