Sesso per permessi di soggiorno, per il poliziotto donne consenzienti

Le donne straniere con cui il poliziotto ha avuto rapporti sessuali erano consenzienti. Si è difeso così nell'interrogatorio di garanzia in carcere, davanti al giudice per le indagini preliminari Pasquale Gianniti, l'agente cesenate

Le donne straniere con cui il poliziotto ha avuto rapporti sessuali erano consenzienti. Si è difeso così nell'interrogatorio di garanzia in carcere, davanti al giudice per le indagini preliminari Pasquale Gianniti, l'agente cesenate che lavorava all'ufficio immigrazione della Questura di Bologna, arrestato martedì per concussione sessuale continuata. Il legale non ha chiesto i domiciliari durante l'interrogatorio ed è stato confermato il carcere.

Secondo le indagini della Squadra Mobile, basate sulle denunce delle vittime, su alcune testimonianze, oltre a intercettazioni telefoniche e verifiche sui tabulati, il poliziotto avrebbe ottenuto favori sessuali da quattro donne immigrate in cambio di una corsia preferenziale sulle pratiche per il rilascio di permessi di soggiorno. Nei mesi scorsi è stato trasferito all'ufficio personale. La Procura ha scelto la via dell'arresto per il rischio di reiterazione del reato. Dopo l'arresto è stato immediatamente sospeso dal servizio.

Nell'interrogatorio, secondo quanto ha appreso l'Ansa, l'indagato ha sostenuto di non avere mai esercitato forme di influenza nei confronti delle donne, legata ad una possibilità di ingerirsi nei procedimenti amministrativi. "Ha risposto a tutto - ha detto l'avvocato Gabriele Bordoni, che ne ha assunto la difesa - dando spiegazioni molto dettagliate, rimandando a particolari".

L'ORDINANZA - Una persona alla continua ricerca di incontri con donne straniere con le quali manifestava l'interesse esplicito ad avere rapporti sessuali. Con un'impressionante scelta delle destinatarie delle attenzioni: irregolari o in corso di regolarizzazione. E' il profilo, secondo l'ordinanza di custodia, del poliziotto cesenate. Dalle intercettazioni, che riportano i contatti tra lui e le quattro donne di cui si hanno riscontri del reato, tre marocchine e una moldava - che non sembrano le uniche frequentate - emerge come operava. In un caso, in due anni si contano 826 telefonate, in entrata e in uscita, con una ragazza delle quattro. Era solito pressarle anche via sms e andava direttamente a casa loro, chiedendo di incontrarle.

Lo stato di assoggettamento delle vittime e la posizione gerarchica sfruttata dall'agente, per gli investigatori, si delinea nello sfogo che una di loro ha con la madre, a dicembre 2011, contattata pure lei dal cesenate. Lui chiedeva dove si trovasse la figlia, che provava a sottrarsi ad un incontro, evidentemente non gradito: "Che vuoi che faccia!? Lo devo fare venire a fare sesso gratis e poi andarsene? Lui approfitta del fatto che io avevo quel problema...", cioé una questione sui documenti.

Dopo un primo approccio 'normale' con le straniere, sostiene l'ordinanza, l'agente iniziava ad incutere nelle giovani il timore di veder pregiudicata la possibilità di una definitiva regolarizzazione della posizione. Se lui non fosse stato un poliziotto dell'ufficio immigrazione, le donne non gli si sarebbero concesse, viene annotato. Una vittima dell'agente, una giovane marocchina che è stata la prima ad essere sentita dai pm, ha spiegato che aveva maturato la consapevolezza che il cesenate aveva il potere di decidere sulle sorti del rinnovo in bilico, la possibilità di 'chiudere un occhio'. Ed è stata sempre lei ad aver 'carpito' con il cellulare l'audio di alcune conversazioni e un incontro sessuale, registrazioni poi sequestrate dagli inquirenti.

Con la nordafricana, sempre secondo quanto si apprende, il poliziotto parlava del matrimonio contratto per regolarizzarsi e del fatto che non vivesse più con il marito. Anche il fatto che l'uomo non fosse in casa al momento dei controlli, poteva rappresentare un ostacolo al rinnovo e diventava uno strumento di persuasione in mano al poliziotto: "Adesso però guardiamo cosa succede... altrimenti big, big, big problem, perché già un'altra volta tuo marito no qua torna la polizia, tuo marito ancora no qua, dopo dice 'eh no buono...no no buono per niente''.

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Dopo un po', la giovane cedeva alle avances. Che utilizzasse o millantasse per i propri scopi la possibilità di intervenire sulle pratiche emerge secondo l'ordinanza da un dialogo con la moldava, in attesa della cittadinanza italiana: "Ne abbiamo di tempo prima che ti dia la cittadinanza!", dice lui. Poi la rassicura: "No, te la danno te la danno, Oddio! Per quello... per quello che abbiamo fatto noi te la danno...Poi se la prefettura non dice niente in contrario, se non fanno altre storie loro, dovrebbe essere tutto a posto...".

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