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Coronavirus, Bonaccini: "Le regole vanno riviste. E le decisioni comunicate in anticipo"

Cosi il governatore dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini al termine della Conferenza delle Regioni, conclusasi sabato sera dopo oltre tre ore di confronto

"Serve un deciso cambio di passo. A partire dalla campagna vaccinale, la priorità assoluta. E sulle misure per la ripresa economica. Vanno poi riviste le regole e i parametri di entrata e uscita dalle zone di rischio, con una maggiore semplificazione, certezze, non disorientamento, e le decisioni che vanno comunicate molto prima a cittadini e imprese rispetto a quanto accade ora". Cosi il governatore dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini al termine della Conferenza delle Regioni, conclusasi sabato sera dopo oltre tre ore di confronto. "Nelle prossime ore presenteremo al Governo, al quale chiediamo un incontro urgente, una serie di proposte da discutere in vista del prossimo Dpcm", evidenzia Bonaccini.

Sulla campagna vaccinale Bonaccini è esplicito: "Sta andando a rilento, non per disguidi organizzativi, per carenza di personale o indisponibilità della popolazione. In Emilia-Romagna siamo in grado di fare fino a 45mila somministrazioni al giorno (oltre un milione al mese), non possiamo andare avanti facendone un decimo. Andamento comune nel Paese. Il problema sono le forniture. Per questo chiediamo al Governo di intraprendere ogni sforzo per reperire più dosi. Le Regioni sono a disposizione nelle forme e nei modi utili e possibili, a partire dal coinvolgimento diretto di aziende e filiere nazionali, per produrre qui i vaccini. Inoltre, stiamo già collaborando attivamente col Governo per arrivare ad un accordo quadro nazionale con i medici di medicina generale, coi quali nella nostra regione abbiamo sottoscritto l’intesa per la vaccinazione del personale della scuola".


Da domenica l’Emilia-Romagna entra in zona arancione: "insieme alle altre Regioni siamo già al lavoro su proposte di revisione dei meccanismi di ingresso e uscita dalle diverse fasce. Un sistema di regole che va rivisto, che determina un calo temporaneo dei contagi e subito rialzi, senza che la curva pandemica venga davvero fermata: serve un respiro più lungo, un’analisi approfondita dei luoghi e delle attività, anche in base ai dati di rischio già accertati. Come Regioni, poi, siamo tutte d’accordo su un fatto: quando introduciamo restrizioni particolari per i singoli territori, devono essere attivati contestualmente gli indennizzi per le categorie coinvolte. Per questo è necessario che tali provvedimenti siano adottati con l’intesa del ministro della Salute. Troviamo insieme le soluzioni migliori per fermare il contagio e far ripartire il Paese".

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