Nasce il comitato per dire 'no' alla nuova area produttiva in via Lupa

Alcuni cittadini di Diegaro dicono 'no' all'espansione edilizia della zona ovest di Cesena. E' nato il "Comitato di Liberazione dal Cemento Lupa/Cesena Ovest " per la volontà di alcuni residenti della frazione di Diegaro di Cesena

Alcuni cittadini di Diegaro dicono 'no' all'espansione edilizia della zona ovest di Cesena. E' nato il “Comitato di Liberazione dal Cemento Lupa/Cesena Ovest “ per la volontà di alcuni residenti della frazione di Diegaro di Cesena di bloccare una urbanizzazione produttiva di circa 8 ettari in via Lupa, inserita con l’ultima adozione di Variante al PRG del 6 febbraio 2014. Per i contestatori “la nuova zona produttiva andrà ad intaccare la zona agricola in cui vivono, stravolgendo in maniera pesante la sua naturale vocazione, l’assetto ambientale e la vivibilità del luogo”.

Dicono in una nota Denis Parise e Giuliano Bedei, portavoci del comitato: “Questo Comitato si è costituito per protestare contro il metodo arrogante, disinvolto e privo di sensibilità da parte dell’Amministrazione Comunale che si dice contro il consumo di suolo, ma che nella stessa Variante con cui cancella alcune aree edificabili, ne inserisce due nuove, di dimensioni non trascurabili e con una collocazione discutibile. L’operazione è motivata da ragioni di rilevante interesse pubblico, così dice il Comune, ma non è chiaro se l’interesse sia veramente del pubblico o dei privati proprietari delle aree”.

Ed ancora: “Fra le due nuove aree produttive inserite, quella di via Lupa è già stata oggetto di una precedente richiesta di inserimento nel Piano Regolatore, che è stata bocciata nel 2010 per i pareri contrari sia della Provincia che di altri Enti competenti, vista la sua collocazione del tutto inopportuna in piena zona agricola”

A partire da questa vicenda, il Comitato, nato dall’iniziativa di ben 48 fondatori, intende proporre una riflessione generale sul consumo di suolo agricolo che interessa l’intera città di Cesena. Intende quindi promuovere la necessità di evitare il consumo di suolo agricolo, il riuso del patrimonio edilizio dismesso, e azioni di promozione dell’agricoltura sostenibile e di altre attività compatibili con gli spazi aperti urbani e periurbani.

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Il Comitato intende porre alla riflessione dei cittadini alcune questioni di carattere generale, Scrivono i portavoci: “Siamo sicuri che concedere nuove aree edificabili in zona agricola ai privati corrisponda a istanza di rilevante interesse pubblico? L’interesse pubblico non è forse tutelare l’ambiente e il nostro territorio? L’area che si vuole trasformare in via Lupa è nella zona di rispetto dei pozzi di captazione dell’acquedotto. E’ un’area in cui vivono molte persone che già sono sottoposte alla pressione derivante dalla vicinanza dell’E45. Non ci sono infrastrutture, né reti fognarie, eppure si vuole realizzare una nuova zona industriale con circa 30.000 mq di capannoni. I privati pagheranno per realizzare queste opere, ma il pubblico (cioè i cittadini) pagherà per mantenerle, e per porre riparo ai danni ogni volta che si verificheranno i (prevedibili) dissesti che opere simili provocano. E' lecito che l’Amministrazione comunale conceda ad alcuni privati di rendere edificabili i terreni di loro proprietà in zona agricola a prescindere dalla collocazione dei terreni, dalle strategie del Piano Regolatore e dalle regole del mercato, favorendo di fatto alcune aziende rispetto ad altre?”. Il Comitato promette che si attiverà nei prossimi giorni con manifestazioni pubbliche per sensibilizzare la cittadinanza su questi temi.

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