Bagno, il Comune sbaglia una nomina in una società. Camagni: "Ora dovrà restituire i compensi"

A comunicarlo è il sindaco di Bagno di Romagna Marco Baccini ,che fa un primo punto della situazione.

E’ scattato per il Comune di Bagno di Romagna una verifica sulla regolarità formale delle nomine negli organi di governo delle società partecipate in forza di alcuni limiti introdotti alla normativa che ne regola la disciplina e che determina la necessità di alcune revisioni già emerse. A comunicarlo è il sindaco di Bagno di Romagna Marco Baccini ,che fa un primo punto della situazione. Sostanzialmente a capo della società Terme Sant'Agnese si trova ora un consigliere che, per legge, non potevano rivestire quel ruolo, con l'obbligo ora, per lui, di restituire le somme già percepite. "A seguito della recente nomina di un componente del consiglio d'amministrazione della società termale Sant’Agnese controllata dal Comune - precisa il primo cittadino - è emerso che la normativa che ne regola la disciplina è stata modificata con l’introduzione di un limite stringente. Ovvero non possono essere nominati negli organi di governo soggetti in stato di quiescenza se non a titolo gratuito. Ai medesimi soggetti è inoltre preclusa la possibilità di conferimento di incarichi dirigenziali se non per la durata di un anno e a titolo gratuito".

Si tratta però di una normativa risalente al 2014. A sollevare la questione è un'interrogazione del consigliere di minoranza David Camagni: "Emerge che sia nel pubblico avviso riferito alla nomina dell'attuale Consigliere delegato effettuata nel 2016, sia in quello riferito alla recente nomina del Presidente, è stato omesso il riferimento al D.L. 90/2014 entrato in vigore il 25/06/2014 con il quale viene stabilito che a soggetti ex lavoratori privati o pubblici in quiescenza possano essere attribuite cariche di governo in società controllate solo in modo gratuito e per la durata di un anno senza possibilità di proroga o rinnovo. A seguito di tale colpevole omissione i due Amministratori non sono stati informati di tale limitazione ma, mentre il Presidente forse potrà modificare la decorrenza del proprio pensionamento, il Consigliere delegato risulta incolpevolmente ancora in carica in violazione di tale norma con l'obbligo di rimborsare quanto percepito. E' del tutto evidente la gravità della situazione che si è determinata anche per i potenziali riflessi negativi sulla governance e sull'immagine della S. Agnese per cui chiedo di sapere come è potuto accadere che in successivi avvisi pubblici sia stato ripetutamente ignorato il D.L. 90/2014 art. 6 commi 1 e 2 entrato in vigore in data 25/06/2014 determinando nomine senza una preliminare verifica sulla particolare situazione dei candidati".

Riprende il sindaco Baccini: "Questi limiti sono contenuti in un una legge di conversione del 2015 la cui introduzione sta comportando una verifica a tappeto delle nomine effettuate dalle nostre società partecipate, ciò che è emerso in occasione della recente nomina di un componente del consiglio di amministrazione delle Terme di Sant’Agnese, anche su sollecitazione di una interrogazione del consigliere di minoranza David Camagni, che era stato interessato dalla medesima norma nell’ambito del ruolo che gli era stato affidato quale membro del consiglio di amministrazione di ASsp. In questi giorni, pertanto - precisa il sindaco - abbiamo avviato ulteriori approfondimenti in merito alla piena conformità normativa delle nomine negli organi amministrativi delle società partecipate, avvenute negli ultimi anni".

L’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Marco Baccini, nell’ambito delle nomine da individuare, ha introdotto il metodo della selezione su manifestazione di interesse aperta ad ogni interessato, la cui individuazione avviene su base curriculare e su un colloquio con il Sindaco stesso per garantire anche il carattere fiduciario del rapporto. "In ogni caso - chiude Baccini - ci tengo a sottolineare che nella nomina dei componenti degli organi amministrativi delle società partecipate l’ente comunale ha sempre operato avendo cura di assicurare la massima professionalità nell’interesse delle società stesse e, quindi, nell’interesse pubblico generale. A questo punto, sarà cura del Comune dare seguito ai menzionati approfondimenti, assumendo le conseguenti decisioni".
 

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