La Confartigianato: "Prioritario guardare ai nuovi poveri"

"Passano sotto traccia coloro che dopo aver fatto tutto il possibile per salvare la propria attività,vengono a trovarsi in una situazione in cui perdono il lavoro, la casa ed i risparmi accumulati in una vita"

Il sostegno alle povertà in aumento per l'effetto della crisi rischia di passare in secondo piano. E' la considerazione che viene da Stefano Bernacci, Segretario Confartigianato Cesena: “Rispetto al teatrino della politica e ai dibattiti che, anche a livello locale, spesso anche per colpa nostra, si alimentano con poche idee e ben confuse, l'appello che il direttore della Caritas diocesana Gino della Vittoria ha lanciato in questi giorni rappresenta un problema grave e concreto su cui riflettere ed impegnarsi”.

Ricorda Bernacci: “Agli albori della crisi nel 2008/2009 ci fu una mobilitazione pressoché generale per tutelare il lavoro, favorire le imprese nel rapporto con il credito ed assistere coloro maggiormente colpiti dal rischio povertà. Onestamente gli sforzi fatti andarono nella direzione giusta e si riuscì per quanto possibile ad attutire i primi effetti della crisi. Oggi, la situazione, seppure per molti aspetti più preoccupante, rischia di peggiorare”

A far paura è la crescita della povertà: “Condividiamo la preoccupazione per la crescita delle povertà che ormai non coinvolge i soggetti tradizionalmente più a rischio ma si sta estendendo a macchia d'olio anche verso figure che fino ad oggi godevano di una certa tranquillità sociale. Si tratta di famiglie dove si è persa la sicurezza del reddito derivante dal lavoro, di lavoratori dipendenti, di giovani in cerca di prima occupazione di piccoli imprenditori che stanno vedendo sfumare il loro sogno di realizzazione professionale, personale e familiare attraverso l'esperienza del lavoro autonomo”.

“Quasi sempre i riflettori sono orientati verso coloro che perdono il lavoro a seguito di ridimensionamenti parziali o totali delle aziende in cui sono occupati, mentre passano sotto traccia coloro che dopo aver fatto tutto il possibile per salvare la propria attività, impegnando spesso anche i propri beni personali vengono a trovarsi in una situazione in cui perdono il lavoro, la casa ed i risparmi accumulati in una vita”, precisa Bernacci.

Quindi l'appello: “E' necessario rianimare e rafforzare una rete sociale di protezione e partecipazione non lasciando soli coloro, che come la Caritas, sono impegnati in prima linea, potendo contare esclusivamente sulle proprie poche e limitate risorse, per cercare di aiutare chi vive una situazione di disagio economico, sociale e personale. Nei giorni scorsi come Forum della associazioni di ispirazione cattolica abbiamo ribadito la necessità di puntare su di un modello di sviluppo che metta al centro le persone, la famiglia ed il lavoro come condizione per alimentare un'economia socialmente responsabile. Per questo l'appello alla costituzione di un tavolo per le povertà ci trova d'accordo e partecipi analogamente con quanto avvenne in occasione delle iniziative di solidarietà promosse dalla diocesi di Cesena-Sarsina a cui parteciparono amministrazioni, locali, fondazione Cassa di Risparmio, banche, associazioni, imprese e singoli cittadini”.

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Ed infine: “Molto si sta facendo con spirito di carità e di solidarietà. Questo rappresenta un fattore identitario del nostro territorio ed al tempo stesso uno dei beni più preziosi che abbiamo a disposizione. Occorre però unire maggiormente gli sforzi e ottimizzare le risorse perché un territorio che si vanta giustamente della propria qualità del buonvivere non può permettersi di lasciare indietro nessuno, pena la propria coesione sociale e la perdita di occasioni per affrontare al meglio le sfide che la modernità ci pone davanti”.

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