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"Difendiamo i nostri figli", nasce il comitato: "Mamma femmina e papà maschio"

Cosa minaccia i figli degli aderenti al comitato? Lo indicano in un comunicato: l'assenza del diritto alla vita di ogni essere umano e della tutela la famiglia quale società naturale

E' nato a Cesena il Comitato “Difendiamo i nostri figli”. Scrivono Antonio Domenico Capristo
e Enrico Castagnoli, referenti del gruppo locale: “Dopo i due Family Day di Roma abbiamo deciso di raccogliere la sfida lanciata dal prof. Massimo Gandolfini durante la visita cesenate dello scorso aprile.  Il comitato cittadino mantiene i caratteri distintivi del comitato nazionale, per cui fonda la propria azione culturale, sociale e politica su principi e valori irrinunciabili – di seguito elencati – operando con iniziative concrete idonee a promuoverli, garantirli e difenderli”.

Cosa minaccia i figli degli aderenti al comitato? I due referenti lo indicano in un comunicato: l'assenza del “diritto alla vita di ogni essere umano, dal concepimento fino alla morte naturale, della 
tutela la famiglia quale società naturale fondata sull’unione matrimoniale tra un uomo ed una donna; del diritto di ogni bambino di crescere con una “mamma femmina” e un “papà maschio”, del diritto di ogni bambino di crescere ed essere educato nel rispetto ed in coerenza con la propria identità sessuale (maschio o femmina)”.

Ed ancora: “Vogliamo affermare e difendere il diritto dei genitori alla responsabilità educativa dei propri figli, contrastando ogni tipo di ideologia che si ponga in contrasto con i valori educativi che i genitori hanno liberamente scelto, affermare il diritto – costituzionalmente riconosciuto e garantito – che nessuna persona, per nessuna condizione sociale o personale, possa essere oggetto di discriminazione, emarginazione, atti vessatori, violenza e bullismo, affermare e difendere il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione, che devono essere garantiti nella loro libertà di espressione pubblica”.

Ed ancora: “Il Comitato locale non si pone in alternativa alle organizzazioni, gruppi e movimenti già presenti sul territorio, che già operano con i medesimi scopi. Mira invece ad essere complementare ed aggregativo. La sua composizione eterogenea permetterà un costante dialogo con le realtà locali per cercare di essere più incisivi ogni qual volta la vita, la famiglia, l’educazione libera dei nostri figli e la società verranno messi in discussione ed in pericolo. A tal proposito il prof. Massimo Gandolfini in una recente dichiarazione “Lo scopo del Comitato è essere presenza virtuosa tra le varie espressioni civiche e laiche della città per tenere acceso il dibattito, l’interesse e l’informazione sulle tematiche legate al mondo della famiglia, della scuola e dell’educazione dei nostri figli. Da più parti infatti, a cominciare dalle istituzioni scolastiche, fino ad arrivare a quelle governative e sovranazionali, si sta cercando di far filtrare sul piano pedagogico la cosiddetta “ideologia gender”, che punta a distruggere l’evidenza antropologica fondata sulla differenza maschile e femminile, veicolandola come puro dato culturale. Inoltre la recente approvazione in parlamento della legge sulle “unioni civili”, ha svelato i piani del governo su famiglia e figli: il raggiungimento della piena equiparazione del matrimonio con le unioni di persone dello stesso sesso (in contrasto con l’articolo 29 della Costituzione italiana), per quindi sdoganare culturalmente e giuridicamente la criminale pratica dell’utero in affitto”. 

Ed ancora: “Proprio l’esperienza dell’approvazione della suddetta legge, che ha scavalcato il dibattito nelle commissioni (violando di conseguenza l’articolo 72 della Costituzione) e l’approvazione del testo col ricatto del voto di fiducia, hanno spinto il CDNF nazionale, ed alla stessa maniera anche il Comitato cesenate, ad aderire alla campagna del NO al referendum costituzionale del prossimo ottobre, riportiamo le parole di Massimo Gandolfini “Questi fatti ci hanno provvidenzialmente spinto ad aprire gli occhi per vedere come si stanno comportando le forze che reggono oggi il governo, sul loro autoritarismo e, di conseguenza, sui rischi della riforma costituzionale. Non vogliamo che il sistema bicamerale disegnato dalla Costituzione venga rottamato in favore di uno che accentra i poteri nella figura del premier. Se la riforma costituzionale sostenuta dal governo dovesse passare, in virtù della nuova legge elettorale, tutto il potere si concentrerebbe in un solo partito e in una sola persona, che, con una sola Camera, farebbe approvare in un giorno la legge sull'eutanasia, sulle adozioni per i gay o sulla liberalizzazione delle droghe”.

“Per questo anche a Cesena, il nascente Comitato locale “Difendiamo i nostri figli”, si adopererà sul territorio per raggiungere e informare quanti più cittadini possibili sui rischi che la riforma costituzionale, così costruita, porta con sé, spiegando le ragioni che ci motivano a sostenere il no, auspicando la maggior sinergia possibile con gli altri movimenti contrari alla riforma già esistenti”.

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