"Con 3 T Red un milione e mezzo in cassa", ma guardando le città vicine i numeri non tornano

L'assessore Ferrini: "La missione non è fare cassa ma aumentare la sicurezza stradale. Il bilancio del Comune è solido e se i cesenati non passeranno col rosso tanto meglio"

E' la principale novità, sul fronte delle entrate, del bilancio di previsione 2020 del Comune di Cesena, lo stesso provvedimento che introduce la gratuità degli asili: il Comune ha in previsione di incrementare le proprie entrate recuperando un milione e mezzo di euro in più dalle sanzioni per violazione del codice della strada. E' una questione spesso dibattuta se le sanzioni ancora da staccare possano essere messe a bilancio come se fossero una tassa, oppure segnate solo a consuntivo. La tentazione che così vengano considerate un sistema “per fare cassa” e non uno strumento di educazione stradale è grossa.

Il Comune di Cesena, come è stato spiegato in conferenza stampa intende introdurre quei sistemi di rilevazione automatica "che sono già utilizzati nei Comuni limitrofi" come ha sottolineato il sindaco Lattuca. In particolare i T-Red, quei dispositivi posizionati negli incroci più critici che fotografano le vetture che bruciano il rosso, facendo scattare la multa di 163 euro, come prevista dal codice della strada. L'assessore Luca Ferrini ha annunciato che in città ne arriveranno tre e ognuno, seconda la stima del Comune, porterà in cassa circa 500mila euro permettendo di recuperare la cifra di 1,5 milioni ipotizzata per il bilancio 2020.

Una stima troppo ottimistica? CesenaToday ha cercato riscontri sulle previsioni. Vediamo i numeri di Forlì, che ha una struttura di traffico simile a Cesena, e di conseguenza anche il livello di infrazioni ai semafori. Sono presenti otto di questi dispositivi di rilevamento automatico delle infrazioni. Quattro installati più di recente, in corrispondenza degli incroci semaforici tra via Placucci e viale dell'Appennino a San Martino in Strada; tra via Campo di Marte e viale Spazzoli; tra via Campo di Marte e via Medaglie d'Oro e tra viale Gramsci e via Andrea Costa. Poi ci sono quattro telecamere “storiche”, ovvero quelle poste all'incrocio di viale Roma e via Campo di Marte lungo la direttrice della via Emilia; all'intersezione tra le vie Bolognesi-Spazzoli-II Giugno direzione Piazzale della Vittoria, e all'incrocio tra via Bologna e via Firenze direzione città; e infine fuori città c'è quello a Panighina di Bertinoro.

I dati ufficiali dall'1 gennaio al 30 giugno parlano di 1302 infrazioni accertate dagli 8 rilevatori semaforici. Indicativamente se ne possono stimare il doppio, quindi 2604 nell'arco di 12 mesi. Se tutti i multati pagassero la sanzione, cosa che non accade visto che i dati nazionali dicono che solo 4 persone su 10 lo fanno, il Comune di Forlì incasserebbe 424.452 euro. Frutto del lavoro di ben otto T Red, con ognuno che riesce a capitalizzare circa 53mila euro, e non 500mila, circa dieci volte meno. Dati ovviamente indicativi considerando anche che l'efficacia di questi dispositivi varia a seconda della criticità degli incroci stradali in cui sono posizionati.

Ma vediamo il caso di Rimini. Quattro impianti dal primo gennaio al 31 luglio hanno registrato 2301 violazioni del codice della strada con l’attraversamento col rosso. Sono collocati su alcuni degli incroci cittadini più trafficati regolati da impianto semaforico. In particolare su Viale Principe Amedeo - Via Matteucci; su Via Caduti di Marzabotto - Via di Mezzo - Via Jano Planco, su Via Siracusa - Via Tommaseo e sull’impianto che regola la viabilità tra le vie Beltramini – Sacramora - Morri. Ad agosto se ne è aggiunto un altro sulla SS72 San Marino all'incrocio con via della Gazzella, per un totale di 5 (di cui non si hanno ancora dati).

Analizzando i dati ufficiali dei primi quattro, in sette mesi hanno messo a referto 2301 violazioni, rapportate ai 12 mesi sarebbero 3944. Facendo il solito calcolo per la sanzione di 163 euro, nelle casse entrano 642.872 euro, con ognuno che riesce a ricavare circa 160mila euro. Rimini, a differenza di Forlì e di Cesena, ha un traffico meno fluido, con più incroci semaforici e soprattutto molto traffico automobilistico di transito di turisti, di visitatori e operatori fieristici, inoltre alcuni impianti sono stati posizionati su strade di grande traffico di passaggio anche di non residenti, come per esempio la superstrada per San Marino. Si tratta di un'utenza che meno conosce le strade e quindi su cui vale meno l'effetto di deterrenza per chi compie, invece, lo stesso tragitto abitualmente. In ogni caso siamo sempre lontani dai numeri ipotizzati a Palazzo Albornoz, vale a dire tre volte meno.

Non sembra necessario dover essere esperti matematici per capire che le stime del Comune di Cesena appaiono fin troppo ottimistiche. Pur mosse dal nobile intento di combattere i comportamenti scorretti e pericolosi alla guida, dopo un'estate macchiata di sangue sulle strade, i numeri di bilancio non tornano. I tre rilevatori per arrivare al milione e mezzo in più stimato nel bilancio 2020, dovrebbero mettere a referto oltre 9mila contravvenzioni nel 2020. C'è poi la solita considerazione che non tutti i sanzionati pagano.

luca ferrini assessore 1-2

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Sulla questione abbiamo interpellato l'assessore Luca Ferrini: “Rispetto alle altre città bisogna considerare - esordisce l'assessore - il trend dei cittadini che con il tempo modificano eventuali comportamenti scorretti. Gli uffici del Comune hanno fatto un calcolo, una stima, che si basa su dati oggettivi e su simulazioni che vedono in campo la Polizia Locale. Ma voglio sottolineare bene che il bilancio del Comune è solido, se i cesenati non passeranno col rosso tanto meglio. Il Comune sarà il primo ad essere contento e farà comunque quadrare i conti". Poi l'assessore alla sicurezza con delega alla polizia municipale rimarca la mission dei nuovi T Red: "Non c'è volontà di fare cassa ma di aumentare la sicurezza stradale, le istanze arrivano proprio dai cittadini che segnalano comportamenti pericolosi come l'eccesso di velocità e il passaggio con il rosso. Stiamo studiando con la Polizia Locale quali sono gli incroci dove sarà più opportuno posizionare i dispositivi".

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