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Consiglio sul centro, l'appello: "Fermare i lavori nella piazza, perderemo il lavoro"

Apertura dell'assessore Dionigi: "Vogliamo però dare un ulteriore segnale in questa direzione, comunicando la disponibilità a procedere all’intero sostegno delle spese legate all’identificazione di un project manager per lo sviluppo del centro storico"

Quale futuro per il centro storico di Cesena? A cercare di dare una risposta a questa domanda si è tenuto giovedì pomeriggio un atteso consiglio comunale aperto, con la partecipazione delle rappresentanze di categoria. Il consiglio viene dopo l' estenuante braccio di ferro tra Comune e comitato civico “Centro anch'io” che ha raccolto 7400 firme contro la soppressione del parcheggio di piazza della Libertà.

APERTURA CITY MANAGER - Il consiglio aperto doveva essere un modo per mettere le opinioni a confronto e svelenire il clima dopo l'ultima manifestazione, che arrivò ad interrompere il Consiglio Comunale, con rischi di denunce per interruzione di pubblico servizio. Ad aprire il confronto è stata la relazione dell'assessore alle Attività produttive Tommaso Dionigi, che ha aperto sulla figura del “city manager”, una delle più pressanti richieste del comitato, per avere una figura unica che raccordi tutte le politiche sul centro: “Su questo tema, più volte, abbiamo chiesto la collaborazione delle Associazioni, dei commercianti e del comitato stesso, rivolgendo un appello volto al cofinanziamento di questa attività , senza però raccogliere la disponibilità di nessuno a farsi carico, insieme all’amministrazione comunale di questo intervento. Vogliamo però dare un ulteriore segnale in questa direzione, comunicando la disponibilità a procedere all’intero sostegno delle spese legate all’identificazione di un project manager per lo sviluppo del centro storico, come è più corretto chiamarlo. Nei giorni scorsi, abbiamo coinvolto il Prof. Luca Mazzara, direttore del Master in City Management della Facoltà di Economia dell’Università di Bologna. A lui abbiamo chiesto un’analisi del ruolo del project manager del centro storico, anche considerando gli esempi nazionali ed internazionali dell’applicazione concreta di un ruolo di questo tipo, ricevendo da parte del docente universitario ampia disponibilità a collaborare”.



LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA. Hanno quindi preso la parola le associazioni di categoria, contributi esterni tipici della forma del consiglio comunale aperto. Hanno parlato Pier Giorgio Matassoni (Cna) e Pietro Manuzzi (Confartigianato). Quindi ha preso la parola Corrado Augusto Patrignani, presidente di Confcommercio e strenuo oppositore al progetto di piazza della Libertà: “Non mi ricordo un clima così avvelenato in città e credo che la responsabilità sia di quest'amministrazione. Questo clima non può essere stato creato da 4 botteghe. Nelle aziende a volte capita di prendere scelte sbagliate, ma si torna indietro, non si persevera. Vogliamo rimarcare che con questa iniziativa chiuderanno delle attività, perderanno il lavoro molte persone, padri di famiglia. Ci sarà meno sicurezza, meno coesione sociale. Sarebbe intelligenza politica di fronte a tante richieste quella di sospendere l'intervento: sarebbe ricordata come una scelta di lungimiranza. Sospendiamo il progetto e facciamo altri incontri per realizzare il bene di tutti. In un momento di crisi non possiamo spendere dei soldi per abbellire la propria casa e far soffrire i propri figli”.

Netto anche il giudizio di Graziano Gozi, direttore di Confesercenti: Nel corso del Festival del cibo di strada abbiamo parlato con degli ospiti che venivano da fuori e che non vivono la nostra città quotidianamente: hanno espresso giudizi positivi sul centro, giudicato vivace e bello. A proposito di questi eventi, oggi c'è anche un'intolleranza, con scenate incredibili da parte di certi soggetti: questi eventi sono utili o una scocciatura? Siamo dentro uno scontro che nel tempo si è imbarbarito: si parla poco per incontrarsi e il risultato è una città divisa. Serve tornare ad un confronto normale. Vogliamo ribadire che l'intervento su piazza della Libertà per noi è incomprensibile e dannoso e non lo avremmo voluto, per lo meno servirebbe un'alternativa vicina. Ritengo positiva la soluzione, anche temporanea, dell'utilizzo dell'ex caserma dei carabinieri, dentro c è un piazzale che può essere usato come parcheggio ed è a 250 metri da piazza della Libertà e vicino al Bonci. Ma il futuro del centro non si limita a Piazza della Libertà e descrive tutti i giorni una città irraggiungibile è controproducente. Infine sul “city manager” siamo d'accordo, ma non abbiamo mai parlato cosa deve fare”.

IL COMITATO – A nome del combattivo comitato “Centro Anch'io” ha preso la parola il presidente Marco Giangrandi: “Prima di tutto chiariamo il nostro ruolo: non siamo un movimento politico, non siamo un'organizzazione di categoria, ma siamo solo un unione di cittadini. Proponiamo un progetto che deve essere patrimonio di tutti e operiamo con critiche costruttive. Il centro è per noi un malato grave che soffre di una crisi che è anche di identità. Il comune ha cambiato il progetto su piazza della Libertà e vorremmo che ascoltasse le problematiche sorte con questa modifica. Noi abbiamo raccolto 7400 firme, quando i residenti del centro sono 6000. C'è stata una recente manifestazione – e chiediano scusa se alcuni toni sono stati esagerati ma c'è gente disperata là fuori. Sono da sempre un elettore del Pd, ma osteggio questo progetto e se il sindaco crede che un voto dia diritto di non ascoltare 7400 firme e 300 manifestanti, fa un grosso errore. Inoltre non siamo il comitato del no, da sei mesi lavoriamo su proposte proattive che presto presenteremo, siamo un gruppo di lavoro coeso e che lavora, ma nel frattempo chiediamo una sospensione dei lavori in piazza della Libertà e l'apertura di un tavolo di confronto o rischiamo tra un paio d'anni di fare un taglio del nastro con qualche ministro e con delle attività chiuse. Noi non molleremo, continueremo queste battaglie, il centro deve tornare una stanza di casa nostra. C'è tantissimo lavoro da fare”.

LE MOZIONI – Dopo gli interventi, i gruppi politici hanno presentato una serie di mozioni sul centro storico. Libera Cesena (centro-destra) chiede con due mozioni di bloccare i lavori e impiantare una commissione di studio sulla viabilità cittadina. La mozione del Pd, viceversa, fa riferimento ad una città “unità di centro e periferia” e insiste sulla raggiungibilità in centro mediante bus scambiatori e piste ciclabili. Il M5S, con le sue mozioni, chiede lo slittamento dell'intervento a dopo Pasqua, anzitutto per salvare il periodo più intenso dello shopping, inoltre si chiede un piano organico per il centro e un forte investimento sui ritrovati archeologici del sottosuolo cesenate (“Usiamo tre milioni di euro per seppellire la storia di Cesena”, commenta il capogruppo Rosso). Infine Cesena Siamo Noi, nel suo documento, chiede una serie di interventi tra cui l'utilizzo della tecnologia delle app telefoniche per rendere più fruibile il centro.

Hanno trovato il voto favorevole dell'assemblea le mozioni di Pd e Cesena Siamo Noi. Bocciate quelle presentate da "Libera Cesena" e Movimento 5 Stelle. Prima delle votazioni, in segno di protesta, il M5S ha abbandonato l'aula.

Ulteriori informazioni in seguito

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