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Malatestiana, dubbi del Comitato sui numeri: "Netto calo dei libri prestati"

"Emerge il positivo e inequivocabile allargamento dell'utenza, con il considerevole exploit per i nuovi iscritti, dato assolutamente favorevole che farebbe ben sperare", esordisce il comitato

Il comitato "La Malatestiama che vorremmo" storce il naso in merito ai dati diffusi dall'amministrazione comunale in merito ai servizi erogati dalla Biblioteca Malatestiana nel 2014. "Emerge il positivo e inequivocabile allargamento dell'utenza, con il considerevole exploit per i nuovi iscritti, dato assolutamente favorevole che farebbe ben sperare - esordisce il comitato -. Da solo però tale indicatore non è sufficiente a valutare se la biblioteca soddisfi le esigenze degli utenti e gli obiettivi statutari ovvero, insieme alla conservazione, la promozione e diffusione della lettura".

"Analizzando i dati pubblicati e confrontandoli con quelli degli anni precedenti emergono diversi quesiti ed incongruenze, che rendono per noi difficile confermare  la “scongiurata fuga dal libro”, di cui si è letto in questi giorni nei comunicati dell'Amministrazione - prosegue il comitato -. Profondi mutamenti hanno interessato la Biblioteca e la composizione delle sezioni attuali, modificando la base di calcolo delle singole voci, specialmente dopo l'accorpamento degli audiovisivi, ora costituita dall'imponente collezione del San Biagio e da quella ridotta già presente  in Malatestiana.  Per questo motivo aspettiamo che vengano pubblicati i nuovi parametri e i dati completi del 2013 e 2014, in modo che siano comparabili e omogenei con gli stessi già pubblicati per gli anni precedenti, sia nel sito del Comune - Area PEG - e che in quello della Biblioteca, fornendo ai cittadini, così come d'obbligo,  la possibilità di comparazione".

Per il comitato, "senza queste informazioni complete e omogenee, ad un semplice raffronto sui dati attualmente disponibili, non si può far altro che osservare un netto calo dei prestiti librari (che supererebbe il 15%) che, unito all’allargamento dell’utenza, porterebbe ad una consistente diminuzione di un indice fondamentale per la valutazione dell'efficacia nella promozione alla lettura: i libri letti pro capite dai cosiddetti “lettori attivi” che passerebbe da una media di 12,85 libri/anno (calcolata per il 2012 e forse passibile di minimi aggiustamenti a fronte del riassetto delle sezioni) ad una media di 8,63 libri/anno (circa il 30% in meno). Tanti frequentatori in più, ma meno libri letti. Insomma, per utilizzare una metafora a tema, si sarebbe raccolta molta più uva ma si è prodotto poco vino dalla qualità tutta da verificare".

"Inoltre, risulterebbero in drastico calo anche i ragazzi in visita con le scuole, rispetto al 2012 e 2013 - aggiunge il comitato -. Sarebbe importante avere i dati comparabili,  per poter valutare criticità nel fondamentale rapporto tra biblioteca e scuole del territorio e approntare strategie. Lascia perplessi anche la mancanza di un dato fondamentale: a fronte di affermazioni  che parlano di crescita della biblioteca, manca il numero delle nuove acquisizioni per le diverse sezioni. Appare evidente che l'unico settore che riporta il numero totale dei prestiti in attivo risulti essere la mediateca, reale novità della Nuova Malatestiana, estirpata dal San Biagio in cui non godeva di particolari agevolazioni per l'utenza (apertura ridotta nei giorni e negli orari). Per quanto riguarda la parte storica, monitorata anche dall'Unesco, sembra esserci un rallentamento dell'attività di ricerca, con un calo delle consultazioni dei manoscritti e una diminuzione delle ore di apertura della “sala verde”. E che dire dei visitatori della parte antica? Facendo  un confronto su arco temporale più esteso, tra i dati 2014 (16.810) e 2011 (18.095), vi è stato un deciso calo di presenze anche per la parte museale, che pone domande sull'efficacia della vigente strategia promozionale".

Il comitato conclude osservando "che gli indicatori forniti, oltre che ancora incompleti e non omogenei con i dati pubblicati in precedenza, da soli non sono affatto sufficienti ad effettuare adeguatamente quel “controllo qualità”, comune nel mondo delle imprese e applicato da tempo anche ai servizi degli istituti culturali, la cui prestazione va adeguatamente verificata su indicatori specifici. Dopo l'inaugurazione del 2013 e i profondi mutamenti, ci sembra opportuno che l'assessore e il nuovo Ddrigente del settore si apprestino a fornire i dati completi e a procedere ad un'approfondita analisi dei risultati e prestazione dei servizi, verificando gli indicatori previsti dalle linee guida e dagli standard codificati (Iso, Unesco, Ifla, AIB, recepiti anche da Stato e Regioni), rendendoli disponibili e leggibili in maniera omogenea a tutti gli utenti".

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