Commemorata anche a Cesena la "Giornata della Memoria"

La cerimonia si è conclusa con l'apposizione di una corona alla lapide che i ricorda gli uomini e le donne, che non torneranno più dai campi della morte

Commemorata sabato a Cesena, in piazza Bufalini davanti alla Biblioteca Malatestiana, la “Giornata della Memoria” che ricorda la Shoah del popolo ebraico. Presenti tutte le autorità ed in particolare i bambini e le bambine della scuola primaria “Bruno Munari” e “Carlo Collodi” che hanno messo in atto letture e azioni sceniche. Le “Valigie”, nelle quali venivano messe le povere cose di casa, con le quali le famiglie ebree affrontavano il lungo viaggio verso i campi di sterminio nazisti sono state le protagoniste come triste luogo comune di un passato che non si può dimenticare.

Ciascuna di queste è stata decorate con una Stella Gialla, i bimbe e le bimbe le hanno raccolte e ciascuno ha espresso un proprio pensiero in ricordo del milione mezzo dei loro coetanei che trovarono morte orribile nel periodo dei giochi e della scuola. Nei lager furono uccisi oltre sei milioni di Ebrei, Sint, Rom, Testimoni di Geova, Disabili, Malati, Resistenti, Prigionieri di Guerra e quanti altri non erano di “razza pura ariana”. "Purtroppo anche Cesena non fu indenne nella persecuzione ebraica - ha sottolineato il sindaco di Cesena Paolo Lucchi -dopo l'otto settembre con l'asservimento totale ai tedeschi, dopo aver pubblicato le leggi razziali nel 1938, una decina di cesenati di razza ebraica vennero catturati ed avviati alla morte nei campi di sterminio".

Il sindaco ha scandito i loro nomi: Bernard Brumer, Elena Brumer – Rosenbau, Anna Forti, Eda Forti, Lina Forti, Diana Iacchia, Dina Iacchia, Amalia Saralvo Levi, Giorgio Saralvo, Mario Saralvo, aggiungendo il dottor Bisulli, il dottor Franchini e i monaci del monastero del Monte  che si adoperarono per salvarne altri a rischio della propria vita. Sono state suonate musiche klezmer dal duo Siman Tov. La cerimonia si è conclusa con l'apposizione di una corona alla lapide che i ricorda gli uomini e le donne  che non torneranno più dai campi della morte.

La data del 27 gennaio è il giorno in cui si ricordano le vittime dell’Olocausto, del nazismo e del fascismo. È stata scelta questa data perché nella stessa data nel 1945 le truppe sovietiche dell’Armata Rossa arrivarono nei pressi della città polacca di Auschwitz scoprendo l’enorme campo di concentramento e sterminio utilizzato nel corso del genocidio nazista: quel giorno, verso mezzogiorno, le prime truppe sovietiche del generale Viktor Kurockin entrarono ad Auschwitz e trovarono circa 7.000 prigionieri che erano stati lasciati nel campo. Molti erano bambini e una cinquantina di loro aveva meno di otto anni. Erano sopravvissuti perché erano stati usati come cavie per la ricerca medica.

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