Compagni di scuola e nella vita, a lezione di dizione poetica con Paolo Montevecchi e Marialuce Bianchi

Il Laboratorio Intensivo di Dizione Poetica, che si terrà online sulla piattaforma Zoom PRO dei “7 Laboratori Teatrali di Paolo Montevecchi” dall’11 al 13 settembre, con 6 ore di lezione al giorno

Compagni di scuola e nella vita. Questo è il verso che meglio riassume il sodalizio tra Paolo Montevecchi e Marialuce Bianchi, entrambi allievi dell’indimenticabile Vittorio Gassman. Un'eredità quella del “Maestro” difficile da sostenere, che comporta una grande responsabilità nei confronti degli allievi dei “7 Laboratori Teatrali” che intendono avvicinarsi professionalmente al mestiere dell'attore. Vittorio Gassman, grandissimo cultore della poesia, ha tramandato ai suoi l'amore per il verso poetico, in quanto punto di partenza per qualunque tipo di recitazione, alternandosi agilmente tra teatro, cinema, televisione e poesia. Marialuce Bianchi, docente del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma (CSC) e docente del Conservatorio di Teatro di Roma, in questi anni ha collaborato attivamente con i “7 laboratori Teatrali di Paolo Montevecchi” organizzando insieme a lui Laboratori intensivi di recitazione cinematografica e sperimentando nuove tecniche di interiorizzazione di un personaggio assolutamente innovative.

Questa è la volta del Laboratorio Intensivo di Dizione Poetica, che si terrà online sulla piattaforma Zoom PRO dei “7 Laboratori Teatrali di Paolo Montevecchi” dall’11 al 13 settembre, con 6 ore di lezione al giorno. “La dizione poetica – commenta Marialuce Bianchi – è fondamentale perché insegna all'attore a fare attenzione a come lavora con il linguaggio. Siccome il linguaggio, l’eloquio, fa parte della posizione esteriore, c’è la necessità di essere perfettamente coscienti di come lo elaboriamo, per evitare che il linguaggio diventi una “interferenza” rispetto alla posizione interiore. E’ come voler fare un salto mortale conoscendo perfettamente la parte teorica della modalità con la quale io devo compiere questo salto, ma non avere i muscoli allenati per farlo.”

“La poesia – aggiunge Paolo Montevecchi – è il luogo ideale per fare questo, proprio perché nella dizione poetica, nella recitazione delle poesie, viene totalmente eliminata la parte interpretativa, perché dietro a una poesia non c’è un personaggio, non c’è il dramma del personaggio. C’è solo la poesia. Quella deve rimanere. La poesia ci da la possibilità di lavorare sul linguaggio, riuscendo a restituire immagini attraverso l’elaborazione estetica, formale del significante, cioè di come sono scritte quelle parole e di come sono le sequenze delle sillabe scritte”.
 

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