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Conferita a Savignano la cittadinanza onoraria a Vittorino Andreoli

Luminare della psichiatria e arguto analista della società contemporanea, a legare il professore a Savignano è la sua profonda amicizia con l'indimenticato Maestro Ilario Fioravanti, di cui Andreoli è stato biografo

"Onorato da questo riconoscimento, e ancor più onorato di riceverlo in Comune, perchè il Comune è luogo ed emblema della comunità". Ha rimarcato il senso di cittadinanza e la necessità di tornare a essere persone “comuni” l'intenso intervento del professor Vittorino Andreoli, insignito della cittadinanza onoraria di Savignano sul Rubicone nel corso della seduta straordinaria del consiglio comunale di sabato. Luminare della psichiatria e arguto analista della società contemporanea, a legare il professore a Savignano è la sua profonda amicizia con l'indimenticato Maestro Ilario Fioravanti, di cui Andreoli è stato biografo.

Ad aprire la seduta di un consiglio aperto emozionato e partecipatissimo è stata l'introduzione del sindaco Giovannini, che ha voluto rimarcare l'attitudine profondamente empatica dell'ospite, ripercorrendone “l'appassionato percorso umano e professionale, contraddistinto dalla volontà di apertura al mondo, in una continua ed estrema voglia di rimettersi sempre in gioco”. Stima unanime espressa poi da tutti i gruppi consiliari, che hanno rimarcato il ruolo svolto da Andreoli come insegnante, divulgatore e uomo di scienza.

Dopo il commosso momento di consegna della pergamena e firma dell'albo di cittadinanza onoraria il professore ha regalato all'attenta platea un intervento appassionato ed intenso, capace di amalgare citazioni di Platone e Schopenauer a un'ironica scherzosità entusiata. “In un'epoca in cui tutti sembrano voler essere eccezionali voglio riscoprirmi essere comune, parte di un gruppo, e mai come oggi, in questo Comune, sento di esserne parte. La gioia è propria del “noi”, si compie pienamente solo quando si rispecchia negli occhi uno dell'altro, quando si è comunità che dà senso ad ognuno dei suoi membri”.

Divertito l'accenno alla Romgana come “terra di accoglienza, un'accoglienza che denota quanto abbiamo sempre bisogno dell'altro”, delicato il ricordo dell'amico Ilario Fioravanti, “fragilissimo e al contempo instancabile fino agli ultimi giorni”: “grazie a lui – ha detto il professore alla vedova di Fioravanti Adele Briani – ho scoperto cos'è un uomo”. Quella di Vittorino Andreoli è la settima cittadinanza onoraria di Savignano degli ultimi dieci anni.

Prima di lui a ricevere l'importante riconoscimento sono stati, nel 2008, lo stesso maestro scultore Ilario Fioravanti, il fondatore del Sermig Ernesto Olivero, il chirurgo Bruno Giovanni Gridelli. Nel 2011 sono poi entrati a far parte della comunità saviagnanese il nunzio apostolico della Santa Sede Monsignor Pietro Sambi, l'organista olandese Dirk Barten, “mecenate” della tutela del prezioso organo Nacchini Dacci alla Chiesa del Suffragio, e il fotografo Mario Beltrambini, tra i fondatori del circolo “Cultura e immagine” e pietra miliare del festival internazionale di fotografia Si Fest. 

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