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Sfruttamento del lavoro in agricoltura, la Finanza: "Ripartiranno i controlli"

E' quanto emerso a margine della Festa della Guardia di Finanza, il 245° anniversario della fondazione del corpo, che si è tenuta a livello provinciale nel comando di piazza Dante venerdì mattina

Grandi fenomeni di evasione fiscale da colpire col sequestro di beni, reati compiuti nei fallimenti e sfruttamento del lavoro sotto-pagato negli allevamenti e in agricoltura: sono queste le principali emergenze degli ultimi mesi che la Guardia di Finanza di Forlì-Cesena sta fronteggiando, anche con una serie di inchieste e indagini che hanno portato a risultati clamorosi. E' quanto emerso a margine della Festa della Guardia di Finanza, il 245° anniversario della fondazione del corpo, che si è tenuta a livello provinciale nel comando di piazza Dante venerdì mattina.

In generale nei primi 5 mesi dell'anno sono state concluse 20 indagini di polizia giudiziaria, eseguite 49 verifiche e 86 controlli fiscali che hanno portato alla denuncia di 16 persone. Sono state avanzate proposte di sequestro di beni per un valore di 13 milioni di euro. Il contrasto all'economia sommersa ha permesso di scoprire 26 evasori fiscali e 50 lavoratori in nero.

LAVORO NERO IN AGRICOLTURA
Il gruppo di Cesena della Guardia di Finanza di Cesena ha lavorato nell'ultimo anno ad una maxi-operazione, chiamata “Freedom” volta a sradicare il fenomeno crescente del caporalato in agricoltura e nei sub-appalti per alcune attività degli allevamenti agricoli, in particolare nella valle del Savio. “Freedom” ha permesso di scoprire un’organizzazione criminale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e allo sfruttamento degli immigrati nei lavori in agricoltura e negli allevamenti avicoli, in condizioni disumane, che ha portato all’arresto di quattro persone e al sequestro preventivo di società cooperative per un valore complessivo di circa 600mila euro, oltre a 48 lavoratori in nero, di cui 10 clandestini. 

“Non è stato possibile individuare responsabilità risalendo la filiera degli appaltanti – spiega il comandante provinciale della Guardia di Finanza Alessandro Mazziotti -, anche se è evidente che c'è una convenienza economica a rivolgersi a queste cooperative dedite allo sfruttamento degli immigrati. Quest'indagine ha in ogni caso avuto un forte impatto per regolarizzare il settore, anche con l'impegno delle associazioni d'impresa. Da parte nostra, con l'avvio della stagione della raccolta della frutta saremo molto presenti con nuovi controlli”.

EVASIONE FISCALE INTERNAZIONALE
Per quanto concerne l’evasione fiscale internazionale, nel cui ambito sono stati conclusi 54 interventi, sono stati eseguiti piani di contrasto aI paradisi fiscali, proseguendo e rafforzando le attività di controllo nei confronti di soggetti che hanno trasferito capitali all’estero in violazione della disciplina sul monitoraggio fiscale, delle persone fisiche e delle società che hanno fissato fittiziamente la residenza o la propria sede in paesi a fiscalità privilegiata o che intrattengono rapporti commerciali con società controllate o collegate.

Gran parte di questi 54 interventi nascono dall'operazione “Torre d'avorio”, risalente al 2014, partita dall'acquisizione di un'enorme mole di dati di scambi finanziari tra l'Italia e San Marino. Le Fiamme Gialle hanno lavorato per individuare diversi casi e recuperare le tasse evase. Questo ha comportato, di fatto, un massiccio rientro di capitali in Italia e scoraggiato l'esportazione di grosse somme non dichiarate al fisco italiano sul Titano. 

SEQUESTRI DI PATRIMONI “SOSPETTI”
Ma la Guardia di Finanza è partita nell'applicazione di normative più efficaci derivanti dalle leggi anti-mafia. In sostanza, chi ha grossi squilibri tra il reddito dichiarato e il patrimonio che ha a disposizione, può essere soggetto ad un sequestro preventivo dei suoi beni, ai fini della confisca. Un recente caso ha riguardato Il principio è che chi dichiara redditi bassi, non può avere a disposizione risorse per mantenere una barca o un'auto di lusso e di conseguenza, se non dimostra in modo esauriente l'origine del suo patrimonio, questo viene sequestrato in quanto sospettato di essere illecito. “Il concetto di base di questa normativa è che l'evasore fiscale o chi ha accumulato grandi ricchezze illecite, poi non può godersele e quindi viene spinto a regolarizzarle”, spiega il comandante provinciale. Recentemente, proprio su questo capitolo, è stato effettuato recentemente un sequestro da 2 milioni, 176 mila euro ad un immobiliarista, disposto dal Tribunale di Forlì. In totale 34 immobili e 22 appezzamenti di terreno tra il Forlivese e il Cesenate. Lo scopo di queste azioni è di intralciare chi magari si è macchiato di reati di bancarotta e, nonostante questo, continua a mantenere tenori di vita molto alti e inspiegabili per l'andamento dei loro affari.

FALSE DICHIARAZIONI PER OTTENERE SUSSIDI
Pare anche del tutto terminata l'odiosa abitudine di chi fintamente dichiarava redditi bassi ed oltre al vantaggio fiscale, otteneva anche la priorità per sussidi vari di natura sociale, sanitaria e scolastica. I controlli a campione della Finanza hanno portato a verificare 37 posizioni, di cui l'86% irregolari. I controlli sulle esenzioni ticket  hanno permesso di riscontare 14 irregolarità. Il timore di essere “pizzicati” dalla Finanza, tra l'altro per sussidi che a volte permettono di risparmiare poche migliaia di euro, ha scoraggiato gli evasori, tanto che sono diminuiti in alcuni casi i volumi totali delle più diverse domande di sussidio. E' stato così fortemente contenuto un fenomeno molto in vista che. Più degli altri, provocava in senso di ingiustizia tra i cittadini in regola.

RICICLAGGIO
Per il contrasto al riciclaggio e altri reati finanziari, invece, sono stati effettuati accertamenti patrimoniali, ai sensi della normativa antimafia, e nei confronti di tre soggetti è stato effettuato un sequestro per un valore di oltre due milioni di euro. In generale sono state svolte 65 indagini che hanno portato alla denuncia di un soggetto per reati di riciclaggio, 4 soggetti per reati societari e 36 soggetti per reati fallimentari.

LE ONORIFICENZE
Nel corso della festa c’è stata la consegna di alcune ricompense morali concesse ai militari che si sono particolarmente distinti in servizio. In particolare, hanno ricevuto l’Encomio Solenne i seguenti militari: Capitano Silvia Volpe, Lgt Michele Roberto, Maresciallo Capo Claudio Baldassari  Maresciallo Ordinario Mario Scafuro e Brigadiere Maurizio Orlando, mentre l’Encomio Semplice è stato consegnato a: Tenente Manlio Panci, Maresciallo Capo Stefano Cavallari, Maresciallo Paolo Fantaccione e Maresciallo Ordinario Amedeo Mazza. Il Comandante Provinciale ha inoltre consegnato all’Appuntato in congedo Giovanni Cimatti (classe 1917) un attestato in ricordo del  suo 100° genetliaco.

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