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Cronaca

Lo spettacolo dei Rockin'1000, 17mila cuori al Manuzzi: "Qui non c'è rabbia, ma solo speranza"

Il mega-concerto per gli alluvionati regala emozioni in uno stadio pieno. 'Romagna Mia' l'intrusa in una scaletta tutta rock

"La rabbia non serve, la speranza ci farà vincere la sfida del cambiamento climatico". Il manifesto di questo 'Rockin'1000 for Romagna' non poteva che essere di Fabio Zaffagnini, l'ideatore e l'anima della rock-band più grande del mondo. 17mila cuori sugli spalti e mille musicisti sul prato verde hanno regalato una serata di musica ed emozioni, due ore che sono scivolate via per gli appassionati di rock arrivati da tutta Italia.

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Venti brani in scaletta, si parte con ‘Enter Sandman’ dei Metallica e si chiude con 'Learn to Fly’ dei Foo Fighters, e non poteva essere altrimenti. Un ritorno al passato, sette anni dopo, era il 24 luglio 2016 quando lo stadio Manuzzi faceva per la prima volta da cornice ai "Mille" che oggi hanno incarnato alla perfezione lo spirito dei romagnoli che non si piegano all'alluvione. "Vogliamo dare un segnale di ripartenza - ha detto Zaffagnini - la Romagna non è rimasta impantanata nel fango".

VIDEO - In scaletta anche Romagna Mia

Un pubblico scatenato, in tanti hanno ballato sugli spalti del Manuzzi che ha aperto le porte alle 18:30 di sabato. Intorno alle 20 Lodovica Comello ha tastato il polso dei 17mila che si sono infiammati quando alle 21 sono entrati in campo i protagonisti, l'esercito dei mille che hanno suonato all'unisono con chitarre e batterie. C'è stato il tempo per un minuto di silenzio per le vittime dell'alluvione, per il giuramento dei musicisti ed anche per una poesia interpretata da Tommaso Caporali. 

La mega rock-band

A guidare i mille non c'era Garibaldi ma i direttori d’orchestra Rodrigo D’Erasmo e Daniele Plentz. A metà serata il medley dei Radiohead di Diodato, ospite d'onore dell'evento. "La prima impressione quando sono arrivato? Una botta. Questo concerto è la dimostrazione che la musica serve ad abbattere le barriere e a sentirsi vivi. Vi porterei tutti in tour - ha scherzato Diodato - ma non so se posso permettermelo".

Da brividi Bohemian Rhapsody dei Queen, poi Zaffagnini ha preso il microfono per parlare di clima: "In questi mesi ci sono state tante catastrofi, una dietro l'altra. L'impressione è che sono state messe delle toppe su un tessuto usurato. Dobbiamo iniziare a cambiare, dobbiamo iniziare a ragionare in ottica ambientalista. Gli ambientalisti non sono iettatori, o uccelli del malaugurio. Dobbiamo ragionare sul perché ci siamo ridotti così, ma la rabbia non serve, è solo l'anticamera della rassegnazione. Dobbiamo cambiare le cose con atti di potere quotidiani, pensate agli angeli del fango o burdel de paciug, loro hanno fatto la cosa giusta. Non abbiamo rabbia, ma solo speranza, ed è quella che ci farà vincere". 

I musicisti sul prato del Manuzzi

Nel finale non è mancato un grande applauso per la mega rock-band che ha provato i brani per giorni per "trasformare i sogni individuali in un sogno collettivo, ma non è stato un sacrificio - ha detto Zaffagnini - qui c'è solo tanta energia positiva". In una scaletta tutta rigorosamente rock l'intrusa non poteva che essere 'Romagna Mia' e sul prato verde del Manuzzi è arrivato anche Moreno il Biondo prima di chiudere in bellezza con 'Learn to Fly'.

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