Confcommercio: "No al progetto di Piazza della NON Libertà"

In un lungo comunicato firmato Corrado Augusto Patrignani, il presidente di ConfCommercio esprime tutto il suo dissenso al progetto di Piazza della Libertà

Il progetto della Piazza

In un lungo comunicato firmato Corrado Augusto Patrignani, il presidente di ConfCommercio esprime tutto il suo dissenso al progetto di Piazza della Libertà. Ribadisce la volontà di un parcheggio interrato proprio sotto quella Piazza in cui la Soprintendenza ha dato parere negativo agli scavi. Si scaglia contro questo ente, che a detta sua, tiene in scacco le amministrazioni. Aggiunge sul piatto il parere di cento commercianti affezionati ai 66 posti auto.

"Dopo l'annuncio del sindaco Lucchi sull'avvio del progetto della pedonalizzazione di piazza della Libertà, - si legge - l'Osservatorio Confcommercio ieri ha contattato un centinaio di commercianti del centro per chiedere il punto di vista sull'intervento e non c'è stato uno - uno che fosse uno - che abbia detto che si tratta di una scelta positiva".

"I commercianti, ma non solo loro - i residenti, cittadini, gli utenti, molti partiti politici, tante associazioni non integraliste fra cui addirittura gli ambientalisti e il Wwf e Italia Nostra - vale a dire una cospicua, rilevantissima parte di città, ha chiesto ripetutamente che in quella piazza venga mantenuto il parcheggio, preferibilmente realizzandolo interrato e sistemando in superficie la piazza".

"Come Confcommercio - sottoilnea - sono anni che lo diciamo: togliere il parcheggio da piazza della Libertà sarebbe un errore che costerebbe carissimo all'intera città e soprattutto è un'idea storicamente fuori dalla storia amministrativa cittadina, tant'è che nel 2003 il progetto vincitore del concorso indetto dall'amministrazione Conti - e redatto dallo stesso esecutore del nuovo progetto voluto da Lucchi cioé l'architetto Malacarne, prevedeva il parcheggio interrato".

"E' nostro dovere - scrive - difendere la città da interventi che sono destinati a rovinarla e a renderla meno fruibile. E anche se questi interventi li assumesse un Premio Nobel.
Una buona politica, secondo noi, deve essere capace di conciliare le due esigenze: assegnare decoro alla piazza in superficie e nel contempo realizzare il parcheggio interrato. Non è una impresa da marziani, anche quello può essere "fatto"".
 
"E' mai possibile - si chiede - che le Sovrintendenze nel terzo millennio tengano in scacco le amministrazioni comunali e su ogni intervento debba pendere la spada di Damocle del blocco dei lavori per l'eventuale ritrovamento dei reperti? Gli amministratori hanno o no il dovere di risolvere questo problema, rivedendo il loro rapporto con le Sovrintendenze e riacquisendo l'autonomia di poter governare ciò che sta sopra senza che diventi assurdamente prioritario la salvaguardia di ciò che si trova sotto?".

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"Ai nostri commercianti interpellati - rivela - in generale non è piaciuto. Ma come Confcommercio non entriamo nel merito estetico, perché ci soffermiamo su un'altra considerazione. Siamo in tempi di vacche magrissime e abbiamo i soldi contati, ripete da mesi l'amministrazione, aggiungendo che ogni risorsa va lesinata e utilizzata in maniera accorta. Bene: e allora su un progetto che non prevede edificazioni (ma una pavimentazione, un paio di fontane, 16 alberi e sei panchine) si vorrebbe investire la cifra di tre milioni e 100 mila euro?".
 
"Si tratta di un importo così elevato - dice - (segno che i soldi per fare le cose che si vogliono ci sarebbero) che con qualche adeguamento consentirebbe di realizzare  il parcheggio interrato in piazza della Libertà, sopra il quale ci metteremmo d'accordo anche domani: va bene il giardino, vanno bene le alberature, vanno bene le panchine, va molto bene la valorizzazione dell'abside, va bene tutto (ieri a un giornalista scherzando ho detto che andrebbe bene pure una foresta), purché vi sia anche la rampa di accesso per il parcheggio interrato".
 
"La città è di tutti, - conclude - piazza della Libertà non solo è emporio ocmmerciale a cielo aperto, ma luogo della nostra memoria. Il suo destino non può essere affidato ad una scelta amministrativa ahi noi, duole dirlo, autoritaria, che addirittura si pone in contrasto con la precedente amministrazione dello stesso colore politico. Così facendo diventerebbe piazza della "non libertà", ovviamente nel senso di libertà di spostarsi e di fruire la città, una piazza-boomerang per questa città. Riflettiamoci: siamo ancora in tempo per evitare il supremo danno".

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