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Cooperative sociali, Usb: "Contratto da respingere, invertire la rotta per i lavoratori"

L'Unione sindacale di base invita i lavoratori a "respingere un contratto che dà tanto alle cooperative e nulla ai lavoratori"

"Un altro contratto a 'perdere' per i lavoratori del settore mentre i dati di Unioncamere ci dicono che la cooperazione sociale, almeno in Emilia Romagna, non conosce crisi (più 6,2% di fatturato nel 2016 rispetto al 2015) e una crescita occupazionale del 4,8% . Nel 2016 le cooperative sociali in Regione erano 762 con un fatturato complessivo di in miliardo e 935 milioni di euro. Gli addetti sono più di 51.000 e circa 8000 nella nostra Provincia". E' l'analisi dell'Unione Sindacale di Base Cooperative sociali della provincia.

Venerdì alle 16.30 è convocato un presidio davanti alla sede di Confcooperative in Via dell'Arrigoni (laterale di via Dismano). L'obiettivo è appunto dire 'no' al contratto di categoria, il cui "ultimo rinnovo fu siglato il 16 dicembre 2011 fra Cgil, Cisl e Uil e Legacoop, Confcooperative-Federsolidarietà e AGCI, la scadenza del contratto collettivo nazionale 2010-2012 sarebbe stata di lì a un anno, il 31/12/2012, con l'ultima tranche riconosciuta a contratto scaduto, nel marzo 2013. Da allora sono passati 75 (settantacinque) mesi senza contratto".

L'Usb parla di "un contratto senza sostanza dal punto di vista economico, e senza coraggio dal punto di vista normativo. Alla mancia degli 80 euro per il livello C1 scaglionati in tre tranche a partire da Novembre 2019 (ma ci sono cooperative dove la maggioranza dei lavoratori ha livelli inferiori) e dei 300 euro una tantum (anche questi scaglionati in due tranche e che “recuperano” appena il 18% dei circa 6.000 euro perduti per la vacanza contrattuale) , Cgil Cisl e Uil associano una serie di elargizioni ai datori di lavoro intollerabili per chi da anni prova a mettere un freno alla possibilità data alle cooperative di operare costantemente in deroga alle regole, al diritto ed al buon senso riguardo le retribuzioni, i minimi contrattuali, la flessibilità, la banca ore, la salvaguardia dei tempi di vita dal tempo di lavoro".

"Un contratto - secondo Usb - che regala tanto alle cooperative, come sempre, e nulla alle lavoratrici e lavoratori". L.'Usb lancia "un appello a tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore affichè respingano questo contratto nelle assemblee, per invertire la rotta a partire dalla battaglia per la riduzione dell'orario di lavoro a 36 ore, il riconoscimento del lavoro usurante, l'introduzione della quattordicesima mensilità; l'aumento degli scatti di anzianità, il pagamento dl tempo di vestizione divisa, contro l'eccessivo utilizzo di contratti part-time e a termine".

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