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Mosaici, Confcommercio spinge sul turismo culturale: "Museo della città negli spazi di Sant'Agostino"

"La prima osservato è il fatto che l'affioramento - afferma il presidente di Confcommercio Patrignani - ha polarizzato l'interesse dei passanti e dei visitatori"

Le indagini archeologiche avviate in via Strinati dove è riemersa una porzione di mosaico romano durante i lavori eseguiti per conto di Hera sui sottoservizi a pochi centimetri dall'ingresso dei negozi che vivacizzano l'antica strada, suggeriscono alcune riflessioni al presidente di Confcommercio cesenate Augusto Patrignani. "La prima è il fatto che l'affioramento - osserva il presidente - ha polarizzato l'interesse dei passanti e dei visitatori, la seconda che i commercianti del luogo hanno resistito e stanno resistendo ai disagi provocati dal cantiere inevitabilmente allungatosi per cause di forza maggiore con grande senso di responsabilità e disponibilità nonché spirito di collaborazione, la terza che il nuovo mosaico può e deve fungere da attrattiva culturale per il centro".

"Le due funzioni prevalenti e integrate del centro storico - aggiunge Patrignani - sono quella commerciale e culturale, legate e in interazione e Cesena ha necessità di un progetto di rilancio culturale e turistico che riguardi anche gli altri contenitori culturali cittadini, oltre alla Grande Malatestiana. In questo senso Confcommercio auspica che possa essere realizzato il Museo della città negli spazi di Sant'Agostino già acquisiti dal Comune in cui poter finalmente riunire in bella e armonica vista gli attuali piccoli musei disseminati in città in spazi che probabilmente, come gli stessi esperti del settore rimarcano, non li valorizzano pienamente". 

"Capiamo che le risorse sono carenti e l'auspicio è che si intercettino i fondi governativi, ma dopo la riqualificazione della Malatestiana, la priorità della cultura cesenate è diventata il Museo della città - chiosa -. Non pochi reperti archeologici, dal canto loro, giacciono in buona parte in un magazzino non visibili alla cittadinanza. Ecco allora che una razionalizzazione dei contenitori culturali insieme alla realizzazione del museo della città in stand by da dieci anni, consentirebbe di valorizzare tante attrattive, fra cui  reperti e lo stesso prezioso nuovo mosaico affiorato, che prima o  dovrà trovare una collocazione dignitosa e decorosa. Questi nuovi poli culturali contribuirebbero ad incrementare l'offerta del centro storico, unica, irripetibile insostituibile proprio per il suo mix di commercio e cultura che la rende inconfondibile".

"Più vole Confcommercio - conclude il presidente Patrignani - pur nel pieno rispetto per il lavoro importante ed encomiabile delle Sovrintendenze - ha osservato che chi amministra deve esercitare un ruolo di non supina sudditanza della politica quando si è di fronte a veti e divieti che complicano la vita 'sopra', anteponendo la tutela dei reperti 'sotto'. In questo caso, in ogni caso, la giusta cura per il recupero di un mosaico di pregio, che richiede fondi, risorse, tempo, deve essere necessariamente accompagnata  dalla valorizzazione del reperto affiorato in una collocazione che dia lustro al mosaico e alla città".

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