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Domenica, 26 Giugno 2022
Cronaca Cesenatico

Come vengono percepiti i corpi intermedi? "Insostituibili": oltre 700 al convegno

Al Grand Hotel Da Vinci di Cesenatico è stata presentata un'indagine su come vengono percepiti i corpi intermedi (associazioni e sindacati, ma anche partiti e movimenti)

Gli oltre settecento intervenuti al convegno “Il valore del dialogo per lo sviluppo economico e sociale” promosso da Ebiter di Cesena e Forlì al Grand Hotel Da Vinci di Cesenatico in cui è stata presentata giovedì pomeriggio un'indagine su come vengono percepiti i corpi intermedi (associazioni e sindacati, ma anche partiti e movimenti sia pur questi ultimi non oggetto della ricerca) è già una risposta plastica: le associazioni di rappresentanza sono vive, vegete, aggreganti e con largo seguito, alla faccia dei processi di intermediazione che si sono diffusi negli ultimi anni.

Fra i partecipanti anche classi scolastiche delle superiori, in una platea ricca di amministratori, sindaci, rappresentanti delle istituzioni e del mondo economico e sociale, nonché i vertici nazionali dei componenti degli enti bilaterali, che a Cesenatico hanno trovato un laboratorio di studio sulla identità della rappresentanza da veicolare in tutto il Paese.

L'ente bilaterale, che si occupa dello sviluppo dell'occupazione, della professionalità e della tutela sociale nel settore terziario, è stato costituito da Confcommercio e i sindacati,Filcams Cgil, Fisascat Cisl Romagna e Uiltucs. Sul palco anche presidenti e rappresentanti nazionali degli enti associati, stupefatti per la così alta partecipazione, per la presentazione di una indagine strutturata sui corpi intermedi realizzata per conto di Ebiter provinciale dalla Fondazione per la Sussidiarietà di Milano, presieduta da Giorgio Vittadini, tra i relatori dell'evento aperto dal presidente di Confcommercio cesenate Augusto Patrignani.

Sono intervenuti inoltre Lisa Pantera, presidente E.Bi.Ter. Forlì, Alberto Brugnoli, direttore scientifico della Fondazione Sussidiarietà che ha ilustrato i risultati dell'indagine, Donatella Prampolini Manzini, vice presidente nazionale di Confcommercio (l'annunciato presidente Carlo Sangalli è stato impossibilito a partecipare), il presidente Fondazione Sussidiarietà Giorgio Vittadini, il segretario generale nazionale Fisascat Cisl Davide Guarini, il segretario generale nazionale Uiltucs Uil Brunetto Boco e il segretario generale nazionale Filcams Cgil Maria Grazia Gabrielli, il vicepresidente Confcommercio provinciale Roberto Vignatelli, la moderatrice Loretta Giorgini, consigliere E.Bi.Ter. di Cesena. 

“Sono stati interpellarti 235 iscritti agli enti bilaterali del territorio – ha spiegato il professor Brugnoli presentando l'indagine -, cento imprenditori e 135 lavoratori, sull'utilità percepita del livello di rappresentanza dei corpi intermedi. Essi vengono valutati insostituibili dato che le singole persone non sono in grado di difendere i propri interessi da soli. Tuttavia, debbono innovarsi e in quest'ottica la domanda di fondo è quella sul ruolo che i corpi intermedi possono ancora avere nella crescita sociale e culturale del Paese”.

“Da una parte – rimarca il presidente della Fondazione per la Sussidiarietà Giorgio Vittadini alla luce di quanto emerso dall'indagine - i corpi intermedi in genere sembrano irrimediabilmente in crisi, per la diminuzione del grado di fiducia, ormai a livello planetario, tra Paesi, tra cittadini di diversa estrazione, tra cittadini e istituzioni, tra singole persone e loro aggregazioni. Dall'altra, è vero che ancor più oggi sono insostituibili: se è vero che l'’impatto della tecnologia sulla vita pubblica si è sempre più esteso, è altrettanto evidente che nessuno strumento elettronico può sostituire relazioni stabili e profonde, di cui i corpi intermedi costituiscono un ambito privilegiato e garantito.  Essi, tuttavia, lungi dalla tentazione di concepirsi come solo corporazioni di interessi e princìpi particolari debbono riscoprire una grande responsabilità educativa: loro scopo primario è educare la persona alla responsabilità, alla sussidiarietà, alla solidarietà, all’integrazione tra il bisogno dei singoli e i bisogni sociali. Per questo debbono investire sulla formazione”.

“In questo senso è fondamentale il ruolo degli enti bilaterali e il valore della bilateralità – aggiunge Vittadini – visto che nasce da un patto di collaborazione tra capitale e lavoro, da un’alleanza tra piccoli imprenditori appartenenti a uno stesso territorio e animati dalla volontà di costruire, in modo sussidiario un welfare frutto della collaborazione solidale tra più imprese e più lavoratori. La bilateralità si può considerare a ragione la via italiana a un modello di relazioni tra imprenditori e lavoratori di tipo partecipativo".

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